APPENDICE
1345
in guardia della sua città prediletta. L'ultimo
giorno di quell’anno una moltitudine di donne
raccoitasi in uno da’ varii quartieri si recava processionalmente -
a questo altare, e v’intuonava
l'inno di grazie in nome della ricuperata libertà;
e ai 4 di marzo dell’ anno venturo partivano dalle
contrade de’ santi Cosma e Damiano una schiera
di signore del second’ ordine con gran traino di
gente per compiere all’ ufficio medesimo. E ai 10
del mese stesso vi si recava una congregazione
eretta nella chiesa di S. Ambrogio con gran seguito -
degli abitanti di que’ luoghi popolosi, e due
giorni dopo con maggiore solennità vi traeva il
Magistrato del maggiore ospitale, scortato da’ Padri -
Crociferi, dalle figlie esposte, e dalle suore di
santa Maria del Rifugio, non che da un’eletta
di nobili cavalieri, e da numeroso popolo. Nè
più di quattro giorni tardavano gli abitanti della
Marina e di Portoria, congiunti in una causa;
tanto sentivasi ne’ cuori cittadini il prezzo della
grazia ricevuta.
Queste notizie sono estratte da’ libri del Conservatorio -
per cura del R. Custode e dell’ottima
Superiora, che per ispontanea gentilezza me ne
fan parte. Da’ libri stessi risulta che le due statue -
in legno entro le nicchie della chiesa, rappresentanti -
la Fede e la Speranza, son’ opere di
Domenico Parodi. Quanto alla statua del bene¬ALZea. -
Guida di Genova Vol. II.
57