Full text: Dalla Porta Romana fino alla Certosa (2)

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mai avesse origine la fama di questa riedi 
ficazione, e conchiude, che ciò fu, perchè 
dopo la venuta di Carlo in Firenze, tolto, 
che egli ebbe di mezzo l’anno 774. colla rot¬ 
ta, e la prigionia di Desiderio ultimo Re di 
quella Nazione il Regno dei Longobardi sta- 
tine sino allora Signori, i Fiorentini, tro- 
vandosi mercè di lui liberi dal giogo di quel¬ 
la gente (e forse ancora animati dalle sue 
esortazioni) presero a restaurare a poco a 
poco, o rimettere in miglior forma la Città, 
e riordinarvi le cose ; e che di qui nacque 
la voce, che ella fu riedificata per opera di 
Carlo Magno, il quale per questo motivo 
dell’averla sottratta al dominio Longobar- 
dico, può giustamente appellarsi il suo li¬ 
beratore, il suo restauratore, e il suo rinno¬ 
vatore, siccome egli lo fu di tutta l'Italia, 
di cui ne divenne assoluto Signore. Inoltre 
osserva il Borghini, che sebbene il nostro 
Divino Poeta andò dietro all'error comune 
della distruzione di Firenze seguita sotto 
Totila (il quale con Giovanni Villani, per 
uno sbaglio prende per Attila) e la rendè 
ridotta in cenere (1), non toccò cosa alcuna 
di 
(1) II Pagi uno dei più sicuri, e più rispettabili 
Critici dei nostri tempi nega assolutamente, 
che Totila s’impadronisse di Firenze, sull’auto¬ 
rità di Procopio Scrittore della guerra dei Goti; 
il quale essendosi trovato a combattere sotto 
Bel¬
	        
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