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Maggio l’anno 1127. lo collocarono nel Tempio . Fu permutato S. Michele -
d Istria in S. Maria di Orbisio, e col Spedale di S. Jacopo di Capra
della Città di Padova, che fu donato l’anno 1430. il di 22. Aprile dall’ Abate -
di S. Giuſtina al Priore di Orbisio . Rogò Matteo di Francesco Notaro. -
L’anno 1530. in questa Badia di S. Michele fu edificata con gran pompa -
la Cappella della Santiss. Annunciata, piena , e ricca di Alabastri , di colonne -
di Porfido, di statue di marmo . La fecero i Procuratori di S. Marco,
come esecutori testamentarj di Margherita Emiliana Veneta, che lasciò
somma considerabile a detta Badia l'anno 1516. Il pavimento è tutto di
marmo a verghe . Fu consecrato di nuovo questo Tempio da Vincenzo Massarj, -
Vescovo Mellipotanense , essendo Abate Ventura l’anno 1544. Dimorò -
molto tempo in questo Monastero Ascanio Colonna, Barone Romano.
Sotto l'Abate Giovanni fu incominciata la nuova fabbrica, e fu terminata
dagli Abati Giusto, Mauro, e Gherardo . L’anno 1576., essendo a Venezia
la peste, Don Mauro d’Este, Abate di questa Badia, fece portar per gli
orti a Processione la testa di uno degl’Innocenti , ordinando , che ogni anno
si facesse la festa ; e cessò subito la peste , e nessuno de'Monaci restò da si fiero -
mostro oppresso. Fiori quivi Don Cherubino da Lendinara, Priore di
S. Giovanni di Faenza, Uomo molto dotto , e Don Sebastiano da Fabbriano -
, che diede alla luce un libro della contemplazione , ove sono tutti i
nostri Santi. Mini nella sua Cronica manoscritta; Fortunio par. 1. lib.30.
cap. 16. Fiori ancora il B. Angiolo dal Massaccio, che fu estinto, mentre
predicava, dagli Eretici l’anno 1458. , e fu sepolto nella sua Chiesa . Fortunio -
parte 2. lib. 3. cap. 30. Si dimostrarono ancora molti dotti Don Andrea -
Pretollini da Fabbriano, nell'Orazione fatta nel Bapitolo Generale,
ove fu eletto; Don Clemente Mencherelli da Jesi, Prelato di gran sapere,
e Don Pietro Damiano Raffaelli nell'Orazione fatta nel Capitolo Generale,
ove fu eletto Don Taddeo Terzo da Pesero , e Don Dionisio Zauli da Forli -
, che fece un discorso politico . Mini . Molti altri Uomini riguardevoli
fiorirono ne’seguenti Monasterj, Eremi , e Chiese, ove stavano i Monaci
Camaldolesi , e inoggi sono in gran parte in Commenda, de’quali non v’è
rimasta memoria, per essere andate quelle scritture in mano de' Commendatari -
Il primo che faceßse donazione al P. S. Romualdo, fu il Conte Maldolo,
come si è detto. Teobaldo poi Vescovo d’Arezzo di nazione Lombardo, confermò -
la donazione fatta dal Conte Maldolo, ed esentò il luogo dalla giurisdizione -
Episcopale. Fortunio libro 1. a carte 103. Nel 1037. Aimo Vescovo d'
Arezzo dono al sacro Eremo di Camaldoli le decime di Alcina, e Pergentina,
di Corsignano, d'Avana, di Larniano; e ordinò che le decime di S. Maria di
Partina, di Bujano, di S. Ippolito di Bibbiena, si dessero all’ Eremo. Rogò
Gherardo Primocerio; come nella sua vita scrive Jacopo Burali Nobile Aretino. -
Fortunio libro primo carte 104. L'anno 1028. Guglielmo di Petroneli donò
la Chiesa di S. Michele Arcangiolo di Camenza. Rogò Azzo Notaro del mese
di Gennaro. Fortunio libro 1. a carte 105. L'anno 1059. Boniza di Pietro li
donò il Monastero di S. Pietro di Cerreto di Valdensa vicino a Certaldo con
case, vigne, casuli, prati; così fecero Guglielmo, e Rolando , Fratelli per lo
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