Libro Secondo.
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no in mano. Creſceuano fra queſte due famiglie occulti odi, che erano
eccitati dalla ſcambieuole emulazione, mentre che l'una, e l'altra famiglia -
aſpira al sommo luogo di dignità, e di potenza, ne poteua vna ſoffrire, -
che la potenza dell'altra auanzaſſe la sua: i quali odi stati lungo tempo
occulti, finalmente scoppiarono in aperte nimicizie, le quali da principio
si paſſarono con villanie, e conteſe di parole, ma finalmente vennero alle -
mani , e al ſangue. Il principio dell'arme ſegui nella venuta di Bariſſone, -
perche essendo andati i consoli per onorarlo accompagnati da gran
moltitudine di nobili ad incontrarlo infino a gli vltimi scaglioni, nacque
vna quistione tra Fulcone di Castello, e Orlando Auuocato, e gli amici,
e aderenti loro, che l'vno, e l'altro haueua seco molta gente; e da prima
cominciò con le parole, e villanie, di poi accendendo la gara gli animi, si
venne al ferro, e si fece vna sanguinosa battaglia, combattendosi non solamente -
con le ſpade, ma ancora con le baleſtre, e armi da lanciare: nella
quale molti furon feriti mortalmente, tra quali furono Baldouino, e Arrigo -
Guerci, e Gandolfo Vſodimare, e Sardo figliuolo d'Orlando Auuocato, -
i quali poco dipoi morirono di quelle ferite. Questa fù la prima discordia -
ciuile, la qual sia stata scritta, che trauagliò ia nostra città. Ma
gli ambasciadori de Genouesi Lanfranco Alberighi, il Piccamiglio, Guglielmo -
d'Oria, Gionata dal Campo, i quali furono accompagnati da M.
Bigotto, e da M. Guidone Laudense Dottori di legge, condussero a Pauia
Bariſsone, e Bederigo lo creò Re di Sardigna , e con le solenni cirimonie l'
ornò della corona reale nella chieſa di S. Siro; e Piſani non poterono tenersi -
di non si querelare con parole dell'ingiuria, che gli pareua riceuere.
Onde il capo dell'ambasceria non potendo raffrenare la lingua, disse, cosi
ſi deue fare, o Cesare? Questo è il guiderdone, che voi rendete a perpetui -
ſtudi de Piſani verso la sedia Imperiale, e a tante battaglie, e pericoli
presi perl'onor suo , e all'opere fatte da loro tante volte con tanta fortez
za, e fedeltà, che voi spogliate loro della Sardigna posseduta tanti secoli
con giusto imperio, e comprandola piccolo prezzo doniate ad altri quella, -
che non è voſtra ? e innalziate à tanto onore vn huomo di basso grado
nostro suddito, e costumato star soggetto a noi con grandissima nostra ingiuria, -
e vergogna? Queste vane parole stimolarono gli animi de gli am
baſciadori Genoueſi, che erano huomini di natura non meno altiera, ad
esortazione de quali Cesare haueua fatto tal cofa. Risposero dunque, che
iPiſani mentiuano, chiamando Bariſſone ignobile, perche era nobilissimo -
, e dicendo, che fosse loro soggetto; a cui per lo contrario molti Pisani -
erano sudditi, e Piſa per la maggior parte traesse il vitto da frutti del
suo dominio ; e non minore menzogna era il dire, che la Sardigna fosse de
Piſani, la quale i Genouesi già in compagnia de Pisani haueuano soggiogata -
con l'arme non meno che Pisani ; e che da questo si conosceua , che il
principal pregio era stato de Genouesi, perche i Pisani cederono loro l'onore -
di condurre a Cesare il Re Musatto prigione, accioche fosse sempre
chiaro, e palese, che principalmente per opera, e con l'arme de Genoue
si la Sardigna, cacciatine i nimici della nostra religione, era stata acquiſtata -
al nome Criſtiano, e all'imperio di Cesare. Le contese erano per andare -
più auanti, ma Cesare pose lor fine, con riprendere agramente i Pisani. -