Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'Iſtorie  di  Génoua,
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Oltre  a  questo,  perche  Filippo  del  meſe  d'Aprile  ſi  discoſtò  da  gli  Angioini, -
  e  fece  amicizia  ,  e  lega  con  Alfonso,  promise  di  dargli  Bonifazio,
e  Calui  terre  della  Corsica,  che  erano  le  chiaui  dell'Isola,  senza  pure  richiederne -
  i  Genouesi;  ma  perche  quei  luoghi  senza  saputa  de'  Genouesi, -
  e  senza  lor  ordine,  e  senza  intendere  la  volontà  de  gli  abitatori  non  si
poteuano  dare,  Filippo  assicurò  Alfonso  con  dargli  in  pegno  Portouenere, -
  e  Lerici;  accioche  il  Re  guardasse  quelle  terre  con  le  sue  genti  ,  le  quali
fussero  pagate  di  quel  di  Filippo  ,  fino  a  che  egli  disponesse  i  Genouesi  a
cedere  le  terre  concedutegli  nella  Corsica,  le  quali  cose  essendo  venute
a  gli  orecchi  de  Genouesi,  apportarono  loro  grandissimo  pianto,  e  dolore; -
  ma  erano  sforzati  infingersi  di  non  se  n'auuedere,  e  nel  medesimo  tenpo -
  armarono  quattro  galee  contra  Fiorentini,  che  con  tre  galee  scorreuano -
  per  lo  mare  della  Liguria  ,  e  faceuano  molti  danni,  delle  quali  fù
Capitano  Bartolomeo  Giustiniani,  e  padroni  delle  galee  furono  Ottobuono -
  Imperiali,  Bartolomeo  Viualdi,  Giouanni  Montaldi,  e  Niccolo
Vberti,  le  quali  scontratesi  con  le  galee  Fiorentine  sopra  porto  Morizzo
le  vinsero  in  battaglia,  e  le  presero  Nel  medesimo  anno  ancora  nel  principio -
  dell'Autunno  Abramo  Fregoso,  e  Teodoro  dal  Fiesco  con  gran  tur
ba  di  villani  ragunati  di  molti  luoghi  hebbero  ardimento  d'entrare  nella
città  con  speranza  di  far  tumulto  contra  Filippo,  edi  rimutare  lo  stato:
ma  perche  all'autorità  del  nome  loro  non  si  mosſe  veruno,  furono  sforzati -
  vſcirsi  della  città  toſtamente,  e  pieni  di  vergogna.  Ma  l'anno  seguen-142 -
  7  te  ventesimo  settimo  di  quel  secolo,  Tommaso  Fregoso  rientrato  in  speranza -
  di  cacciar  Filippo  della  signoria  di  Genoua,  essendo  in  sua  compagnia -
  Antonio  dal  Fieſco,  e  vn  Commessario  Fiorentino  ſe  ne  venne  a  Ge
noua  con  quattrocento  caualli,  e  ottocento  fanti  forestieri;  co'  quali  si
congiunsero  alcuni  huomini  della  riuiera,  e  alloggiò  ne  borghi  d'Albaro, -
  e  di  Terralba  circa  vn  miglio  lontano  dalla  citta,  pensando  che  al  nome -
  di  lui  gli  huomini  delle  vicine  valli,  e  molti  della  giouentù  della?  città
fussero  per  solleuarsi,  e  gridauano  per  tutto  nel  campo,  viua  il  popolo,  e
via  i  Lombardi.  Ma  alli  ſei  d'Agoſto  accoſtate  le  ſcale  diede  l'aſſalto  alle -
  mura,  e  perdute  le  scale  fù  ributtato  non  senza  occisione,  e  sangue  de
suoi;  ed  essendo  stato  circà  vn  meſe  attorno  le  mura  di  Genoua,  e  hauendo -
  nuoua,  che  s'auuicinauano  genti,  mandate  di  Lombardia  in  soccorso
della  città,  ſi  ritirò  nelle  ville  di  Nerui,  e  di  Recco,  e  occupato  vn  certo
baſtione  fatto  da  nimici  nel  Monte  Fascia,  ritornò  poi  con  tutte  le  genti,
e  alloggiò  tre  miglia  vicino  alla  città,  facendo  con  l'aiuto  di  tre  galeé,
che  due  erano  di  Fiorentini,  e  la  terza  di  Giouanni  Grimaldi  signore  di
Monaco  grandi,  e  continui  danni,  al  paese,  e  a  tutta  la  riuiera  contra,  le  qua
li  furono  man  date  quattro  galee  a  condotta  di  Aramo  Saluagi,  è  sopra
comiti  furono  due  Catelani,  e  Giouanni  Montaldo,  e  Biagio  Assereto,  le
quali  ragiunte  le  galee  nimiche  alla  terra  di  Vernazza,  s'affrontarono  con
due  di  loros  e  le  presero:  perche  il  signore  di  Monaco  spiegate  le  vele  al
vento,  si  tirò  in  alto  mare,  e  scampò  dal  pericolo:  e  Francesco  dal  Fiesco
Caneto,  vrtando  con  la  sua  galea  in  terra,  scampò  con  tutte  le  genti  dalle
mani  de  nimici;  l'altro  sopra  comito,  Antonio  Falconi  Sauonese  fù  preso, -
  e  insieme  con  alcuni  altri  impiccato.  Perloche  i  Fregosi  vdita  questa
sconfitta

8.
            
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