Libro Decimoli¬425 -
loro a vile haueua preſo a tirare innanzi i Ghibellini ſoli. Tommaſo dunque -
tirato da questa speranza montò sopra l'armata, e insieme con lui
Niccolò, e Gianluigi dal Fiesco ancor essi fuorusciti della patria, e con
loro buon numero di banditi. L'armata dunque s'accostò a Genoua all'entrante -
Aprile , e si fermò in mare dinanzi la bocca del porto stando a
vedere ſe la venuta loro cagionaſſe verun mouimento nella città, e spesso -
con gran voce gridauano, viuano i Fregosi, ma non segui alcun tumulto, -
perche tutti luoghi erano forniti di buone guardie. Onde Tommaso,
e fuorusciti ingannati dalla ſperanza, con la quale erano venuti, riuolte -
le naui adietro coſteggiando la riuiera di Leuante presero Portofino
Seſtri, e Moneglia; e sbarcate in terra le genti de Fiorentini da pie , e da
cauallo a Seſtri, Tommaſo ſcorrendo per tutta la riuiera ſenza fare al
cun danno al pae ſe, tirò molti a fauor suo. Ma Filippo intese queste riuoluzioni -
ordinò, che in Genoua si mettesse in punto l'armata, e per supplemento -
de galeotti mandò alcuni abitanti lungo le riue del Pò, ed esso
faceua la terza parte della spesa, e si cominciarono ad armare, e mettere
in punto diciotto galee, e alcune naui di smisurata grandezza a condotta -
d'Antonio d'Oria. Oltre a questo ordinò che tre mila caualli, e cinque
mila fanti, le quali tutte genti diede a condurre à Niccolo Terzo sopranomato -
guerriero, o combattitore calassero nel piano di Sestri, e tra queſti, -
e le genti Fiorentine si fece vna crudel battaglia , e caualli erano nell'antiguardia, -
e la battaglia si distaccò del pari. Ma il giorno seguente
essendo venuti di nuouo alle mani, perche si diuolgò, che Gian Luigi del
Fieſco s'auuicinaua venendo da Pontriemoli, e di val di Taro con vna
ſcelta ſchiera di giouani, le genti del Terzo prese da grande, è subita paura, -
si posero in vituperosa fuga; e Fiorentini seguitandogli, e ferendogli
dalle spalle raccolsero gran quantità d'arme, che da quelli, che fuggiuano, -
erano gittate, e lasciate per tutto, perche ritardauano loro il cammino, -
e vi mori picciol numero d'huomini, ma molti rimaſero prigioni. Del
meſe di Luglio Filippo mandò a Genoua Obizo Olgiati Milanese Commeſſario -
per le coſe della guerra, e del medeſimo meſe chiamò a Melano -
M. Battista Cicala, e M. Stefano Cattani amendue Dottori di Legge,
e Francesco d'Oria, Bartolomeo Spinola, Valerano Lomellino, Gregoriò
Marini, Niccolo dal Fiesco, Raffaello Adorni, Tommaso Promontori,
Vliuieri Marruffo, Fabrizio Adorni, Niccolo Giudice, Battista Leonardi,
Paolo Moneglia, perche erano stati accusati d'hauere congiurato contra
di lui, e furono ritenuti vn anno in Melano sotto buona guardia; e quello -
paſſaro alcuni furono licenziati, altri mandati in bando, e solamente
Niccolo Fieſco fù incarcerato. Nel fine dell'anno Filippo mandò Cambio -
Bologneſe, e Vrbano da San Luigi a Tunisi a riſcattare ſchiaui, e con
essi andò Ambruogio Spinola mandato da Genouesi, e tutti tre furo
no accolti humanamente dal Re, e ſe ne ritornarono a caſa hauendo riscattato -
la maggior parte de gli schiaui. L'anno seguente ventesimo se¬ 1426
sto di quel secolo, Francesco Spinola, permettendolo Filippo, occupò la
Pieue di Teico; e la valle d'Arocia sotto pretesto d'essere creditore del
comune d'ottomila fiorini; e Isnardo Guarco pretendendo ancorr esso
d'essere creditore di certa somma di danari occupò la terra d'Ouada:
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