Libro Vndecimo.
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ſcoſto nella città ſenza che veruno n'haueſſe contezza, ed entrato nella
Chieſa di S. Siro, chiamò là il Senato, e molti de principali, e lesse le lettere -
del Prencipe, e pregò i circostanti, che conforme alla fede loro, e alla -
naturale carità verso la patria non paresse loro graue dargli ogni aiuto -
possibile nel prendere il magistrato senza strepito , e senza tumulto.
Queſta coſa subita, e inaſpettata riempie gli animi di tutti di marauiglioso -
ſtupore , e come si rihebbero alquanto non v'hebbero veruno,
che con l'animo non fauoreggiasse le cose de gli Sforzeschi; ma quanto
al modo di mettere la cosa ad effetto vi furono diuersi pareri , che alcuni
diceuano, che'l Vescouo in compagnia loro senza verun'altro apparato
douesse andare al palagio, e lette le lettere del Prencipe domandare a
Prospero, che cedesse l'vficio al legittimo successore; ad altri pareua, che
questo consiglio fusse troppo pericoloso, e temerario; ma voleuano, che
ſi chiamaſsero i ſeguaci della famiglia d'Oria, che abitauano vicini, e
tratti alcuni soldati delle fortezze vicine, e presigli in compagnia all'ora
fusse da tentare la cosa. Onde perche non s'accordauano fra loro si risoluerono -
di tentare destramente la plebe, e mandati attorno huomini a cio
fare acconci vedere di che animo ella fusse. Si ritrouarono marauiglioſe -
inclinazioni d'animi verso Prospero, e tutti abborriuano il nome Sforzeſco, -
la qual plebe ancora preſe incontanente l'arme cominciò a ſcorrere -
per la città; onde la nobiltà sottraendosi dal gran furore di lei parte
s'uſci della città, parte si naſcoſe in diuersi luoghi, e'l Vescouo di Como
rimaſto solo hebbe fatica a ritirarsi nella fortezza. Ma Proſpero poiche -
i romori furono alquanto quietati, chiamato il popolo a parlamento
si dice hauere vſato cotali parole. Il naturale odio de nobili verso di
„noi, e'l perpetuo costume di perseguitarci sperimentato tante volte non
„solamente da noi; ma da padri, e da maggiori nostri ancora, farà che
„voi.o cittadini, presterete ageuolmente fede alle mie parole. Questi fi¬„gliuoli -
non punto dissomiglianti a padri , e a gli auoli loro non hanno
„mai rifinato di darmi falsi biasimi, e di rendermi sospetto con le callun
„nie loro appresso i Signori Sforzeschi, che non haueuano verun cotale
„soſpetto di me; percioche qual cosa ho io mai fatta, la quale potesse
„dar loro soſpetto veruno? hanno fatto tanto, che essi finalmente m'han
„no tolto il gouerno datomi, e mandato a Genoua vn'altro, che entri
„nel mio luogo, con gran vituperio del nome mio; ilche non hanno fatto
„tanto per odio, che portino a me, dal quale non hanno mai riceuuto on
„ta, o oltraggio veruno, quanto a voi, perche veggono, che io prendo la
„difesa voſtra a spada tratta contra la superbia, e l'orgoglio loro; accio¬„che -
ſpogliandoui della protezzione mia possino opprimerui del tutto,
„e tenerui ſempre ſotto piedi. Essi menano a me, per ferire voi; onde il
„rimediare a cio non appartiene tanto a me, quanto a voi, o cittadini, ed
„io farò di quell'animo, che voi mi darete. Volete voi difendere la li-„bertà -
voſtra contra la superba signoria de gli Sforzeſchi, e contra la
„Tirannide della nobiltà, che è molto più atroce di essa? Ecco che io vi
„offerisco questa mia vita, presto a tentare, e soffrire ogni cosa estrema.
„Volete cedere? io ancora son pronto a cedere or ora. Queste parole
fecero marauigliosi inchinamenti di volontà a fauore di Prospero, e tuttii -