Full text: Quartiere di Santa Croce (2)

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„turale, mostrando movenza, e vigore, ed intelligenza 
„ maravigliosa, che ha avuto l'Artefice nelle parti del 
„ corpo, che ella scoperte rappresenta, a segno, che non 
„ di marmo, ma di carne animata rassembra. Fu questa 
„restaurata di ordine del Granduca Ferdinando II. da Lo- 
„ dovico. Salvetti Scultor Fiorentino, il quale rifece il 
„ torso del soldato, ed il braccio pendente dell'Aiace, ed 
„ altre parti, la quale restaurazione è maravigliosa, per 
„essersi il Salvetti cosi bene adattato alla maniera Greca, 
„ ed aver unito i mufcoli, e le artitudini al resto della 
„ vita a tal fegno, che chi non fa esatta diligenza, giudi¬ 
„ cherà che sia tutta d’ un medesimo Artefice, e n’ebbe 
„ per premio scudi trecento, come dallo Scrittoio di sua 
„ Altezza si vede. E' però da notarsi, che la somma) pru¬ 
„denza di Ferdinando II. destinò, che questa Statua si e¬ 
rigesse in questo luogo con molta ragione, per essere 
„ questo quel luogo famoso, ove era posta la Statua e¬ 
„ questre di Marte, che fu tolta dal tempio di S. Giovan 
„Batista nell’ abolimento dell' Idiolatria, la quale cad¬ 
„de in Arno stante un grandissimo diluvio di acque. 
VIII. Sin qui il Cinelli, il quale se non crede, che 
la ſta ua descritta appiè del Ponte sia un Alessandro, ci 
permetta, che diciamo non essere ella nè pure un Aia¬ 
ce, ma piuttosto un gruppo di due gladiatori esprimente 
la vittoria di uno colla morte dell' altro, che somiglian¬ 
ti ne abbiamo veduti in Roma, ed altrove. Similmente 
diremo della statua di Marte, la quale il suddetto Cinelli 
dietro la numeroſa ſcorta di Autori antichi, che scrissero 
cose succedute ne' secoli ad essi lontanissimi, vuole, che 
fosse trasferita in luogo cosi pubblico. E per vero dire 
sembra cosa assai dura, che un tal simolacro, che era 
materia atta a poter incitare, e revocare i novelli Cri¬ 
ſtiani a ripigliare la Idolatria, non ſi ſpezzaſſe, e ſi ri¬ 
ducesse in polvere, come ordinavano le Costituzioni Im- 
periali, e noi crediamo con dotti Scrittori, che fosse d' 
uopo ciò fare per abolire la superstiziosa credenza, che a¬ 
veano i Fiorentini, cioè, che distruggendosi quest' Idolo, 
egli era il tirarsi addosso quei danni, di cui parlavano le 
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