Contents : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Duodecimo.
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ſoſpetto,  è  m  oſtrare  la  candidezza  dell'animo  suo,  montato  ſopra  vna
barchetta,  come  fù  vicino  gli  vſci  incontro,  e  accompagnato  da  tre  soli
compagni  montò  sopra  la  galea  Reale;  el  Re  di  Spagna  ſimilmente  non
moſtrò  punto  minori  ſegni  di  fidanza,  che  entro  in  Sauoia  ſoggetta  a
France  si,  e  si  misse  in  potere  del  Re  di  Francia.  Questo  abboccamento  fù
vn  bello  ſpettacolo,  perche  si  vedeuano  due  Re  potentissimi  del  mondo,
i  quali  con  la  potenza,  e  con  l'autorità,  e  co  consigli  loro  si  tirauan  dietro
le  coſe  di  tutta  l'Europa,  accompagnati  da  gran  moltitudine  di  Prencipi,
e  di  gran  Baroni,  e  quasi  da  tutta  la  nobiltà  de  loro  regni;  e  molte  genti
concorsero  la  per  vedere,  e  godere  di  presenza  cosi  notabile  spettacolo.
Apportaua  gran  marauiglia  la  pace,  e'l  vnione  fatta  di  ſubito  doppo  si
gran  nimicizie,  e  cosi  graui  cagioni  d'odi,  la  quale  era  accresciuta  da  segni -
  moſtrati  di  continouo  dall'uno,  e  dall'altro  di  grandissima  inchinazione, -
  e  buona  volontà  fra  di  loro,  che  stauano  insieme  familiarmente,
e  con  molta  amoreuolezza;  le  quali  coſe  fecero,  che  i  Criſtiani  vennero
in  ſperanza  d'hauere  a  viuere  lungamente  in  pace,  e  tranquillità,  che  tutti -
  giudicauano,  che  quell'accordo  d'amicizia,  e  di  pace  douessi  essere  san
tissimo,  e  sempiterno;  poi  che  non  si  faceua  per  mezzo  d'ambasciadori,  e
di  mezzani,  ma  dalli  medeſimi  Re  tra  le  ſacre  ragioni  dell'oſpizio:  ma
l'euento,  che  ſegui,  contrario  alla  conceputa  ſperanza,  moſtrò,  quanto  sia
poco  ſtabile  la  grazia,  con  la  quale  si  sostentano  l'amicizie  de  Re,  e  quan
to  pocò  sincera  ſia  la  fede  de  gli  accordi,  mentre  che  i  Re  a  comparizione -
  della  sfrenata  voglia  di  regnare  stimano  poco  la  ragione,  il  diritto;  il
giuramento,  la  vergogna,  il  parlare  de  gli  huomini,  e  la  vendicatrice  ira
di  Dio  testimone  de  gli  accordi,e  cioche  di  santo,  e  di  venerabile  si  troua
tra  gli  huomini.  Spedite  tutte  queste  cose  li  Re  se  n'andarono  ciascuno  a
regni  loro,  e'l  Re  Franceſe  mitigò  con  molte  carezze  il  dolore  della  città, -
  che  pagò  a  padroni  il  prezzo  delle  caſe,  che  intorno  la  fortezza  di  Ca
stelletto  erano  state  dal  Castellano  contra  ogni  ragione  rouinate;  e  perche -
  il  medesimo  Caſtellano  haueua  tolto  della  città  il  sacro  sudario  venerabile -
  per  essere  in  esso  espressa  l'effigie  di  Cristo  nostro  Signore,  che
da  Genouesi  era  conseruato  con  molta  diuozione  nella  Chiesa  di  San
Bartolomeo  insieme  col  piede  del  medesimo  Santo,  mandato  in  Francia,
egli  lo  fece  reſtituire  alla  città  ,  e  riporre  nell'antica  stanza,  e  ributtò  le
domande  fatte  da  Sauonesi,  che  erano  contrarie  alle  ragioni,  alla  dignità, -
  e  alla  signoria  del  popolo  Genouese.  Ma  niente  fù  più  grato  alla  città, -
  che  l'hauere  hauuto  per  gouernatore  con  assoluta  balia  Ridolfo  di
Lanoia,  huomo  giuſto,  e  intero,  e  molto  diligente  nel  conseruare  castamente, -
  e  santamente  tutti  gradi  d'uficio.  Questo  huomo  fece  molte  opere -
  egregiè  nel  rimettere  in  piedi  le  coſe,  che  erano  scorse,  e  riordinare  la
quiete  della  città:  percioche  nettò  e  la  città  ,  e  tutto'l  dominio  d'huomini -
  maluagi,  e  ſediziosi,  e  vſati  a  viuere  di  latrocini,  di  rapine,  e  di  malefici, -
  che  quali  furono  giustiziati  secondo  i  meriti  loro,  e  quali  sbandeggiati, -
  e  con  la  seuerità  delle  pene  raffrenò  la  licenzia  de  soldati  della
guardia  del  palagio,  e  de  gli  altri  pagati,  ritenendogli  dal  fare  altrui  oltraggi, -
  dal  tentare  l'onestà  delle  donne,  e  dal  commettere  altri  malefici,
perche  era  huomo,  che  non  si  lasciaua  suolgere  da  prieghi,  si  che  non  si
poteua
            
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