Full text : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Terzo.
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chiunque  legge  l'historie,  quello,  che  huomini  grandi,  quello,  che  Prencipi, -
  e  Re  hanno  operato  d'honoreuole  per  la  Patria:  à  me  certamente
riducendomi  à  memoria  gli  essempi  d'antichi  non  souiene,  chi  in  questo
genere  di  beneficenza  si  habbia  con  maggior  splendore  illustrato.  donarono -
  alcuni  denari,  ma  ò  necessitati  da  i  tempi,  ò  ad  altro  fine,  ò  non  in
tanta  somma;  donarono  terre,  ma  le  quali  essi  per  auuentura  per  se  medesimi -
  non  poteuano  ritenere:  questi  dalla  sua  arca  ha  pigliato  sessanta
mila  scuti  d'oro,  &  quasi  come  l'istessa  Patria,  la  qual  abbraccia  tutti  li  vfsitij -
  di  carità  ,  proueduto  non  per  vn'anno,  ma  per  molti  secoli,  à  tutte  le
parti  della  Republica.  Per  queſti  meriti  suoi  il  Senato,  con  satisfattione -
  grandissima  di  tutta  la  città,  liberò  da  tutti  li  carichi,  &  impositioni
Ansaldo,  e  tutti  gli  heredi  suoi  ,  e  nella  sala  grande  del  Palazzo  fecegli
dirizzar  vna  ſtatua  di  marmore  in  memoria  de'  Cittadini  benemeriti.  Eù
Ansaldo  Grimaldi  huomo  di  grato,  &  allegro  aspetto,  ristretto  in  parole, -
  d'animo  alto,  per  auttorità  graue,  per  ricchezze  grande,  nelle  spese
di  caſa  vguale  à  i  mediocri,  à  niuno  inferiore  di  vigilanza;  quello  che
era,  voleua,  che  fusse,  molto  libero  co  i  Re,  audace  però  senza  arrogam
za,  amando  ſopra  ogni  coſa,  meglio  d'essere,  che  di  parere.  Visse  LxxV.
anni.  in  quel  medesimo  tempo  altri  Cittadini  ancora,  si  mossero  à  beneficar -
  la  Republica.  Percioche  certe  sacre  compagnie  de'  cittadini,  che
poscia  per  degni  riſpetti  si  son  leuate  molti  denari,  (ò  per  accommodar
il  mio  parlare  alle  parole  de  Genouesi)  molti  luoghi,  che  haueuano  in
S.  Giorgio  donarono  alla  Republica  con  conditione,  che  si  spendessero
in  riparar  le  mura,  e  far  fortificationi  per  difesa  della  città.  à  Sauoiardi
soprauenendo  la  Primauera  mossero  guerra  i  Francesi,  li  quali  passate
l'Alpi  ,  &  calati  in  Italia  occuparonoi  luoghi  confini  alle  Alpi,  e  tutto
quel  Paese,  che  Carlo  Duca  di  Sauoia  haueua  posseduto  innanzi.  in
questo  mouimento  di  cose,  i  Genouesi  applicarono  l'animo  alle  cose
militari,  fù  cresciuta  la  città  de  presidij,  scielti  de  Cittadini  nuoui  Capitani -
  quali  facessero  giorno,  è  notte  bonissime  guardie,  Francesco  Spinola, -
  Franceſco  Marino,  Nicolò  Grimaldi,  Geronimo  Doria  Piccameglio, -
  Antonio  Caluo,  Martino  Fiesco  Botto,  Bartolomeo  Imperiale,
Vincenzo  Negrone,  Ottauiano  Sauli,  Filippo  di  Negro  ,  &  Geronimo
Garauenta.  mandate  à  Sauona  due  Compagnie  per  presidio  della  città.
di  Corsica  hauendosi  mandato  à  chiamare  dugento  cinquanta  soldati,
fù  loro  la  fortuna  fieramente  contraria,  percioche  non  essendo  ancora
molto  allargati  in  mare  capitarono  in  alcune  fuſte  de'  corsari  Turcheſchi -
  benissimo  armate,  da  quali  dopò  vna  fiera  battaglia  furono  presi,  e
ridotti  in  ſeruitù.  nauigò  ſubito  in  Corsica  Antonio  Doria  per  ritrouarli,
ma  quelli  prestamente  fuggendo  si  saluarono.  Nel  medesimo  tempo  si
assignarono  dieci  mila  scuti  per  dirizzar  alloggiamenti  publici  per  li  soldati, -
  senza  che  ad  ogni  mouimento  fussero  impedite  le  case  de  Cittadini, -
  coſa  oltre  modo  ſcommoda  all'vniuerſale.  Ceſare  (come  diceuamo) -
  era  tornato  vincitor  dell'  Africa,  arriuato  in  Italia  soprauengongli
nuoue  moleſtie,  hauendo  nuoua  esser  passato  di  questa  vita  Francesco
Sforza  Duca  di  Milano,  i  Francesi  esser  in  arme,  e  di  gia  occupar  il  Piemonte, -
  e  con  gli  animi  assalir  lo  ſtato  di  Milano.  Entrato  in  Roma,  la
qual
            
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