40
d
ed gee e r ee e e e ao
a
corcoico
E
CEIANNAL
ELLE COSE DE
he
GENOVESI,
Dopò la ricouerata libertà.
DI GIACOMO BONFADIO.
Libro Terzo.
OLoro, che ne precetti politici scritto lasciarono
douer i Legislatori non tanto statuir
pena al male, quanto proporre vna forma, &
disciplina, dalla quale instrutti li Cittadini
abborriscano spontaneamente co'l tacito giu
L
ditio delle menti loro il male, coſtoro sembra
mi, che ſapientemente habbiano diuiſato.
conciosia, che li giouani alle buone arti, &
discipline auezzi, & habituati nel ben viuere,
ageuolmente poſcia nella età matura perse
uérano in quello, & con vna certa regola di ragione dirizzando i deside
rij suoi niuna coſa abbracciano, che lontana ſia dalla honeſtà. Si troua
no nondimeno alcuni tanto male inclinati, e tanto alieni da ogni honeſta -
maniera di viuere, che di queſti conuiene pensare, non già di ammendare -
i loro cattiui coſtumi, ma ſi bene di statuir loro vn conueneuole caſtigo. -
Risiede ne gli animi noſtri vna certa diuina virtù, la quale per la
miſtione di questo corpo si diminuisce in ogn'vno, & non essendo coltiua
ta si corrompe, & nella maggior parte totalmente dileguasi: in luogo della -
quale entrano a poco a poco da i copiosissimi fonti dell'ignoranza, e
della incontinenza molti vitij, da i quali le lordure delle sceleragini , che
recano in priuato a molti, & in publico alla città grauissimi danni souente -
redondar veggiamo. Onde coloro , che seggono al gouerno della Re
publica, volendo a ſe ſtessi, & à suoi cittadini conseruar il preso Porto della -
tranquillità, conuiene necessariamente , purgino non solamente la cittâ -
nascente (come ci persuade Platone) ma quella etiandio , ch'è già cresciuta. -
ilche recandosi ad effetto in due maniere, smarita la più mite, con
la quale gli antichi sotto l'honesto nome di colonia sgombrauano dalla
compa¬