Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'Iſtorie  di  Genoua,
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ra.  Nel  medeſimo  tempo  i  capi  di  tutte  l'altre  fazzioni  ripreso  cuore -
  vennero  a  Genoua,  e  questi  furono  Carlo  Adorni,  e  due  fratelli,
Agoſtino,  e  Giouanni  figliuoli  di  Raffaello  Adorni,  che  ancor  esso -
  era  ſtato  Doge  di  Genoua;  i  quali  tutto  che  da  Obietto,  e  da  Capitani -
  della  libertà  fossero  inuitati  ad  entrare  nella  città,  tuttauia  non
vollono  farlo,  ma  si  fermarono  nel  Munisterio  di  San  Benigno.  Vennero -
  a  mano  a  mano  anche  i  Fregosi,  Giouan  Galeazzo,  Tomma-¬sino, -
  Paolo  Arciuescouo  della  città,  che  era  stato  Doge,  e  ancor  essi
si  fermarono  fuori  della  città.  In  quel  tempo  lo  stato  della  nostra  città -
  era  per  molte  cagioni  infelicissimo,  percioche  gli  animi  di  tutti  erano
soſpesi  per  l'aspettazione  ,  e  turbati  dal  timore  soprastando  due  pericoli,
ed  amendue  grandissimi  da  vna  parte  da  capi  delle  fazzioni,  che  era  pericolo -
  ,  che'l  disiderio  di  esse  già  buona  pezza  addormentato  finalmente
non  spuntaſſe  fuori  di  nuouo,  e  dall'altra  da  Prencipi  Sforzeschi,  che  s'intendeua, -
  che  faceuano  gagliarde  prouuisioni;  ma  molto  più  lo  noiaua  la
peſte  intestina,  e  attaccata  alla  viscere,  e  danni,  che  ognindi  si  riceueuano -
  dalla  fortezza,  e  l'apparenza  della  cosa  era  molto  orribile  ,  e  miserabile; -
  conciosia  cosa  che  quei  della  fortezza  con  spessi  colpi  d'artiglierie,
e  oltre  a  cio  con  i  mortari,  che  era  certa  nuoua  maniera  di  strumento  da
trarre  grauissimi  pesi,  battessero  di  continouo  i  tetti  delle  case,  che  soggiaceuano -
  loro  ,  e  non  andando  verun'  colpo  à  voto,  gli  rompeuano  con
grande  occisione  d'huomini,  di  femmine  ,  e  di  fanciulli  :  i  quali  mortai
traendo  in  alto,  e  cadendo  dipoi  le  pietre  con  grande  impeto  faceuano
orribili  rouine  ,  e  fracassi  di  tetti  d'edifizij  publici,  e  priuati,  e  ne  fù  tratto
tanto  gran  quantità  al  palagio  publico,  che  essendo  forati  i  tetti  da  ogni
parte,  e  spezzati  ancora,  e  rotti  i  palchi  più  da  basso,  niuno  haueua  ardimento -
  d'entrarui  dentro.  Il  medesimo  timore  ancora  gli  riteneua  dall'entrare -
  dentro  a  gli  edifici  priuati,  che  niuno  poteua  entrare  sicuramente, -
  ne  anche  nella  propia  casa;  percioche  l'artiglierie  non  percoteuano -
  vn  solo  luogo  della  città;  ma  scaricate  per  tutto  non  lasciauano  parte
alcuna,  che  le  non  percotessero;  il  quale  male  era  grande  si  per  il  danno,
che  portaua  ſeco,  si  ancora  molto  più  abbomineuole  per  la  paura,  e  per
l'affanno;  percioche  il  danno  toccaua  a  pochi;  ma  il  timore,  e'l  sospetto
della  morte  a  tutti.  Fra  tanto  in  Milano  si  fece  vna  grosse  oste  di  gente  a
piedi,  e  a  cauallo,  di  cui  fù  creato  Capitano  Ruberto  Sanseuerino,  che  in
quel  tempo  era  tenuto  intendentissimo  delle  cose  della  guerra  ,  e  insieme
con  lui  furono  mandati,  Sforza,  Lodouico,  e  Ottauiano  tutti  e  tre  zij  del
nuouo  Duca,  che  ſotto  ſpezie  d'onore  furono  mandati  fuori  di  Melano,
perche  tanto  numero  di  fratelli  era  noioso  a  quel  gouerno.  In  questo
mezzo  tempo.  Obietto  volgendo  tutti  i  pensieri  a  prepararsi  alla  difesa,
occupò  la  Rocca  nomata  Castellaccio  posta  sopra  la  cima  del  monte  sopraſtante -
  alla  città  di  verso  Ponente,  che  le  guardie  essendo  stata  occupata -
  di  ſubito  per  negligenzia  loro  la  prima  baſtia,  è  riuellino,  s'arreſero
vituperosamente,  e  con  l'espugnazione  di  quella  fortézza  pareua,  che  si
fosse  fatto  gran  giouamento  alla  somma  della  guerra:  percioche  con
quella  fortezza  s  impediua  la  via  di  mandare  soccorsi  alle  fortezze  della
città  da  luoghi  di  sopra.  Ma  gli  Sforzeschi  giudicando  spediente  combattere -

            
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