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e non è stato, colorire e non ha colorito,
perchè il muro è tinto nella stessa guisa delle carni
quindi il pregio del disegno, se c’è, non basta a
compensare tutti questi difetti ; sarebbe lo stesso che
dirmi di un romanzo intimo nel quale mancasse l’ analisi, -
lo studio morale, la favola, « ma è bene scritto! -
» ci ho tanto piacere : proponetelo come ’testo di
lingua, ma non lo date come un romanzo.
A me pare insomma che nel quadro del Cherici
manchi il gusto, definito dal Cousin (*) una facoltà
composta di tre elementi : l’ immaginazione, la ragione, -
il sentimento : io dico dunque che il gusto manca,
perchè degli ultimi due di questi elementi, non è in
quella tela accenno : non v’è la ragione, perchè alcune -
cose appaiono non meditate, non discusse : non
v’è sentimento, perchè non v’è espressione.
Non nego per questo al pittore reggiano l’ingegno:
ma vorrei vedere che egli lo dirigesse sulla via del
vero: vorrei vederlo abbandonare il convenzionale grave
danno dell’arte ; vorrei egli si facesse convinto che perchè -
una figura appaia triste, piangente, non basta mostrarla -
asciugantesi gli occhi: nei quadri che si facevanc
in Francia ottanta anni sono gli artisti solevano indicare -
che un personaggio partiva, pingendolo colle
braccia stese in avanti, quasi a fendere l’aria: e, accettato -
cotesto gergo d’atteggiamenti, — tutti intendevano -
che l’eroe stava per andarsene; ma domando io,
cotesto gergo è conforme, come vuolsi , alla verità?
Nè vale il dire, come alcuni fanno « eppure fino
ad ora s’è dipinto cosi ; le nostre gallerie moderne
(*) Cousin loc. cit.