Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'Iſtorie  di  Genbua,
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zia,  e  beneuolenza  di  tutti,  non  potè  godere  lungamente  la  quiete:  per¬417 -
  cioche  quest  anno,  che  fù  il  decimosettimo  di  quel  secolo,  il  corso  ei  tanta -
  felicità  cominciò  ad  essere  interrotto:  percioche  i  Guarchi,  e  Montaldi, -
  e  gli  altri  vſciti  Genouesi  accordatisi  con  gli  Adorni,  che  si  sdegnauano, -
  che  Tommaſo,  che  con  la  potenza,  e  fauor  loro  era  ſalito  al  Principato -
  della  patria,  gli  hauesse  con  le  sue  arti  scherniti,  e  ingannati,  congiurarono -
  contra'l  Doge;  ma  giudicando,  che  contra  vn'huomo  fornito  di  tanta -
  potenzia,  e  tanto  amato  dal  popolo,  e  armato  del  gregge  di  tanti  fratelli -
  huomini  valoroſi,  tutti  loro  sforzamenti  ſarebbono  vani,  conosceuano, -
  che  bisognaua  prouuedersi  di  maggiori  aiuti  di  Principi  ſtranieri.  La
onde  Raffaello  Montaldo  partito  da  Lucca,  douè  faceua  il  suo  esilio,  ando -
  a  Melano,  eſpoſe  al  Duca  Filippo  i  diſegni,  e  le  commessioni  de  congiurati; -
  e  lo  pregò,  che  voleſſe  muouersi  a  compassione  di  tanti  cittadini, -
  che  cacciati  a  gran  torto  della  patria  dal  crudel  Tiranno,  e  spogliati
dell'auere,  viueuano  poueramente  in  eſilio,  e  per  ſua  humanità,  e  grandezza -
  d'animo  prendere  la  difeſa  loro.  Accetto  Filippo  di  voglia  l'occasione -
  ſpontaneamente  offertagli,  la  quale  haueua  sempre  sommamente
disiderata,  di  turbare,  e  rimescolare  le  coſe  di  Genoua,  dal  cui  tumultuoſo -
  ſtato  ſperaua  d'aprirsi  la  via  all'imperio  di  quella  città  da  lui  bramato
con  grande  ardore,  onde  haueua  ſempre  disiderato  d'hauere  alcuna  cagione -
  di  attaccare  i  Genouesi  fra  di  loro  a  guerra  ciuile,  accioche  egli  poi
come  fuſſero  ſneruati,  e  ſmunti,  poteſſe  più  ageuolmente  recargli  ſotto  la
sua  ſignoria.  Onde  parlò  benignamente  a  Raffaello,  e  gli  disse,  che  ſteſſe
dibuon  animo,  e  offerse  cortesemente  a  fuorusciti  tuttte  le  forze,  e  la
potenzia  sua,  e  promise  di  soccorrergli,  e  di  non  gli  abbandonare  mai
per  verun  tempo.  L'autorità  ſua  fece,  che  il  Marcheſe  di  Monferrato,  e
Carlo  vno  de  Marcheſi  del  Carretto,  che  per  molte  cagioni  voleuano
male  a  Tommaſo,  entrarono  in  lega  con  loro.  Ma  Tommaso  sentiti  queſti -
  mouimenti,  tutto  che  vedeſſe  venire  ſopra  ſe  ſolo  ſpogliato  d'ogni
compagnia,  e  d'ogni  soccorso  di  stranieri  tante  forze,  e  tanti  preparamenti, -
  tuttauia  non  si  perdè  punto  d'animo;  ma  fidato  nella  beneuolenza  del
popolo,  &  inanimato  dall'aiuto  de  valorosi  fratelli  seco  in  grande  amore
congiunti,  ordinò  di  preparare  tutte  le  coſe,  che  credeua  essere  vtili  à  ributtare -
  il  nimico  ;  e  perche  inteſe,  che  Tommaſo  Malaſpina  ſignore  di
Cremorino  ,  e  vno  di  quelli,  che  haueuano  conspirato  contro  di  lui,  era
venuto  in  Genoua  perordire  occulti  trattati  contro  di  lui  lo  fece  pigliare, -
  e  tenere  in  buona  guardia,  e  mandò  Battista  Capitano  della  guardia
della  città,  e  Spinetta  suoi  fratelli  con  quattro  mila  fanti  ad  occupare  le
ſue  terre,  i  quali  presi  due  luoghi  di  poca  nome  se  ne  tornarono  a  Genoua. -
  e  per  quell'anno  gli  vſciti  doppo  tanti  apparecchiamenti  di  consigli
non  tentarono  niente  altro:  ma  l'anno  ſeguente,  il  quale  fù  più  pieno  di
trauagli,  che  alcun  altro;  che  correſſe  in  tutto  quel  ſecolo,  essi  adunati
mille  cinquecento  caualli,  e  due  mila  fanti  se  ne  vennero  a  Genoua,  oue
arriuati  ,  e  fatti  gli  alloggiamenti  vicino  alla  città  nel  lito  di  celebrato
nome  di  S.  Piero  d'Arena,  il  di  del  Natale  di  Christo  nostro  Signore,  stettero -
  due  giorni  alle  velette,  se  per  ventura  la  venuta  loro  cagionasse  nella -
  citta  qualche  mouimento;  ma  perche  la  diligenzia  del  Doge  non  daua
veruna
            
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