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De gli Annalidi Génoua,
gratia del Re, però la pace, che ci rechi, essendo non pace; ma conditione -
di ſeruitù, ricuſiamo: e ſe alla guerra ſaremo chiamati, non
certamente verremoui volentieri. Però, ne anco tanto codardi siamo, -
ne di coſi animo vile, che prouocati di combattere ricusiamo.
Però consideri molto bene il legato del Re, che impreſa piglia, & in
che parole prorompe, e ricordisi quello istesso luogo; oue è alloggiato
hauer preſo il nome dalla calamità de' Franceſi Che le minaccie ſue
non siano da noi punto temute; la ragione ce lo persuade, ce ne astringe -
la necessità , e ci ſtimola laj liberta; e la voce dell'istessa patria à noi
rimprouerante le ſeditioni, e diſcordie ne tempi a dietro ſeguite.
Sis che ò manterremo la libertà, ò con quella perderemo la città, il
Dominio, e la vita inſieme. Ma perche IDDIO alle giuſte cauſe
fauoreuole ſi dimoſtra, quale ancora queſto ardore ha poſto ne i noſtri -
petti, ſperiamo, ch'egli più toſto dell'audacia ſua li pentira, che
noi di questo nostro proponimento.
Il Franceſe hauuta questà riſposta fu accompagnato da alcuni Cittadini -
sino doue senza pericolo poteſſe ritornare a suoi. Et affine, che
la città pareſſe meglio munita, e ripiena di preſidij, si fece (cosi persuadendo -
Paride Gentile) ch'in ogni luogo, dou'egli passaua, si compar.
tiſsero le genti della città; e che quelli medesimi, che in vna strada
haueua veduto, pigliando certi:corti sentieri comparissero nell'altra,
e coſi per ogni lnogo dou'egli andaſſe, dilche non auedendosi tutto
ſmarrito, giunto nel campo di Borbone, oltre ch'egli riferi, come
Genoueſi erano pronti alla guerra, crebbe etiandio l'opinione, ch'esso
Boibone haueua de i preſidij loro. Il che poſe freno all'ardir de' nimici, -
e ruppe loro quella speranza, della quale gonfi veniuano per estin
guere il naſcente splendor de Genouesi, e per turbare la commune
società della vita loro. Con eterne laudi adunque celebrar si deue la
concordia, della qual siami lecito ragionar souente, non temendo punto -
d'esser tenuto stolto, facendone più d'vna volta mentione, poiche è
virtù, con la quale si fonda la ſalute nella città, la qual leuata, cade
ogni virtù ciuile, e vengono a meno tutte le honorate attioni. La communanza -
de Cittadini deue essere a guiſa d'vn'huomo, che molti sensi,
molti piedi habbia, e molte mani; e ſi come i nostri corpi essendo ben
formati dalla natura, a fatica patiscono alcun male, e sostengono di
leggiero ogn'incommodo , cosi la ciuile società hauendo questo tempera
mento, che con molta vnione insieme conuengano le parti delle quali è
compoſta, ſana, e potente da ogni ſtraniera forza con molta facilità ſi
mantiene. Si credeua Francesco Borbone, che questa città non fusse
intieramente riſanata delle antiche piaghe delle discordie ciuili, &
che dentro la pelle ſteſſe ancora alcuna vlcera naſcoſtà, & in queſto
perauentura. fondandosi speraua di conseguir quasi senza faticall'intento -
ſuo; ma come trouò altrimenti di quello, che haueua penſato,
hebbe per bene di non paſſar più innanzi. Però queſt huomo d'vna
ſingolar nobiltà, & egregia virtù dotato, si moſtrò d'animo modeſtiſsimo -
in queſto fatto. Poiche ſe haueſſe più acerbo nimico voluto -
ſcoprirsi, hauerebbe ageuolnente recato grauiſsimi danni al
paese,