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GUIDA PRATICA DI VENEZIA
come ce lo attestano le iscrizioni e gli avanzi per noi preziosissimi, -
che valgono a provare tutta l’antichità di essa.
Quando Altino venne distrutta dai barbari, quando i territori
vicini furono posti a ferro ed a fuoco, le popolazioni fuggenti
trovavano sicuro asilo nell’isoletta e quivi si stabilirono. Il vescovo -
Paolo di Altino pure trasportò qui la sua residenza e seguirono -
il di lui esempio parecchí nobili.
Allora Torcello comincio ad ingrandire ed a popolarsi di più.
Si reggeva da se con proprie leggi; cominciò ad arricchirsi, a
fabbricare palazzi e templi sontuosi che venivano adornati di
marmi trasportati dalla rovinata Altino, e in questo modo l’isoletta -
divenne un grande centro di popolazione che si diede al
mare ed al commercio, si che in breve Torcello poté offrire armi
allo Stato, mentre i cittadini costruivano navi per veleggiare nei
paesi lontani, divenendo cosi degna d’invidia e di emulazione.
Torcello si mostrò forte più volte contro il nemico, mentre di
sua fama illustre oggi non resta che la memoria. La città cadde
precipitosamente dalla più fastosa grandezza all’imo dello squallore. -
Le acque del Sile che sboccavano nella laguna, gli altri
scoli d’acqua dolce della terraferma, a poco a poco depositanti le
materie organiche nel fondo, diederó luogo allo sviluppo della
malaria. Nella prima metà del secolo XIV i Torcellani pensavano
già a porre argine a questo flagello tremendo che si avanzava
mietendo vittime nell’estuario vicino; ma che i provvedimenti
presi siano stati inefficaci, o che altre cause abbiano impedito
il libero flusso delle acque, è un fatto che sulla fine del secolo XV
l’aria era divenuta malsana a tal punto da provocare la generale
emigrazione degli abitanti.
Dopochè nel 1659 la sede vescovile passava a Murano, comin
ciarono ad allontanarsi anche le Corporazioni religiose; e dopo
queste gli abitanti più facoltosi della città emigrarono anch’essi
per Venezia, Burano e Murano, si che furono abbandonati edi
fici sacri e palazzi che vennero a rovina.
Nulla può dirsi della popolazione della città nei primi secoli:
dalle traccie però che si scoprono tuttogiorno, dalle rovine dei
fabbricati, non si è forse lontani dal vero affermando come gli
abitanti ascendessero a più di ventimila. Al principio del secolo -
XVI la popolazione era scemata a poco più di mille persone,
numero che andò gradatamente diminuendo ancora fino ai giorni
nostri, in cui gli abitatori di Torcello non giungono al centinaio.
Oggi, al posto di splendidi templi, di cospicui monasteri, di
ricchi palazzi, cresce rigogliosa l’erba, poichè dopo le prime emi
razioni e cittadini e Veneziani ed abitanti delle isole vicine fecero -
a gara a chi meglio sapesse demolire, distruggere e
sia
pur detta la parola — rubare, per abbellire altre fabbriche o per
vendere oggetti antichissimi e preziosi che andavano a decorare
i musei d’altri paesi.
Oggi, migliorata l’aria, gli abitanti non aumentano, e quel
grande centro di popolazione, specie per la difficoltà delle comunicazioni, -
non risorgerà mai più. Eppure la terra è assai uber
tosa, le vigne ben coltivate, i campi quasi tutti condotti a frutteti. -
In primavera quando i peschi ed i mandorli sono in fiore,