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la sinistra ; i maestosi sguardi sono rivolti a Collatino
quasi lo interroghi del venire inopinato. Ma egli sereno
in volto , col muovimento della persona e delle braccia
addita ai reali giovani la consorte , quasi affermando che
a lei è dovuta la lode della vittoria. A destra di lui Tarquinio -
turbato in fronte, con le pupille immote e fisse
sopra Lucrezia, sembra voler nascondere i principii di
un amore intemperante sotto il colore di meraviglia
generosa. Di piu vera meraviglia sono dipinti gli altri
due Tarquinii, che mirabilmente aggruppati ai loro congiunti -
che abbiamo descritto, chiudono a destra il quadro. -
Dal lato opposto, sopra un secondo piano, è una
vecchia fantescha che torce il fuso ; nè pare che alla senile -
sagacità sia nascosta la causa che ha qui condotti gli
ospiti inaspettati. Sull’orlo del desco ch’ è più vicino alla
sinistra del quadro, una fanciulla di bello aspetto, vinta -
dal sonno inclina sul polso il capo , che ne apparisce
più gentile e di più vaga semplicità. Tra questa figura
e quella descritta innanzi, un’ altra ancella si curva alquanto -
con la persona in atto di risvegliare la giovinetta,
perchè il signore comune è giunto. L’espressione di lei
è di una grazia e di una evidenza meravigliosa . Dinanzi
a la fanciulla che dorme siede un altra giovine e bella
donna , la quale alzando il gomitolo con la manca fa più
apparenti i leggiadri contorni del braccio . Termina da
questo lato la scena un’ altra donna di fresca vecchiezza
ritta in piedi presso al simulacro della lupa, tenente nelle
mani la rocca e il fnso.
Considerando come i due gruppi di che componesi
questo dipinto, legati insieme principalmente dall’espressione -
di Lucrezia, e di Collatino, dimandino in egual
modo l'attenzione dei riguardanti, è mestieri confessare
che l'ingegno del Camucc ini, bastando perchè ciascuna figura -
partecipi dell' interesse generale del soggetto, sa di
gran lunga difficile il giudicare se ve ne abbia alcuna che
sia da antiporsi alle altre.
Questo quadro è stato operato dal Camuccini per commissione -
del conte Antonio Appony, non meno illustre
diplomatico, che passionato amatore delle buone arti.