Libro Secondo.
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ſpedito per legato da Papa Alessandro al Re di Gerusalemme per causa
de Genouesi, ad acconciare le differenze, e fermare i priuilegi, e le ragioni
della nazione loro. Il qual Papa venne quell'anno a Genoua, e vi fù riceuuto -
con magnifico apparato, e con gran dimostrazione d'amore, e d'osseruanza: -
percioche egli fece sempre grand'onore al popolo Genouese, e
accrebbe le forze sue,e l'onorò, e fra suoi fauori fù questo, che è cosa vſata -
concedersi di rado, che egli creò l'Arciuescouo di Genoua Legato perpetuo -
delle prouincie oltramarine, che chiamano Legato nato. Questo
Sant huomo per tutto I corso del suo Pontificato, che fù assai lungo, perche -
durò circa ventidue anni, fù trauagliato da Federigo Imperadore,
perche furono creati contra di lui fuori del dritto per le scisme della Chie
ſa di tempo in tempo quattro falsi Pontefici, Vittore, Pasquale, Calisto, e
Innocenzio, i quali tutti nondimeno morirono innanzi à lui. E Federigo
finalmente fù sforzato per valore de Viniziani inginocchiarsi vmilmente
dinanzi al Pontefice, e baciargli i piedi, doue disse quel motto celebre per
tutti li futuri secoli. Non à te, ma à Pietro; a cui rispose il Pontefice, e a me,
e à Pietro. La potenza di Federigo in quel tempo diuentò più terribile all'Italia, -
perche egli espugnò la città di Melano, e la ſpiantò insino da fondamenti, -
dalla qual paura sforzati tutti popoli di Lombardia, e gli abitatori -
del Mare di Toſcana insino à Roma, s'erano recati à vbbidire, e à pagare -
il tributo loro imposto. I Genouesi ſoli, perche ricuſauano di ciò fare
furono chiamati à Pauia, doue Federigo era con la corte. Furono mandati -
otto ambasciadori, Guglielmo Ruggerono, e Grimaldo Consoli, e furono -
dati loro per compagni Guglielmo Vento, Melchiore Volta, Arrigo
d'Oria, Vggieri Guidone, Vberto Spinola, Filippo Iuſta, Buonuaſſallo Bulfengo. -
Furono dette le medesime coſe, che ne gli anni passati, quanto al
mettere il tributo, e rifiutarlo, e le dispute finalmente hebbero questo fine,
che Cesare vinto dalle ragioni si contentò di rimettere loro il tributo, e con
ampissimo priuilegio riceuè i Genouesi in amicizia, e grazia sua, facendo
loro grandi onori di parole, e gli onorò di grandissime ragioni, e doni, fra
quali quello fù molto notabile, che diede loro autorità di potere trarre di
tutta la Liguria , che all'ora i Genouesi erano padroni d'una piccola parte
di essa, dalla terra di Monaco insino à porto Venere marinari, galeotti, naui, -
legnami, e d'ogni apparato da guerra per vſo dell'armate da spedirsi da
loro, e in cotale affare, riserbando à Marchesi la loro giurisdizione, sottomise -
loro tutta quella riuiera. Oltre à questo diede loro in feudo la città di
Siracuſa, la qual diceua appartenersi a lui: e Genouesi all'incontro promisero -
d'aiutarlo con le loro armate, e con tutte le loro forze in tutte le spedi
zioni, che egli pigliasse à fare. Rimandati adunque gli ambasciadori a Ge
noua, poiche hebbero fatto la loro relazione, furono mandati sette altri simiglianti -
ambaſciadori cittadini principali à Pauia à fermare le capitula
zioni. Questi furono Ingone dalla Volta, e Nuuolone Consoli, Lanfranco
Peuere, Beltramo Marino, Indone Contardo, Buonuassallo Bulfengo, e'l Rugerono. -
Poiche le cose furono acconce di questa maniera, nacquero nuoui
tumulti, e nuoue cagioni di guerra tra Pisani, e Genouesi; perche da Pisani
fù violata la pace fatta fra loro per autorità del Papa, e rotta la fede delle
conuenzioni, per le quali si proibiua all'uno, e all'altro popolo, che non si
facesse