DellIſtorie di Genoua,
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tempo i Fiorentini mandarono vn'ambaſciadore a Genoua a pregare i
Genouesi, che non dessero più soccorso a Pisani da loro a mal termine
ridotti, e si parti senza veruna conclusione. Quell'anno cominciarone
nella Corsica alcuni tumulti, i quali e nacquero, e s'acchetarono quasi in
vn tempo; perche Gian Paolo Lecca paſsò di Sardigna in Corsica con
cinque compagni senza più ; e perche da principio concorreuano a lui
grandi schiere d'huomini cominciò a scorrere per tutta l'Isola inuitan
do i Corsi a seguitare lui come Capo, e a rimettersi in libertà; ma fra
brieue fù cacciato dell'Isola da Ambruogio di Negro spedito contra
di lui. Quest huomo nelle coſe di Corsica fù sempre felice a marauiglia,
che ſpeſſe volte fù dal comune mandato in quellIsola, e achetò i tumulti -
parte nel nascimento loro, e parte già per le prese forze inuigoriti, e
ſempre con picciolo contrasto; e per questi suoi meriti due anni di poi
oltre a gli altri premi, che gli furono dati gli fù diritta in vita sua vna
ſtatua di marmo nel palagio di San Giorgio. L'anno di quel secolo no¬1499 -
uantesimo nono fù molto notabile per la mutazione del signore; nel prin
cipio di quell'anno il Re Luigi cacciò di tuttol suo regno i Genouesi,
perche teneuano da Lodouico Sforza ſuo nimico. Ma il Duca Lodouico, -
perche il Re aſſaltaua lo ſtato ſuo, chieſe a Genoueſi vn ſoccorso
di mille fanti pagati per tre mesi, e gli ottenne; ma i felici progessi del Re,
e le coſe di Lodouico inchinate a cattiua speranza furono cagione, che
quei Genouesi, a quali era odiosa la signoria di Lodouico, e'l goueino
de fratelli Adorni, cominciarono a parlare liberamente. Onde perche
Lodouico cedendo alla fortuna, abbandonato lo ſtato suo si ritirò in
Alemagna, e Bernardino da Corte lasciato da Lodouico antico, e amoreuole -
padrone, dal quale era stato arricchito, e alzato a grandi onori, a
guardia del Caſtello di Melano con rado, e di vero vnico ésemplo di
perfidia lo diede al Re nel tempo, che'l padrone appena era vscito dello
ſtato, la città prese partito d'accordarsi col Re, alla cui potenza non poteua -
reſiſtere , e di darsi a lui con le vſate condizioni, creato per tal cagione -
vn nuouo magistrato. Ma i fratelli Adorni poiche hebbero tentato -
in vano d'acquistarsi in priuato la grazia del Re, s'uscirono della città -
; e Giouanni montato sopra vna naue paſsò a Napoli, e Agostino si
ritirò alle ſue Caſtella. Ma il Re impadronitoſi della città di Milano,
poiche nella contesa della precedenza fra Genouesi, e Fiorentini hebbe
dato il primo luogo a Genouesi, mandò M. Scipione Barbauaro Milanese
Dottore di Legge a gouerno di Genoua, e diede la cura di guardare la
città a Gian Luigi dal Fiesco. La città dunque accordate, e spedite le
coſe col Re, ed essendo state approuate dal Re, e dal suo consiglio le
condizioni chieste, mandò ventiquattro ambasciadorij a dare obbedienza -
al Re paleſemente, e con solenne giuramento, M. Giouanni
Marini, M. Niccolò Oderico amenduni Dottori di Legge, Cristofano -
Cattani, Niccolo Brignali, Pierbattista Guizo, Giouanni Ambruogio -
Fieſco, Stefano Cicala, Afranio Vſo di Mare, Andrea Ceceri,
Bartolomeo Ceua, Niccolò Amandola, Agoſtino Lomellino, Gio¬¬uann'Ambruogio -
di Negrone, Giouambattista Fazi, Ansaldo Grimaldi, -
Vincenzio Sauli, Pietro Calisano, Ambruogio Zerbi, Demetrio -