Libro Terzo.
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ſurato dolore, che ne ſenti, vſcito fuori quaſi di ſe ſteſso biaſtemaſſe gli
Iddij, la concione intiera, ch'egli fece à coloro, che si ricouerarono, non
m'è piaciuto di scriuere, diffidando di poter con parole esprimere l'asprez
za di quella, il quale.
Voi (diſſe,) che giuraſte di non tornare à me ſe non vittoriosi, con
che faccia mi venite innanzi? con che faccia tornerò io al gran signore?
ò con che animo sosterrommi, quando con minaccieuole voce mi riman
derà la fidatami Armata? doue la primiera virtù? doue la fede? Voi hauète -
gittato à fondo la ſalute mia, & ogni honor pria acquistatomi. col
medesimo impeto di parlare, chiamando questo, e quello, impiagò l'orec
chie di molti co i folmini delle sue parole, ne lasciò di gittar fuori ciò, ch
il nuouo furor dell'ira, e la forza dell'ardente passione somministrarono
alla naturale durezza ſua. Alla fine però ſpirando fuori più benigne pa
role dimostrò loro in quanta grandezza fossero per collocarsi, tenendo
l'Africa; & essortò tutti, che facessero animo al rimanente della guerra.
Ceſare fatto queſto riuolſe l'animo all'espugnatione della città, e conuocato -
sopra questo il consiglio furono i pareri diuersi, percioche molti
erano d'opinione, che non si paſſaſſe più innanzi con l'essercito, e di queſta -
ſua opinione rendeuano queſte ragioni. Ariadeno hauer nella città
cento cinquanta mila huomini armati, & esser picciolo il numero de' noſtri -
à paragone di quelli; stracchi tutti dalla lunghezza della fatica, &
da i disagi patiti; molti di magrezza, e di flussi di corpo consumati à pena -
potersi reggere in piedi; abbruggiarsi il cielo, e l'arenosa terra dall'ardor -
del sole; in oltre esserui carestia d'acqua, e dell'altre cose bisognose:
le quali tutte ostando loro mostrauano esser pericoloso il voler isperimen
tare la fortuna. Queste ragioni, che adduceuano, benche fussero vere,
Ceſare nondimeno, à cui discare erano le coſe fatte, non recando à fine
le altre ancora, che vi restauano, confidato (credo) nell'aiuto di Dio solo, -
determinò, che ſi procedeſse più oltre. Poſto adunque in ordinanza
l'essercito, nel far del giorno si mette in viaggio , & hauendo caminato
presso à otto miglia, viengli incontro l'inimico quasi co'l medesimo numero -
di huomini, che ho detto dispostissimo a combattere. Cesare comanda, -
che il campo si fermi, tutti li essorta con vna grauissima concione,
poi prouocato dall'inimico dà il ſegno della battaglia: si incontrano:
combattono: quiui si potè conoscere quanto vaglia ne gli estremi casi la
fortezza dell'animo costante, percioche gli Italiani, e Spagnuoli veterani, -
ch'erano nell'antiguardia con tanto impeto proruppero nei nimici,
che fra lo ſpatio d'un'hora non solamente depressero le forze loro con la
morte di molti, ma etiandio li ſpauentarono di maniera, che più non ardirono -
d'incontrargli. essi da questa fattione essendosi ritirati, alcuni di
loro di ſete, e di ſtracchezza afflitti ſpirarono l'anima in vn ſubito. Il
giorno seguente ſi accoſtò più alla città, dentro della quale era vn silentio -
marauiglioso: & nella ſommità della fortezza poſta vna bandiera.
due Africani, quali erano vsciti per ritrouar Muleasse, diedero nuoua,
come Ariadeno da suoi tradito, & disperato delle cose, haueua abbandonato -
la terra; certi huomini di quelli, che già haueuano rinegata la
fede di Chriſto guardiani della fortezza hauer diſciolti alcuni Chriſtia¬