Libro Terzo.
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chiunque legge l'historie, quello, che huomini grandi, quello, che Prencipi, -
e Re hanno operato d'honoreuole per la Patria: à me certamente
riducendomi à memoria gli essempi d'antichi non souiene, chi in questo
genere di beneficenza si habbia con maggior splendore illustrato. donarono -
alcuni denari, ma ò necessitati da i tempi, ò ad altro fine, ò non in
tanta somma; donarono terre, ma le quali essi per auuentura per se medesimi -
non poteuano ritenere: questi dalla sua arca ha pigliato sessanta
mila scuti d'oro, & quasi come l'istessa Patria, la qual abbraccia tutti li vfsitij -
di carità , proueduto non per vn'anno, ma per molti secoli, à tutte le
parti della Republica. Per queſti meriti suoi il Senato, con satisfattione -
grandissima di tutta la città, liberò da tutti li carichi, & impositioni
Ansaldo, e tutti gli heredi suoi , e nella sala grande del Palazzo fecegli
dirizzar vna ſtatua di marmore in memoria de' Cittadini benemeriti. Eù
Ansaldo Grimaldi huomo di grato, & allegro aspetto, ristretto in parole, -
d'animo alto, per auttorità graue, per ricchezze grande, nelle spese
di caſa vguale à i mediocri, à niuno inferiore di vigilanza; quello che
era, voleua, che fusse, molto libero co i Re, audace però senza arrogam
za, amando ſopra ogni coſa, meglio d'essere, che di parere. Visse LxxV.
anni. in quel medesimo tempo altri Cittadini ancora, si mossero à beneficar -
la Republica. Percioche certe sacre compagnie de' cittadini, che
poscia per degni riſpetti si son leuate molti denari, (ò per accommodar
il mio parlare alle parole de Genouesi) molti luoghi, che haueuano in
S. Giorgio donarono alla Republica con conditione, che si spendessero
in riparar le mura, e far fortificationi per difesa della città. à Sauoiardi
soprauenendo la Primauera mossero guerra i Francesi, li quali passate
l'Alpi , & calati in Italia occuparonoi luoghi confini alle Alpi, e tutto
quel Paese, che Carlo Duca di Sauoia haueua posseduto innanzi. in
questo mouimento di cose, i Genouesi applicarono l'animo alle cose
militari, fù cresciuta la città de presidij, scielti de Cittadini nuoui Capitani -
quali facessero giorno, è notte bonissime guardie, Francesco Spinola, -
Franceſco Marino, Nicolò Grimaldi, Geronimo Doria Piccameglio, -
Antonio Caluo, Martino Fiesco Botto, Bartolomeo Imperiale,
Vincenzo Negrone, Ottauiano Sauli, Filippo di Negro , & Geronimo
Garauenta. mandate à Sauona due Compagnie per presidio della città.
di Corsica hauendosi mandato à chiamare dugento cinquanta soldati,
fù loro la fortuna fieramente contraria, percioche non essendo ancora
molto allargati in mare capitarono in alcune fuſte de' corsari Turcheſchi -
benissimo armate, da quali dopò vna fiera battaglia furono presi, e
ridotti in ſeruitù. nauigò ſubito in Corsica Antonio Doria per ritrouarli,
ma quelli prestamente fuggendo si saluarono. Nel medesimo tempo si
assignarono dieci mila scuti per dirizzar alloggiamenti publici per li soldati, -
senza che ad ogni mouimento fussero impedite le case de Cittadini, -
coſa oltre modo ſcommoda all'vniuerſale. Ceſare (come diceuamo) -
era tornato vincitor dell' Africa, arriuato in Italia soprauengongli
nuoue moleſtie, hauendo nuoua esser passato di questa vita Francesco
Sforza Duca di Milano, i Francesi esser in arme, e di gia occupar il Piemonte, -
e con gli animi assalir lo ſtato di Milano. Entrato in Roma, la
qual