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Dell'Iſtorie di Genoua,
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Adorni toccò Capriata, e Taggiuolo, al Marcheſe di Monferrato fù dato -
Ponsone, e Pareto, e'l Marcheſe del Finale hebbe la terra di Pietra, e
tutti gli altri luoghi toccarono al Duca Filippo. In queſto mezzo tempo
la riuiera di Leuante non stette quieta, ma i principij de tumulti furono
fermati per virtù, e diligenzia del Doge, e de fratelli; con le quali pruoue
Tommaſo riempiè tutta l'Italia della fama del nome ſuo, come quello,
che con la prudenza, e vigilanzia, e virtù sua si fosse sottratto a tanti pericoli: -
ma perche Filippo non reſtaua di far guerra alla città, i Genouesi
mandauano di continuo ambasciadori a Fiorentini, e mescolando i consigli -
co' prieghi , chiedeuano loro soccorso; percioche diceuano non essere -
meno ſpediente a loro, che a Genouesi, che la potenzia di Filippo
non cresceſse oltre a misura, perche i Prencipi di Melano haueuano moſtrato -
in ogni tempo chiarissimi ſegni di non desiderar, menò l'imperio
della Toſcana, che della Liguria, e però se si fossero impadroniti di Genoua -
erano al fermo per tentare da quella città di porre il piè nella Toscana, -
e farsene padroni , e quando non facessero altro diuenuti signori
del mare erano per chiudere alla Toscana la nauigazione, e traffichi marittimi. -
Ma perche i Fiorentini non si mossero a queste persuasioni, i Ge
nouesi furono sforzati condiscendere a vna risoluzione poco orreuole,
e molto dannoſa alla città loro, perche per hauere danari da mantenere
la guerra contro a Filippo venderono a Fiorentini Liuorno per prezzo
di cento uentimila fiorini d'oro. L'anno seguente Genoua fù quieta da
mouimenti ciuili, e ſtranieri, ma quello che segui appresso ventesimo di
quel secolo, fù molto notabile per vna chiarissima vittoria acquistata
d'un potentissimo Re, la quale ora seguiterò di raccontare. Morto il Re
Ferdinando successe in suo luogo Alfonso suo maggior figliuolo in due
nobilissimi regni d'Aragona, e di Cicilia, le cui chiarissime, e veramente
eroiche virtù , le quali furono in lui quasi tutte perfette, patirono questa
sola eccezzione, che fù in lui vno ſmoderato disiderio di regnare , e d'allargare -
l'imperio; il qual vizio quasi perpetuo de gli alti ingegni, lo trasportò -
spessamente a imprendere cose non concedute. Questi dunque
non riſguardando ſe non cose alte , e ampie , e cercando tutte l'occasioni
d'acquistare gran nome, e chiara fama, sentiua gran dispiacere, che posſedendo -
la Sardigna, e l'Iſole di Maiolica, e Minolica, e l'altre Iſole, che
sono fra eſse, che la Corsica ſola poſta fra'l regno d'Aragona, e di Cicilia -
tramezzaſſe quaſi il continuato filo del suo imperio: la onde tirato
dal souerchio desiderio di farsi padrone di quell'Isola, dimenticatosi del
l'accordo co' Genouesi osseruato ſantamente, e co perpetua fede da Ferdinando -
suo padre cominciò a tenere occulti trattati di tal coſa con
molti principali Corsi, e gli fù coſa facile tirargli dalla parte sua, e nel
suo volere, che ſi laſciarono indurre ſi dalla ſperanza di gran premij, ſi
dalla inconſtanza innata ne gli animi loro. Percioche i Corsi sono per
natura deſideroſi di nouità ſopra tutti gli altri huomini, e non hanno mai
la fede ſincera, e ſtabile verso i presenti padroni, e sempre pensano a nuo
ue signorie, ed essendo voltabili ad ogni leggiere aura di speranza prendono -
ſubiti consigli di ribellarsi. Alfonso dunque inanimato dalle promeſſe -
loro parti da Barzellona con tredici grosse naui, e con venti tre
galee,