Libro Vndecimo.
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ſe egli entraſſe nella città ornato della gloria di cotal pruoua da lui fat
ta, non ſi riuoltaſſero in lui gli occhi di tutti, e cacciato lui del Principato, -
fuſſe dato a Paolo, gli proibi l'entrare nella città. Questa cosi graue
ingiuria hauerebbe acceſo ancora ogni manſueto ingegno, e Paolo in
vero ne preſe tanto ſdegno, che non ſeppe temperare la lingua, gridando -
è queſta la grazia, che mi ſi rende di tanta vittoria acquistata, e di
tanto beneficio fatto alla patria, che io cittadino Genouese non incolpato -
di verun fallo, senza che le mie ragioni sieno ascoltate, sia cacciato di
quella patria, che da me è ſtata ſaluata? questa mercede mi rende Proſpero -
del Principato ſtabilitogli con la virtù, e con le fatiche mie? queſto -
inuero, che è fatto contro di me da vn'huomo priuo d'ogni vergogna,
e vnico esemplo di perfidia, e d'ingratitudine, a cui non traueresti altro
vguale in tutte le memorie de paſsati ſecoli, ſe coſtui per essere egli vilissimo -
porta inuidia alla virtù, e alla gloria mia, non ha pure verun rispetto -
nella persona mia a miei maggiori huomini chiarissimi, e i quali in tutti -
e tempi hanno fatto alla patria grandissimi benefici. Che accade, che
io ſtia a rammemorare come il Regno di Cipri fuſſe domato da miei
maggiori , e'l Regno, el Re fatto tributario della Republica Genouese?
che ſtarò io a narrare, come Famagoſta mercato nobilissimo di quella
Iſola foſſe aggiunta allo imperio Genoueſe? che racconterò come la
Corsica fù saluata per valore de Fregosi con trarre la città di Bonifazio
di gola ad Alfonso con esemplo di virtù, e d'ardimento appena credibileeche -
dirò io come la fortezza di Napoli fuſse espugnata? che racconterò -
i freſchi, e varibenefici del Doge Tommaso verso la patria, chę furono -
tanto grandi, che egli a ragione fù nomato padre della patria, e spesso
fù chiamato volontariamente dalla città di Serezzana, la quale si era
eletta per ſedia della ſua vecchiezza al principato della patria; per racere -
come l'orgoglio de Malespini a questo dominio graui vicini, e che
mai reſtauano di noiare i confini Genoueſi, foſſe da Battiſta ſuo fiatello
rintuzzata? orſu ora per lo contrario metta Prospero in paragone ibenefici -
della ſua famiglia verso la comune patria, e le proue de suoi Adorni, -
che mai videro ne eſerciti, ne armate. Io inuero ſarei più dappoco
di lui ſe non difendessi ferocemente l'onore mio, e de miei. E incontanente -
Pandolfo suo fratello montato sopra vna barchetta da pescatori
trapaſsato il capo del Faro; perche la via di terra era impedita, se ne venne -
nella città, e poco dipoi gli venne dietro Paolo per la medesima via ; e
subitamente fù lor fatto comandamento, che s'uscissero quanto prima
della città. Paolo riſpoſe, che non poteua non vbbidire al comandamente -
del Doge, ma voleua ſapere qual foſſse la cagione, per la quale doppo
l'hauer fatto alla patria cosi gran beneficio fosse cacciato della città; ma
ſi venne toſto dalle parole all'arme; percioche Bartolomeo d'Oria figliuolo -
di Lamba entrò nel porto con due galee, e armate tutte le genti delle -
galee si congiunse con Paolo, e co' Fregosi. La onde Proſpero mandò
loro contra Carlo Adorni suo fratello con le genti, che haueua prontes
ſi che s'attaccò tra loro la mischia, e gli Sforzeschi vollero essere spettatori -
ſenza intramettersi nella battaglia, ma ſterono di mezzo, e alla fine -
iFregosi furono vincitori, e Prospero accompagnato da pochi si libe.
VV
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