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Angiolo d'Uzzano, uno de i più illustri, e nobili Cittadini di Firenze
lasciò, che il Priore, e suoi successori dovessero concorrere all' elezione
del nuovo Cappellano della Chiesa di S. Lucia in via de' Bardi; come costa -
dal suo Testamento rogato da Ser Guardino l'anno 1421. il di 10. Marzo, -
che si ritrova in detto Archivio : cartella num. 76.
Fiori sotto il Priore Matteo un celebre, e famoso Pittore, che su Don
Lorenzo d’Albizo Fiorentino, che ritenne sempre la maniera di Taddeo
Gaddi . Miniò con grand’ arte molti libri da Coro, non solo in questo Monaſtero, -
ma ancora a Camaldoli . L'anno 1413. a tempera dipinse la tavola -
dell' Altar maggiore di questo venarabile luogo : in Santa Trinita dipinse -
a fresco la Cappella degli Ardinghelli, ove ritrasse al naturale Dante, -
e il Petrarca, illustri, e celebri Poeti; e quella de' Bartolini : in S.
Pietro maggiore quella de' Fioravanti; fece una tavola in S. Jacopo sopr'arno; -
una in S. Piero Scheraggio; una in S. Michele in Borgo di Pisa; -
una in S. Salvadore di Camaidoli di Firenze; una in S. Pierino d'Arezzo; -
una in Santa Croce di Firenze; e molte altre. Fu da Eugenio IV.
sommo Pontefice dispensato di mangiar carne in detto Monastero per la sua
gran virtù; ed egli li miniò un messale con tant' arte, e disegno, che è
una delle coſe più rare, le quali si ritrovino nella Cappella Papale. Insegnò -
questa nobil'arte a diversi Monaci, e a Francesco Fiorentino, che dipinse -
il tabernacolo, che è su il canto di Santa Maria Novella a sommo
di via della Scala. Dallo star chinato li venne una postema cosi pestifera
che lo riduſſe all' ultimo di sua vita nell' età di 55. anni. Fu sepolto nel
Capitolo degli Angioli con sommo dolore de' suoi Discepoli; come lo regiſtra -
Giorgio Vasari nella sua vita a carte 217.
Giovanni XXIII. sommo Pontefice ebbe cosi gran concetto de'Monaci -
degli Angioli per la ſanta vita, che menavano, che uni al detto Mon -
naſtero la Badia di S. Pietro di Cerreto, con questo, che ivi si tenga un
4 Prete, che faccia la cura; come si vede dalla sua bolla data in Sant Antooinnio -
di Firenze, che allora era fuori delle mura l'anno 1415. nel anno terozo -
del suo Pontificato, che è in detto Archivio: cartella num. 143. Deoqpoſto -
poi nel Concilio di Coſtanza si disse Baldaſsare Coſcia, col titolo di
Veſcovo Tuſculano, e non ebbe effetto detta unione. Ma Martino V. suo
successore, per la bontà di detti Monaci, se visitare la suddetta Badia, che
cusera dependente dal sacro Eremo di Camaldoli, e impose all' Abbate di S.
MMartino del Pino dell' Ordine Benedettino della Diocesi Aretina, che faencesse -
detta unione; come si vede dal suo Breve dato in Firenze il di 25. Otdostobre -
1419. Comandò a Don Lorenzo di Giovanni, che era quivi Abbate
ache rinunziasse, e andasse di stanza al Monastero degli Angioli; come dili -
esce il Breve sotto il di 21. Marzo 1420. nell' anno terzo: cartella num. 142.
liil di 7. Aprile nel suo quarto anno commette all' Abbate di Badia di Finirenze, -
che li faccia da' detti Monaci assegnare una conveniente pensione
sopra i frutti di detta Badia; e lo caſtighi, e sospenda, se ritrova, che abbia -
rovinato la predetta.
Uni ancora Giovanni 23. a questo Monastero la Badia a Agnano, con
questo, che vi dimorassero almeno 4. Monaci, e potessero accettare Novizi, -