Full text : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'Istorie  di  Genoua,
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ſtellano  della  fortezza  di  dentro  (in  quella  città  ne  sono  due)  prese  Capua -
  la  quale,  e  per  l'utilità,  che  portaua  seco  per  se  stessa,  e  molto  più  per
li  commodi,  che  era  per  dare  a  tutta  l'impresa  era  da  stimare  assai.  Come -
  si  furono  di  essa  impadroniti  il  Duca,  el  Castellano  mandarono  mesſi -
  ad  Alfonso,  e  lo  ſalutarono  Re,  e  gli  diedero  nuoua  di  quello,  che  haueuano -
  fatto  a  suo  seruigio;  e  lo  pregarono  che  non  mancasse  alla  cominciata -
  ſperanza  di  coſi  grande  impreſa,  ma  ſe  ne  veniſse  volando  alla
volta  loro,  perche  a  stabilire  le  cose  di  Capua  faceua  di  bisogno  della
preſenza  ſua,  perche  essi  haueuano  ben  potuto  prendere  Capua  per  inganno, -
  ma  che  il  difenderla  da  doppio  pericolo  soprastante  di  fuori,  e  di
dentro  non  era  cosa  dalle  forze  loro,  poiche  quindi  era  venuta  l'oste  armata, -
  che  i  nimici  haueuano  già  meſſo  insieme  da  non  ne  fare  poca  ſtima: -
  e  tuttauia  seguitauano  di  ragunare  nuoue  genti;  e  haueuano  posto
l'aſsedio  alla  città  ,  e  di  qui  vn  gran  numero  di  cittadini  per  l'antiche  inchinazioni -
  delle  parti  fauoreggiauano  alla  scoperta  le  coſe  de  gli  Angioini. -
  In  questo  mentre  i  Gaetani  essendo  gli  animi  di  tutti  popoli  del
regno  soſpesi  per  l'incerta  aspettazione  del  futuro  Re  ,  e  fauoreggiando
tutti  i  ſignori,  e  popoli  chi  questa,  e  chi  quella  parte,  perseuerando  confede -
  constante  nella  diuozione  dell'antica  parte  delli  Angioini,  mandaro
no  Ambaſciadori  a  Filippo  e  a  Genouesi,  e  gli  pregarono,  che  non  paresſe -
  loro  graue  mandare  gente  a  guardia  della  città  loro  fino  a  che  l'arme
terminassero  le  differenze  de  pretendenti,  e  a  cui  la  sua  buona  fortuna  ,  e
virtù  desse  la  possessione  di  Napoli  stabile  ,  e  ferma  ,  al  medesimo  consegnassero -
  ancora  la  città  di  Gaeta  ;  e  che  in  quel  mentre  essi  erano  presti
a  dare  il  gouerno  della  città,  e  di  lor  medesimi  al  Capitano  della  guardia, -
  che  da  essi  fusse  mandato;  però  che  mandassero  vn  huomo  non  solamente -
  valoroso  è  forte;  ma  ancora  graue,  e  moderato,  il  quale  essendo
ammaeſtrato  nell'arti  della  guerra  e  della  pace  fusse  sufficiente  a  esercitare -
  l'uno,  e  l'altro  vficio.  Niuna  ambasciaria  fù  già  mai  vdita  più  lietamente -
  da  Genouesi,  come  quelli  che  insino  quel  di  erano  stati  in  timore,
che  se  Alfonso  loro  perpetuo  nimico  hauesse  occupato  quella  città  fornita -
  di  si  nobil  porto  ,  e  l'haueſse  preſa  per  rocca  nel  mezzo  del  mare  Mediterraneo -
  non  chiudesse  loro  i  traffichi  marittimi,  ne  quali  consisteua
tutto  l'hauere  loro,  egli  teneſſe  quasi  stretti  per  la  gola:  oltre  a  che  gli  moueua -
  ancora  il  pericolo  di  tanti  loro  cittadini,  che  gran  numero  di  essi  per
essere  il  mare  da  tante  armate,  che  discorreuano  all'intorno,  impedito,
s'era  raccolto  in  quella  città  come  in  sicuro  ricetto  con  mercatanzie  d'infinito -
  prezzo  condotte  da  molte  parti  del  mondo:  però  risposero,  che  i
Gaetani  ſteſſero  di  buon  animo,  percioche  essi  non  solamente  erano  per
mandare  la  domandata  guardia;  ma  ſe  la  bisogna  lo  ricercaſſe,  che  erano -
  per  andare  ancora  a  soccorrergli  con  tutte  le  lor  forze  di  mare  ,  e  con
grossissime  armate,  e  non  erano  per  combattere  con  minore  sforzo  per
difesa  della  città  di  Gaeta,  che  per  le  mura  di  Genoua;e  accioche  l'opere
fuſsero  riſpondenti  alle  parole,  mandarono  a  Gaeta  Francesco  Spinola
huomo  di  prouata  virtù  con  vna  ſcelta  ſchiera  di  trecento  soldati,  è  gli
diedero  di  più  vna  groſſa  naue,  e  vna  galea  per  guardia  delle  marine.  Il
Duca  Filippo  mandò  inſieme  con  lo  Spinola  Ottolino  Zoppo  vno  de
suoi
            
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