Full text : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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DellIſtorie  di  Genoua,
oſtinati,  come  quelli,  che  haueuano  appreso  nell'animo  lo  sforzo  di  ſcuo
tere  il  giogo,  che  le  menti  ostinate,  e  mobili  a  ribellarsi  ad  ogni  leggière
aura  di  spe  ranza,  che  foſse  loro  mostrata,  non  erano  ritratte  da  quanto  si
vogli  grandi  rotte,  che  non  ripigliassero  l'armi  tante  volte  infelicemente
prouate,  e  non  alzaſsero  le  corna  contra  la  città  donna  ,  e  signora  sempre
con  loro  graue  danno.  Ed  io  di  vero  giudicherei,  che  i  nostri  maggiori
foſſero  degni  di  reprensione,  se  essi,  come  huomini  molto  pij,  non  hauesse
ro  giudicato  di  douere  ſempre  anteporre  à  tutte  le  coſe  lo  ſtudio  della  re¬1114 -
  ligione,  il  quale  era  cagione  ,  che  prendessero  souente  l'armi:  Il  consola
to,  che  seguita,  durò  ancor  esso  quattr'anni,  e  non  contiene  alcuna  cosa  di
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memoreuole;  ma  l'annò  diciottesimo  di  quel  secolo,  che  fù  il  primo  con¬111 -

ſolato  di  due  anni  (tutto  che  nel  medeſimo  anno  fossero  creati  ancora  i
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consoli  de  due  anni  seguenti)  fù  molto  notabile,  perche  la  città  elesse  per
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ſuo  Veſcouo  Bernardo  Abbate  di  Chiaraualle  di  chiara  fama,  che  dipoi
fù  posto  nel  catalogo  de  santi,  come  che  il  Pontefice  Romano  non  approvasse -
  cotale  elezzione,  dicendo  non  essere  ragioneuole,  che  le  tante,  e  cosi
chiare  virtù  d'vn  tant  huomo  molto  necessarie  alla  Chieſa  vniuersale  fossero -
  occupate  nel  gouerno  d'vna  ſola  dioceſi.  Il  medeſimo  anno  fù  anco
ra  notabile  perche  Gelaſio  Pontefice  Romano  cacciato  di  Roma  dalla  fa
miglia  de  Erangipani  (la  quale  seguitaua  la  parte  dell'Imperadore;  che
perseguitaua  la  ſedia  Apostolica)  venne  a  Genoua,  e  poi  che  hebbe  consa
grata  ſolennemente  la  Chieſa  di  S.  Lorenzo,  fù  condotto  da  Genoueſi  in
Prouenza.  Neomai  ſi  prolungò  più  oltre  la  guerra,  che  nasceua  tra  Genouesi, -
  e  Pisani,  conciosia  cosa  che  alle  antiche  cause  dell'odiò,  per  essere
ſtata  tolta  da  Piſani  a  Genouesi,  che  non  pensauano  niente  à  tal  cosa,  la
Corsica  conigrande  oltraggio,  s'aggiunſe  vna  nuouâ  cauſa,  la  conteſa  di
consagrare  i  Vescoui  della  Gorsica,  la  qual  ragione  l'vno,  e  l'altro  popolo,
voleua,  che  fosse  sua,  e  del  suo  Prelato,  e  della  suà  città  se  Pontesici  Romani -
  con  la  varietà  de  decreti  loro  nudriuano  la  conteſa,  come  diremo  à
suoi  luoghis  la  qual  conteſa  durò  molt  anni  fra  lvno,  é  l'altro  popolo,  con
grande  spargimento  di  sangue,  e  molte  sconfitte,  come  l'asciò  scritto  Papa -
  Calisto  in  vna  certa  ſua  piſtola,  ne  hebbe  fine  prima,  che  Ihnocenzio
secondo  acconciasse  le  cose,  il  quale  dato  titolo  d'Arciuescouo  al  Vescouo -
  di  Genouas  diuiſe  tale  ragione  fra  l'vno,  e  l'altro  Prelato,  sottoponen.
do  al  Genbuese  il  Vescouo  Marianense,  il  Nebiense,  el'Acciense,  e  alla  iuridizzione -
  Pisana  assegnò  il  Vescono  Aleriense,  l'Adiacense,  e'l  Sagonen,
se.  Il  principio  della  guerra,  come  racconta  il  Caffaro  antichissimo  fcrittore -
  de  gli  annali  di  Genoua,  nacque  da  Genouesi,  che  erano  stati  ingiuriati, -
  l'anno  diciannouesimo  di  quel  secolo,  la  cui  armata  di  ſedici  galee
del  mese  di  Maggio  prese  gran  numero  di  Pisani  con  grandissima  quantità -
  d'oro  in  Galluta  prouincia  della  Sardigna.  L'anno  seguente,  che  fu  il
ventesimo  di  quel  secolo,  i  medesimi  Genouesi  con  maggiore  sforzo  seguitarono -
  la  guerra  incominciata,  ſpedita  vna  potente  armata  d'ottantà
galee,  e  quattro  naui  grandissime,  è  di  minori  nauili  di  varie  sorti,  è  nomi,
che  paſſarono  ilinumero  di  ſeſſanta,  ſopra  la  quale  montarono  vintidue
mila  fra  marinari,  e  guerrieri,  cinque  mila  de  quali  furono  moltò  riguardeuoli -
  per  essere  ornati  d'arme  bianche;  onde  i  Pisani  pertimore  di  quest
armata
            
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