Volltext : Bonmartini, Silvio: Guida pratica di Venezia

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GUIDA  PRATICA  DI  VENEZIA
Marina,  dogando  Jacopo  Tiepolo,  denominata  a  questa  santa.
Conteneva  buone  opere  di  pittura  e  di  scultura  e  vari  monumenti
preziosi,  e  —  come  tante  altre  —  fu  demolita  al  principio  del
secolo  XIX.  In  questa  chiesa  ogni  anno  nel  giorno  titolare,  17
luglio,  si  recavano  il  doge  e  il  Senato  a  ricordare  la  conquista
di  Padova  le  di  cui  chiavi  -ora -
  nel  seminario  patriarcale
stavano  appese  ad  una  parete.  Qui  venivano  sepolti  i  dogi  Michele -
  Steno  e  Nicolò  Marcello.
Da  qui  si  passi  alla  fondamenta  delle  Erbe  ove  esiste  l’  interessante -
  palazzo  Van-Axel  e  si  giunga  fino  alla  Corte  delle  Mu
neghe,  cinta  da  una  bella  porta  merlata  di  stile  archiacuto  del
secolo  XIV.  Li  vicino  è  la
Chiesa  di  Santa  Maria  dei  Miracoli.
Un’immagine  della  Vergine,  appesa  all’esterno  di  una  casa  in
Corte  Nuova,  sali  in  breve  a  cosi  alta  fama  di  miracolosa  che
Angelo  Amadi  nel  1480  decise  di  trasportarla  in  apposita  cap
pella  di  tavole.  In  suo  onore  un  pievano  di  Santa  Marina  pensò
di  erigere  una  grande  chiesa,  e  ricorso  alla  pubblica  carità  trovò
cosi  grande  favore,  che  incominciato  il  tempio  nel  1481,  nel
1487  era  giunto  a  compimento  e  vi  si  collocava  l’immagine  mi
racolosa.
E  inutile  che  io  inviti  il  visitatore  a  fermarsi  e  a  contemplare
la  superba  facciata  principale,  le  laterali  e  l’  abside  di  questo
tempio  di  recente  ristaurato  con  cura  veramente  lodevole  ;  che  lo
inviti  ad  ammirare  la  semplicità  delle  linee,  la  bellezza  dei  marmi
che  ne  incrostano  le  pareti,  la  sublimità  del  concetto  artistico  di
chi  fu  ideatore  di  cosa  tanto  perfetta.
Non  v’ha  certo  alcuno  che  possa  restarvi  indifferente  e  non  si
lasci  sfuggire  esclamazioni  della  più  alta  meraviglia  contemplando -
  un  assieme  cosi  armonioso  di  bellezze  artistiche.
Chi  offri  il  disegno  della  chiesa  non  si  conosce.  E  un  fatto
peraltro  che  ne  venne  affidata  l’esecuzione  a  Pietro  Lombardo
che  trasfuse  in  essa  tutta  la  potenza  del  proprio  ingegno.  I  par
ticolari  sono  inutili  dinanzi  ad  opere  di  questo  genere,  giacchè
il  bello  si  ammira  nel  suo  complesso.  Richiamerò  l’attenzione  del
forestiere  prima  sopra  una  mezza  figura  in  marmo  esistente  sulla
porta  della  chiesa,  rappresentante  la  Vergine,  bellissimo  lavoro
del  1400,  il  di  cui  autore  sotto  il  pseudonimo  di  Pyryotele  cela  il
nome  di  Giammaria  Zorzi.
Nell’interno  Pietro  Lombardo  accarezzava,  curava  nei  più  minuti -
  dettagli  questa  figlia  sua  prediletta  ;  scolpiva  bassorilievi
ed  intagli  finissimi;  ideava  la  cappella  maggiore  cui  si  accede
per  una  scalea  con  eleganti  e  svelte  balaustrate;  compiva  l’al
tare  con  leggiadri  parapetti  a  traforo;  erigeva  finalmente  due
pulpiti  di  forma  originale  e  lodata.  Nessuna  opera  di  pittura
degna  di  nota  decora  questo  tempio;  sembra  lo  si  sia  fatto  ap
posta  perchè  i  miracoli  di  scoltura  che  lo  adornano  si  rendano
più  evidenti.  E  bello  peraltro  il  soffitto  dipinto  da  Piermaria
Pennacchi.
            
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