Full text: Dalla Porta a Pinti fino a Settignano (6)

magna paupertate, & penuria rerum delibe- 
raverunt mittere Fratres Conversos publice per 
Civitatem mendicare panem cum sportis, & 
alias eleemosynas, imponentes ipsis Conversis, 
ut cum voce per vias, burgos, atque plateas 
clamantes peterent eleemosynas in nomine He¬ 
remitarum S. Benedicti. Ceperunt ergo Con¬ 
versi discurrere pro predictis Eleemosynis, & 
quotidie locus divulgabatur per Civitatem 
veniebatque Religio ista in notitiam Civium 
ex quo de die in diem eleemosyne augebantur, 
ita ut de solis eleemosynis Fratres viverent. 
Compito del tutto il Sacro edifizio fu pen- 
sato a decorarlo di Pitture di eccellente 
pennello. Il Vasari in più luoghi ne parla, 
e tra le altre ne nomina alcune nella Vita 
di Lippo Pittore Fiorent.,, Cominciando, 
dice egli, in Fiorenza Lippo i suoi lavori, 
fece in S. Benedetto, grande, e bel Mona- 
stero fuor della Porta a Pinti dell’Ordine 
di Camaldoli, oggi rovinato, molte figure, 
che furono tenute bellissime, e particolar- 
mente tutta una Cappella di sua mano 
che mostrava quanto un sollecito studio 
faccia tostamente fare cose grandi a chi 
per desiderio di gloria onoratamente s af¬ 
fatica, „Nella Vita poi di D. Lorenzo Mo- 
naco degli Angioli di Firenze Pittore narra 
come segue. „ Dipinse similmente D. Lo¬ 
renzo in una Tavola, che era nel Mona- 
stero di S. Benedetto del medesimo Ordine
	        
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