Libro Decimo.
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ni tenuto prigione da Filippo Duca di Borgogna; ma Alfonso riceuuta
questa cosi subita, e cosi gran nuoua, entrò in grande speranza d'acquiſtare -
quel regno , e lasciato del tutto il pensiero del partire, si risoluè, di
fermarsi nella Cicilia, e stare quiui a vedere, che riuscita hauessero i mouimenti -
de Prencipi, e de popoli del regno di Napoli per potere poi a
tempo prendere consigli, e imprese, secondo che vedesse essere opportu
no, si che ſe ne tornò toſtamente a Meſſina. Il di medeſimo, che la Reina -
Giouanna paſsò all'altra vita, i Napolitani eleſsero ſedici de principa
li della città , che nomano Consiglieri, e commisero loro il reggimento,
e'l gouerno di tutte le coſe. Ma Eugenio Quarto vdita la morte della
Reina mandò incontanente vn ſuo Nunzio a Napoli , e fece intendere a
Consiglieri, che non ardissero ne eleggere nuouo Re, ne dare il regno ad
alcuno, perche la ragione di ciò fare non apparteneua a loro, ne era in
loro arbitrio, perche il dominio di quel regno era ſtato sempre della sedia -
Apoſtolica; e che Carlo d'Angiò, e suor successori l'haueuano hauuto
in feudo dalla sedia Apostolica, ed essendo per la morte della Reina Giouanna -
eſtinta la ſtirpe ſua, che la ragione di dare il regno in feudo a chi
gli piaceſse, era deuoiuta al Romano Pontefice : però che egli fra brieue
manderebbe vn Legato a Napoli con ampie commessioni per trattare
largamente tal coſa co' Napolitani. Ma i consiglieri moſtrato il teſtamen
to della Reina Giouanna, o vero, o falso, che si fuſse ( che l'una, e l'altra
coſa ſi dice) riſpoſero che non erano per creare verun nuouo Re, ne tampoco -
permettere, che fuſſe loro dato altro Re, che quello, che la Reina
Giouanna vera, e legittima padrona del regno, hauesse loro lasciato Reperò -
che non occorreua che'lPontefice intraponesse, o se, o l'autorità
Papale in cotal coſa. La morte della Reina Giouanna cagionò nel regno -
gran mouimenti, e diuise le voglie de' Napolitani, che chi inchinaua
a questo, e chi a quello, e Consiglieri mandarono Ambasciadori a Renato -
per auuertirlo, ed essortarlo a venire quanto prima a pigliare la posſeſsione -
del regno, che essi crano preſti a dargli. Ma molti Prencipi del
regno per tedio del lungo gouerno de gli Angioini, e insieme per hauere
in priuato riceuuti molti oltraggi da essi ſcopersero la volontà loro, è chia
marono Alfonso; e fra questi furono Giouann'Antonio Marzano Duca
di Seſſa, Criſtofano Gaetani Conte di Fondi, e Ruggieri suo fratello, l'uno -
Protonotario, e l'altro Tesoriere del regno, Francesco Pandoni Conte
di Loreto; e massimamente Giouann'Antonio Orsini Prencipe di Taranto; -
il quale perche soprauanzaua gli altri di ricchezze, e di dignità portaua -
anche maggiore odio a gli Angioini, perche haueua riceuuto maggiori -
ingiurie: percioche da Luigi mandato principalmente a tale effetto -
insieme con lacopo Caldora Capitano di gran nome, era ſtato ſpogliato -
quasi di tutto lo stato suo nell'Abruzzo, fuor che d'alcune fortezze. -
Questi dunque riceuuto in protezzione da Alfonso, e soccorso di mol
ta gente racquistò in brieue lo stato perduto. Ma al Duca di Sessa mentre -
che va considerando bene tutte le cose, e pensando qual maniera doueſse -
tenere per fare la sua rebellione ad Alfonso più grata con qualche
notabile beneficio, s'offerse vna marauigliosa opportunità d'una grande
impresa: percioche tenendo segreti trattati con vn certo Cameraco Castellano -