Libro Decimo.e
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nature loro eſsere tali, che non ſapeuano ſoffrire la ſeruitù, e ciò potersi
conoscere dall'euento delli Re di Francia, e de suoi maggiori , la cui Signoria -
non era mai durata in Genoua lungamente. Oltre à questo conoſceua -
d'hauere à fare non tanto con huomini priuati, e mercatanti, i
quali per essere intenti al guadagno, tengono mninor cura delle coſe publiche, -
e ſono molto lontani da ogni pensiero di far nouità nello stato, la
quale è ſempre dannoſa a traffichi priuati, e sono più inchinati a consigli -
quieti, che d'onore ripieni, quanto con molte famiglie chiare, e poten
ti, le quali non sofferendo l'ugualità della ragione insieme con gli altri
cittadini, oltre alla Signoria, che teneuano di molti popoli attorno la città, -
e'l dominio Genouese, erano anche capi di parti in Genoua, è ciascuna -
ſi tiraua dietro gran moltitudine d'huomini tanto della città, quanto
di tutto il dominio, i quali erano presti à sottentrare a ogni combattimen
to per l'onore, e grandezza di esse; e che fra queste famiglie erano sempre -
ſtati huomini arditi, e valenti, è di molta virtù, e di gran cuore; i quali -
soleuano tener trattati di cose grandi, e alle bisogne publiche pertinen
ti, con li Re, e co' principi, e stringersi con loro in confederazioni, e com
pagnie, e fare guerre, e non rifiutare le nimistà de gli huomini grandi, e
de Principi, e sempre erano intenti a rimescolare le cose, mentre che ciascuna -
famiglia aspira, o al principato della città, o ad altò grado di potenza, -
e per quello combatte con l'arme, e che a cotali huomini era coſa -
malageuole porre il giogo. Riuolgendosi tutte queste cose per l'animo -
d'ognintorno, non trouaua verun altra via più spedita di recare ad
effetto i consigli suoi, che sneruare i Genouesi in publico, ed in priuato,
togliendo loro le forze a poco a poco, sperando come fussero diuenuti
fieuoli, e ſminuiti douergli ageuolmente soggiogare: la qual cosa cominciò -
a recare ad effetto per due maniere, e donando le terre, e le Castella
del dominio Genouese togliendole al commune per leggieri cagioni , e
mantenendo fra di loro lunga, e continoua guerra, accioche si consumaſſero -
a poco a poco, mentre che egli come dimenticatosi della maieſtà, -
si moſtra neghittoſo, e traſcutato in resiſtere à fuorusciti, che moueuano -
a otta a otta l'arme alla patria, e a lui medesimo, mandando a suoi
ministri piccioli, e tardi soccorsi, le quali guerre vn Prencipe di tanta potenzia -
harebbe potuto con vn ſol cenno rimuouère. L'anno seguente 1422
ventesimo secondo di quel secolo, nel quale furono Vicari di Filippo Pie
tro de Giorgi da Pauia Vescouo di Nouara, Guido Torello da Parma,
Sperone da Pietra Santa Milanese, M. Franchino Castiglioni Dottore in
Legge da Pauia, a quali intorno al fine dell'anno successe il Carmignuola, -
furono armate sette naui a guida di Francesco Spinola contra Catelani -
con picciola spesa; perche le ciurme senza chiedere pagamento veruno -
si contentarono solamente del vitto. Lo Spinola dunque partito
del porto di Genoua,e non trouando in alcun luogo l'armata de Catelani, -
accioche quella ſpedizione non riuscisse del tutto vana espugnò in
Sardigna la terra di Longosardo, e se ne tornò a Genoua: e a quattro Ret
tori, che menzionammo di sopra, fù pagata la prouuisione a ragione di
ventidue mila lire l'anno, e altrettanto salario volle il Carmignuola, e
ottomila lire di più, allegando, che la medesima ſomma era ſtata data
NN