Full text: Quartiere di S. Giovanni (6)

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„za, che furono il Santo Stefano, e San Lorenzo, che 
„sono nella detta Facciata di Santa Maria del Fiore in 
„sull' ultime cantonate. , Sin qui il Vasari, cui per- 
doniamo lo sbaglio nello scrivere che fece della Statua 
di Bonifazio VIII. dicendo, che i Fiorentini volevano te- 
nersi amico questo Pontefice, che per altro era morto nel 
1303. dicasi piuttosto, che il detto Andrea fece la Statua 
di Bonifazio, in grazia d' essere ſtato un Papa amico 
de' Guelfi. 
IV. E ritornando al disegno di Giotto, che ho do- 
vuto diligentemente riscontrare nella pittura della pare- 
te a mezzo giorno di Santa Croce, avvertasi che tra le 
Porte della medesima Facciata non solo eranvi le quattro 
Nicchie de i Sacri Evangelisti, ma sopra di esse pur tra 
le Porte venivano in simiglianti Nicchie i quattto Dot- 
tori della Chieſa ſoprannominati dal Vaſari, siccome alla 
ſteſſa altezza nelle cantonate eranvi le Statue di Davide, 
e di Ezecchia, che inoggi nella Chieſa fanno le veci di 
due Apostoli. Devesi pure illustrare altro punto, qual'è 
circa le quattro Statue, che ora sono tra le verzure de i 
Lecci presso i Vivai fuori della Porta Romana, le quali 
dal Volgo si ſpacciano per quattro Santi della suddetta 
Facciata, ivi trasferiti a far da altrettanti Poeti, meta- 
morfosi che sarebbe stata degna di biasimo, quando fosse 
ella vera. Ma per discernerne la falsità, ricordisi il Leg- 
gitore, che sopra si disse, come nel terzo ordine disegna- 
to da Giotio erano destinati i Simolacri de' Cittadini fa- 
mosi o in lettere, o in arme, quindi facilmente andrà 
persuaſo, che tra essi vi fossero anche i Poeti Fiorentini 
traslatati appiè del Poggio Imperiale nell' anno della de- 
molizione della Facciata, che poscia riferiremo. 
V. E cosi dileguata questa erronea opinione, sco- 
priamo ora la vera cagione, per cui non si terminò mai 
il disegno di Giotto, e di si bella, e vera notizia ne 
debbo grado a Raffaello Curradi insigne Scultore, ed Ar¬ 
chitetto, come lo fanno conoscere chiaramente tutte le 
opere del suo ſcarpello, e che poi vesti l’abito de' Cap- 
puccini col nome di Fra Giovanni da Firenze, Egli a- 
dun¬
	        
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