Libro Quarto.
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grande, & magnifico palazzo, il qual spacioso soprastando alla città
pareua à punto chiedeſſe il Dominio di quella. Quindi egli la potentissima -
città di ricchezze, di ogni ornamento, & di tutte le delitie abbondante -
quasi come vn grande imperio sotto gli occhi suoi posto
fissamente riguardaua. Cosi alla sua ardente cupidità accendendo
con tristo augurio le infiammate faci, in casa apparecchiaua l'armi.
Giuocaua di ſcrima con suoi fratelli coſi assuefacendosi alla ira, &
alla fortezza; & con ogni sorte di essercitio prouandosi, andaua corroborando -
ſe ſteſſo alla impreſa, che haueua à fare; & quando era
solo nelle hore ociose (come poi si ha inteso da quelli, che seco famigliarmente -
trattauano) leggeua speſso la vita di Nerone, la congiuratione -
di Catilina, & il libro di Nicolò Malchiauelli detto il Principe, -
affine, che dalla lettione, & disciplina di cosi fatte cose nel mezo -
di quella Barbarie imparasse a diuenir crudele. Scendeua ogni due,
ò tre giorni a Fasciolo per visitar, & trattar con Andrea Doria imitando -
gli huomini da bene , & l'antica sua consuetudine. Tra le altre cause,
che a lui erano communi con gli altri Cittadini, ne erano altre particolari -
molte, & grandi, per le quali doueua riuerire, & honorar come
padre il Doria. Poiche ne i principij dell'vnione, & della libertà della
città haueua fatto molti benefici a Sinibaldo suo padre, & sostentato -
lui, & tutta la sua caſa, che andaua declinando, & sempre con la
sua auttorità, & spesso col consiglio, & alle volte con denari soccorso -
quella. De' quali benefici egli per la ardente sua cupidità di regnar
scordatosi, & seco nell'animo proponendosi di commettere contra di
lui tradimento, & parricidio con marauigliosa accortezza infingeuasi
di animo gratissimo, & di volontà ottima verso lui; & certamente
pare incredibile, che vn'huomo cosi giouane con tanta moderatione
della natura sua poteſſe celare vn fatto coſi importante; si che pare,
che Sergio Catilina paragonato con lui non sia degno da essere nominato -
tra gli huomini ſimulatori. Era il suo colore bello, gli occhi -
allegri: l'andar graue, & nobile, benche le piu volte caualcaua
per la citta ſopra vn belliſsimo cauallo. Scorgeuaſi etiandio in lui
vn medeſimo volto, & vna medesima ſembianza nelle molte, & varie -
sue operationi. Con questa destrezza d'ingegno adunque egli
richiuſe nelle più occulte parti dell'anima sua l'odio eſtremo, che
portaua a Giannetino, del quale per l'adietro soleua apparir in lui
qualche segno, & sotto specie di vna singolar affettione verso di
quello vn giorno trouatolo sgombrògli dall'animo tutto quello, che
in lui reſtaua di ſiniſtra opinione verſo eſſo Fieſco, & parte benignamente -
salutandolo, parte andando a ritrouarlo a casa, parte
communicandogli i suoi pensieri si fece quello amicissimo; la qual
amicitia poco appresso crebbe con l'occasione delle nozze, che seguirono, -
quando diede sua sorella per moglie à Giulio Cibo. Fra
questo tempo egli ordinò, che delle quattro Galee, da lui comprate, -
come habbiamo detto di sopra dal Farnese, se ne conducesse
vna a Genoua, infingendo di volerla mandar in corso nel mar Egeo,