RITRATTI DE PITTORI
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tante cose che tolse nell'edizione seconda,
che è quasi una nuova opera, fosser tutti arbitrii -
presi, non si sa come, da altri; non
errori, almeno per la più parte, fatti da lui
stesso?» Nella seconda edizione impressa nel
1568 da’ Giunti fece molti cambiamenti, e
vi introdusse molte giunte. Il Bottari attribuisce -
al Borghini, ed al P. Don Silvano
Razzi (8) tutti quegli accrescimenti, ove sono
(8) Che Don Siloano Razzi avese mano nella estensione -
della più parte delle vite , ce l'afferma il
suo fratello Don Serafino nell’ Opera delle Vite dei
Santi e de’ Beati del S. Ordine de' frati Predicatori.
Ediz. di Firenze del 1588 pag. 26 e 232. Per altro
le espressioni di Fra Serafino non debbon prendersi
cosi rigorosamente da credere, che tutto il merito
fosse di F. Silvano. Egli non ne ripuli che lo stile, e
forse vi fece qualche proemietto, e vi sparse qualche -
erudizione storica, servendosi nel resto delle idee
e dei materiali di Giorgio, che non avea tempo di
limare e di stendere con certa grazia quel che a lui
interessava pel solo verso dell’ arte. Lo stesso Fra
Serafino nell’ altra sua Opera degli Uomini Illustri -
dell' Ordine de' Predicatori, citando le vite,
le chiama apertamente Vite de' Pittori del Cavalier
Vasari. Ciò mostra che sebbene si sapesse che Fra
Silvano, e altri v’ aveano messo la penna, nondimeno -
si conoscevano per opera del Vasari . In quanto
alle citazioni di altre Vite di D.Silvano, e dell'opera
del Vasari, fatte da F.Seraf. nell'ult. opera citata e