Full text: Dalla Porta a Pinti fino a Settignano (6)

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ben tenuto, e con tant' ordine le viti intor- 
no al Chiostro, e per tutto accomodate, che 
intorno a Fiorenza non si poteva veder me¬ 
glio. Similmente la stanza, dove stillavano, 
secondo il costume loro, acque odorifere, e 
cose medicinali, avea tutti quegli agi, che 
più, e migliori si possono immaginare. In¬ 
somma quel Convento era de' belli, e bene 
accomodati, che fussero nello Stato di Fio¬ 
renza, e però ho voluto farne questa me 
moria, e massimamente essendo di mano 
del nostro Pietro Perugino la maggior parte 
delle pitture, che vi erano. Al qual Pietro 
tornando ora mai, dico, che dell'opere, che 
fece in detto Convento, non si sono conser- 
vate, se non le Tavole portate alla Porta a 
S. Pier Gattolini, dove ai detti Frati fu dato 
luogo nella Chiesa, e Convento di S. Giovan- 
nino (1). Le due Tavole adunque, che erano 
nel sopraddetto tramezzo, erano di mano di 
Pietro, e in una era un Cristo nell'Orto, e 
gli Apostoli, che dormono, ne' quali mostrò 
Pietro, quanto vaglia il sonno contro gli af- 
fanni, e dispiaceri, avendoli figurati dormi- 
re in attitudini molto agiate. E nell' altra 
fece una Pietà, cioè Cristo in grembo alla 
nostra Donna con quattro figure intorno 
non men buone, che l’altre della maniera 
sua, 
(1) Questo ora si chiama la Calza, cosi detto per 
la foggia del Cappuccio, che aveano i Gesuati.
	        
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