Dell'Iſtorie di Genbua,
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zia, e beneuolenza di tutti, non potè godere lungamente la quiete: per¬417 -
cioche quest anno, che fù il decimosettimo di quel secolo, il corso ei tanta -
felicità cominciò ad essere interrotto: percioche i Guarchi, e Montaldi, -
e gli altri vſciti Genouesi accordatisi con gli Adorni, che si sdegnauano, -
che Tommaſo, che con la potenza, e fauor loro era ſalito al Principato -
della patria, gli hauesse con le sue arti scherniti, e ingannati, congiurarono -
contra'l Doge; ma giudicando, che contra vn'huomo fornito di tanta -
potenzia, e tanto amato dal popolo, e armato del gregge di tanti fratelli -
huomini valoroſi, tutti loro sforzamenti ſarebbono vani, conosceuano, -
che bisognaua prouuedersi di maggiori aiuti di Principi ſtranieri. La
onde Raffaello Montaldo partito da Lucca, douè faceua il suo esilio, ando -
a Melano, eſpoſe al Duca Filippo i diſegni, e le commessioni de congiurati; -
e lo pregò, che voleſſe muouersi a compassione di tanti cittadini, -
che cacciati a gran torto della patria dal crudel Tiranno, e spogliati
dell'auere, viueuano poueramente in eſilio, e per ſua humanità, e grandezza -
d'animo prendere la difeſa loro. Accetto Filippo di voglia l'occasione -
ſpontaneamente offertagli, la quale haueua sempre sommamente
disiderata, di turbare, e rimescolare le coſe di Genoua, dal cui tumultuoſo -
ſtato ſperaua d'aprirsi la via all'imperio di quella città da lui bramato
con grande ardore, onde haueua ſempre disiderato d'hauere alcuna cagione -
di attaccare i Genouesi fra di loro a guerra ciuile, accioche egli poi
come fuſſero ſneruati, e ſmunti, poteſſe più ageuolmente recargli ſotto la
sua ſignoria. Onde parlò benignamente a Raffaello, e gli disse, che ſteſſe
dibuon animo, e offerse cortesemente a fuorusciti tuttte le forze, e la
potenzia sua, e promise di soccorrergli, e di non gli abbandonare mai
per verun tempo. L'autorità ſua fece, che il Marcheſe di Monferrato, e
Carlo vno de Marcheſi del Carretto, che per molte cagioni voleuano
male a Tommaſo, entrarono in lega con loro. Ma Tommaso sentiti queſti -
mouimenti, tutto che vedeſſe venire ſopra ſe ſolo ſpogliato d'ogni
compagnia, e d'ogni soccorso di stranieri tante forze, e tanti preparamenti, -
tuttauia non si perdè punto d'animo; ma fidato nella beneuolenza del
popolo, & inanimato dall'aiuto de valorosi fratelli seco in grande amore
congiunti, ordinò di preparare tutte le coſe, che credeua essere vtili à ributtare -
il nimico ; e perche inteſe, che Tommaſo Malaſpina ſignore di
Cremorino , e vno di quelli, che haueuano conspirato contro di lui, era
venuto in Genoua perordire occulti trattati contro di lui lo fece pigliare, -
e tenere in buona guardia, e mandò Battista Capitano della guardia
della città, e Spinetta suoi fratelli con quattro mila fanti ad occupare le
ſue terre, i quali presi due luoghi di poca nome se ne tornarono a Genoua. -
e per quell'anno gli vſciti doppo tanti apparecchiamenti di consigli
non tentarono niente altro: ma l'anno ſeguente, il quale fù più pieno di
trauagli, che alcun altro; che correſſe in tutto quel ſecolo, essi adunati
mille cinquecento caualli, e due mila fanti se ne vennero a Genoua, oue
arriuati , e fatti gli alloggiamenti vicino alla città nel lito di celebrato
nome di S. Piero d'Arena, il di del Natale di Christo nostro Signore, stettero -
due giorni alle velette, se per ventura la venuta loro cagionasse nella -
citta qualche mouimento; ma perche la diligenzia del Doge non daua
veruna