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1734, Napoli è divenuta la città principale d’Italia per popolazione -
, per ricchczze e per beni della vita. Sotto il re
Carlo Borbone venne ampliato il porto, fu aperta una nuova -
strada con un magnifico ponte dentro mare nel Molo piccolo, -
fu fortificato in più luoghi il golfo. Il palazzo reale
venne ampliato, fu fatto quello di Capodimonte, in 270
giorni fu costrutto il nuovo teatro di S. Carlo, si edificò il
reale Albergo de’poveri, presso il ponte della Maddalena si
eresse il quartiere della cavalleria, ed il serraglio delle fiere.
Tali comodità e magnificenze della nostra capitale sono
state continuate durante il regno di Ferdinando. La nuova
strada di S.Carlo all’Arena, la strada di Mergellina, quelle
amenissime di Posilipo, del Campo e di Capodimonte, il reale -
pásseggio di Chiaja, i magazzini al di là del ponte della
Maddalena, la gran piazza avanti la reggia, l’illuminazione
notturna, di cui andava priva, l’Orto botanico, il Museo,
l’Accademia, la Specola, il Collegio militare, più case di
educazione, varie scuole di arti e di disegno, non abbelliscono -
solamente la nostra superba metropoli, ma ci mostrano -
pure i progressi che si son fatti verso la perfezione
dello stato civile : siccome ciò che le altre capitali di Europa -
hanno, ed a noi manca, potrebbe mostrare i progressi -
che ci restano a fare.
Dall’epoca di Carlo V Napoli a certi riguardi non è
divenuta grande,che col detrimento e coll’oppressione delle
provincie. Colla nuova direzione che Pietro di Toledo seppe -
dare ai Tribunali, in Napoli vennero concentrati tutti
gli affari civili, tutte le autorità, tutta la vita sociale,
tutte le cognizioni, e tutte le arti. Questo funesto sistema
produsse una ricca ed immensa capitale, che forma una
gran testa con un corpo meschino (1) Per la declinazione
(1) A scansamento di equivoci noteremo, che non è la gran po¬