Libro Secondo.
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paeſe, & alle caſe, & a due naui ch'erano in terra, dato fuoco; ma
egli da ogni danno, e maleficio si astenne. Quel giorno non segui altro -
degno d'esser posto in ſcritto. Era ſceſo da quei monti, ou erano
accampati li nimici, Sinibaldo Fieſco, & andando la fama, che egli
da nimici circondato trouauasi in gran pericolo, corse dalla città vna
compagnia d'huomini per soccorrerlo; però poco appresso venendo lo¬1o -
incontro, e ritornando saluo, quella si fermò ritornando, onde era
partita. Li nimici tra tanto non laſciauano di metter terrore alla. città,
approssimandosi con la caualleria, & fingendo di voler venire a battaglia; -
però quando pareua il pericolo maggiore venne nuoua, che il cam
po s'era leuato, & in fretta partitosi. Il che inteso, si trattò di seguirlo,
e di questo parere erano la maggior parte. Però si conchiuse secondo
il consiglio di quelli, che persuasero il contrario, non tanto perche pa
reua ſtrada più ſicura, quanto perche la vedeuano più retta, essendo
intentione de Genouesi, non di mouer guerra altrui, ma difender se
ſteſsi, essendo a loro mossa; e questo fù il successo di questa oppugna
tione, ſe coſi è lecito di nominarla; nella quale i Sestrini, e Pozzeueraſchi -
molto honoratamente s'adoperarono; onde furono dalla Republica -
fatti franchi di molte Gabelle, & impositioni. Il giorno seguente -
li dodici Cittadini, quali con somma autorità per consentimento di
zutta la città reggeuano ogni coſa si posero insieme, e quello, che in
collegio con molti studij , e lunghe considerationi haueuano insieme trat
tato, & risoluto, lo publicarono formando la Republica in questa ma
niera. Primamente, che si estinguessero totalmente i Seminari delle seditioni, -
& i nomi pestiferi delle fattioni, e che la citta non attendesse
all'vtile d'vn solo, ò di pochi; ma consistesse in vn egualità commune
a tutti, & a quest effetto, fecero, che tutti coloro, i quali per splendor
di dignità, ò per integrità di costumi pareuano degni à essere collocati
nel numero de Cittadini, si ascrissero in 28. famiglie, delle quali si formaſſe -
vn ſolo ordine de nobili, & à quelli secondo l'ingegno, e meriti
suoi fuſse adito a tutti li Magistrati. Fatta questa vguale descrittione
della città, i dodici huomini per rimouersi da quella soprema potestà
c'haueuano , e che la città ripigliasse lo stato suo , e la sua forma, crearono -
di quelli che più da bene, e virtuosi si riputarono vn Duce, & otto
Gouernatori: à questi s'aggionsero otto Procuratori. Fù il primo Duce
Oberto Cattaneo Lazaro, il qual acquistò nome d'huomo integro per
esser priuo de figliuoli, parendo ragioneuole, che colui, il quale la cura -
delle coſe famigliari non teneua occupato, nelle publiche, e nel
carico datogli fusse per veggiar con maggior sollecitudine, & inte
grità. Li Gouernatori furono, Nicolò. Giuſtiniano, Pietro Lercaro,
Tomaſo Cattaneo, Lorenzo Fieſco Raggio, Geronimo Lomellino,
Gio. Battista Sauli, Nicolò Negrone, Pantaleo Imperiale Baliano.
Procuratori, Battista Lomellino, Andrea Giuſtiniano, Geronimo
Viualdo, Franceſco Spinola, Nicolò Grimaldi, Simone Doria Bozolo, -
Pietro Giouanni Cibo Chiauega, & Agostino Pinello. Furono -
parimente creati cinque Censori, che domandano supremi, -
Andrea Doria, Battista Spinola, Sinibaldo Fiesco, Toma¬B -
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