Full text: Dalla Porta S. Niccolò fino alla Pieve di S. Piero a Ripoli (5)

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rò di gran merito, ma troppo distante dal 
fatto, ch’ ei narra. Dice egli adunque, che 
portatosi egli a Bologna invitò il Santo 
che ivi trovavasi, ed il pregò a mandare 
in Firenze i suoi Religiosi, a cui offri l'Ora- 
torio da esso edificato. Ma come mai potea 
egli offerire il menzionato Oratorio, se fino dal 
1214. donato l’avea a Giovanni Vescovo Fio- 
rentino? Dicasi piuttosto con i dotti Annali¬ 
sti T. I. pag. 545., che trovandosi S. Domenico 
in Bologna, e vedendo il frutto, che faceano 
i suoi Discepoli, determinò d’inviarne alcuni 
nelle principali Città d'Italia per istabilir- 
vi l'Istituto; e però inviò Gualla, e Pina- 
mente a Bergamo, lacopo degli Ariboldi, e 
Robaldo d’Abingennia a Milano, e il B. 
Giovanni da Salerno con dodici Compagni 
a Firenze. Giunti, che quà furono, ferma- 
ronsi nello Spedale di S. Gallo limitrofe al¬ 
la Città nostra, e non avendo luogo alcuno 
determinato, ivi si trattennero alcuni gior- 
ni, e perchè il Vescovo Fiorentino Giovan- 
ni da Velletri avea una grande stima di 
S. Domenico, e del suo Istituto, provvisio- 
nalmente gli offerl il suddetto Oratorio, e 
in tale occasione può essere, che Diomiti- 
cidiede, siccome ricco Cittadino, si dimo- 
strasse loro benevolo, e di qui forse sarà 
nato l’equivoco di essere andato a Bologna 
dal Santo, quando piuttosto si sarà offerto 
al
	        
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