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Dell'Istorie di Genoua,
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al Bonciart Franceſe, non considerando, che quello era stato più tosto
vn premio datogli spontaneamente per li benefici fatti al comune , che
salario dell'uficio impostogli , e'l Carmignuola non haueua fatto al comune -
di Genoua verun beneficio. Ma l'anno, che segui a quello, che fù
il ventesimo terzo di quel secolo , perche Filippo si collegò con la Reina
Giouanna, e con Ladislao Conte di Prouenza adottato dalla Reina in
figliuolo , il Carmignuola contrastando con ogni sforzo nel consiglio di
tutta la città, e mostrando essere spediente a Genouesi,che Alfonso, e Catelani -
perpetui nimici del nome Genouese fossero cacciati di Napoli da
loro occupato ottenne finalmente, che la città, che da principio si ritraeva, -
e si scusaua con la scarsità de danari, ordinate per la spesa dugento
mila lire, armaſſe tredici galee, e altrettante naui; e delle galee furono fat
ti Capitani Galeotto vno de' Marchesi del Finale, Simone da Mare abitante -
in Corsica, Andrea Lomellini, Andrea Spinola, Pietro d'Oria, Ansaldo -
Grimaldi, Ottobuono Imperiale, Pietro Re; Meroaldo Marruffo,
Tommaſo di Credenza, Niccolò Biaſſia, Paolo Sanſoni Sauoneſe, Biagio -
d'Assareto, il quale fù ancora Cancellière di tutta l'armata, e vi fù
aggiunta vna galeotta, e vna fuſta di Giouanni Coscia. Ma delle naui
furono Capitani Francesco Spinola, Tommaso Interiano, Babilano Ne
gro, Filippo Viualdi, Tommaso Squarciafichi, Luca Ardimenti, Lionardo -
Sauignoni, Dorino Grimaldi , Girolamo Fallamonica , Bartolomeo
Borlaſca, Bartolomeo Borelli Sauoneſe, lacopo Guanto disceſo della
città di Pera, Antonio Montone da Pisa;e nelle noue maggiori naui oltre
la gente ordinaria de marinari, furono posti cinquecento huomini arma
ti per ciascuna, e nell'altre quattro minori dugento per vna. All'armata
furono aggiunti tre vascelli due galeazze, e vna galeotta, che furono madate -
a Genoua da Luigi, a spese del quale furono armate ancora a Genoua -
due galee, dell'una delle quali furono Capitani Obizo, e Raffaello
Fieſchi, e dell'altra Battista Fiesco Caneto, e lacopo del Fiesco. Ma vna
doloroſa nouella venuta di Spagna distolse per all'hora Alfonso dal penſamento -
delle coſe di Napoli; perche hebbe auuiso, che Arrigo suo fratello -
era ſtato da Giouanni Re di Castiglia spogliato quasi di tutto'l regno -
, e preso , e posto in carcere ; onde lasciato l'lnfante Don Pietro suo
fratello a guardia della città, e delle cose acquistate nel regno , e datogli
Iacopo Caldora, di cui si fidaua sopra tutti gli altri, e alcuni altri compagni -
nelle diliberazioni , e nel gouerno delle cose, giurò solennemente a
popoli, che tornerebbe in brieue con maggiore oste per mare, e per terra,
e parti di Napoli con quattordici galee, e per passo trouati Marsiliesi, come -
quelli, che stauano senza verun timore, senza guardia d'alcuna maniera, -
e le porte, e le mura della città senza difenditori, e senza veruna
prouuisione, occupò la città , e la diede in preda a soldati ; ed egli non
volle niente altro della preda, fuor che il corpo di San Lodouico figliuolo -
di Carlo secondo d'Angiò, che fù Vescouo di quella città, il quale poi
portato a Valenza fece porre in vn luogo alto,e ragguardeuole, dicendo
non esser coſa conueneuole, che'l corpo di quel Sant'huomo chiaro per
miracoli fosse tenuto vile, e abbietto tra le rouine, e calcinacci della città -
saccheggiata, e arsa. Diede ancora questo esemplo della sua perpetua -