Libro Vndecimo.
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impreſa mori il Conte Antonio da Marciano vno de loro condottieri,
ed essi poi accostata di nuouo l'oste a Pietra ſanta preſero toſto la terra
per tradimento de difenditori ; e capi preposti alla difesa di essa furono
Caſano da Mare Caſtellano della fortezza, Matteo Fiesco Vicario, e An
tonio Montaldo Capitano della milizia, tuttauia la fortezza ſi teneua pe
Genouesi, e v'entrarono dentro Dionigi Rizoto, e lacopo dalla Spezie.
Ma come in Genoua s'hebbe auuiſo di queſte coſe il magiſtrato di San
Giorgio fece subitamente grande apparato per darle soccorso, e Lodouico -
Fregoso fù fatto Capitano Generale di quella guerra, e gli furono
mandati mille cinquecento scudi d'oro , e di più gli aggiunsero quattro
Commessari Tommaſo Giuſtiniano, Lazzaro Lomellino, Gieronimo Pal
mari, e Paolo Larcari. Fra tanto venne in campo Lorenzo de Medici
con gran somma d'oro, e alla sua venuta il Castellano della fortezza, e
quelli, che insieme con lui, come s'è detto, s'erano rinchiusi in essa, i quali
hauedo per loro lettere promesse di difendere la fortezza, e soffrire ogni
coſa estrema, haueuano meſso i Genouesi in grande ſperanza ſenza pure
a ſpettare d'essere assa liti, o tentare di fare difesa , si resero vergognosamente -
con grande infamia del nome loro; e Antonio Montaldo, e Casano -
da Mare, e Agostino Rauaſchieri accusati di tradimento furono incarcerati, -
e sterono prigioni sino a che gli Adorni s'impadronirono dello -
ſtato, che gli liberarono, benche al Rauaſchiero fù tagliata la teſta
nella terra di Lerici , e Domenicaccio d'Oria non ritornò a Genoua a
giuſtificarsi, ma ſottraendoſi dalle tempeſte ciuili ſe n'andò a Roma, e
fù fatto Capitano della guardia del Papa. Ma in Genoua poco dipoi fù
creato vn magistrato sopra la guerra, nel quale furono la copo Giustiniani, -
Giouambattista Grimaldi, Brancaleone d'Oria, e Battiſta di Paſſagio.
Le coſe di Liuorno hebbero parimente vituperoso fine, dalla qual terra
l'armata ſi parti senza fare alcun frutto, con grande infamia di Costantino -
d'Oria Capitano della armata, e di Girolamo Guano vno de padroni -
delle naui, che si diceua per tutto publicamente dal vulgo, che haueuano -
beuuto il vino d'oro mandato loro da Fiorentini ne fiaschi. L'anno 148
seguente ottanteumo quinto di quel secolo, non segui cosa notabile, se
non che finalmente andarono a Roma li dodici ambasciadori, i quali
data l'uſata obbedienza per ordine del Senato ſe ne ritornarono a Genoua, -
e Lazzaro d'Oria solo rimase appresso'l Pontefice, per trattare seco
delle condizioni della pace da farsi co Fiorentini , la quale si conchiuse
in brieue nel principio del seguente anno ottantesimo sesto di quel seco¬1486 -
lo in queſta forma, che i Fiorentini laſciassero la fortezza di Serezzanello, -
che ſi teneua per loro, e rinunziassero a tutte le loro ragioni sopra le
coſe di Serezzana, e Genouesi all'oncontro cedessero a Fiorentini Pietra
ſanta, e tutte le ragioni, che vi haueuano sopra, la onde cominciarono i
Fiorentini a trarre tutto l'hauere fuori di Serezzanello, ne s'aſpettaua al
tro, che come fosse voto, se n'vſcissero, ma come venne il giorno deputato -
alla consegnazione, i Fiorentini mutato volere , e facendosi beffe del
giuramento fatto, e della fede delle promesse non volsero consegnare il
Caſtello, anzi per lo contrario cominciarono a prepararsi all'espugnazione -
di Serezzana. La cagione di questa mutazione fu, che il Papa diuentò -