Libro Primo!
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ſtra città, ma di tutti popoli, che attendeuano alla nauigazione. Tutte
queste cose sono scritte tronche , e spezzate da rozzi scrittori di quei tem
pi, i quali toccando appena le cose con vna parola non narrano, ne le cagioni, -
ne i successi, e fini delle guerre; talche essendo tutte le cose , come ricoperte -
da foltissima nebbia d'ignoranza, appena appariscono, e appena
si possono scorgere da quelli, che le risguardano da lontano, come da vna
gran distanza d'antichita: come ancora siamo al buio di quelle cose, le quali -
ſi dicono con vna sola parola delle spedizioni contro l'Africa, e contra la
città di Tortosa fatte, quella l'anno nouantesimo, e questa l'anno nouantesimo -
terzo. Seguita poi l'istoria ordinata, e connessa de' tempi, e delle cose
noſtre pigliando il cominciameto dell'anno mille nouansei della Christiana -
salute, la quale ora comincierò a narrare, se prima toccherò brieuemen
te quelle cose, che s'appartengono alla religione . La nostra città prese la
vera ce fede, e credeza di Giesu Christo,e la dottrina Christiana da Naza
rio, e da Celso, i quali mandati da gli Apostoli a predicare la legge dell'hu
mana ſalute nella Lombardia, e nelle contrade vicine, sbarcati su la marina -
presso a Genoua, a meno d'vn miglio, entrarono nella città , e dimorati
in essa alcuni giorni sparsero i semi della dottrina celeste; i quali in brieue
nel pio popolo produssero abbondantissimi frutti, i quali furono coltiuati
con somma diligenza, e sollecitudine non perdonante a verune fatiche, da
molti sacri, ed eccellenti Prelati; tra quali fiorirono Romulo, Siro, Felice, e
Valentino, i quali furono chiari per miracoli, che mostrò Iddio per loro, e
per lo perpetuo corso di vita menato con innocenzia, e continenzia, più che
humana, e furono innalzati alle sedie celesti, e beate. Risplende grandemente -
Deſiderio nato in vna villa non lontana dalla città, e per diuina ispi
razione da Lingoni popoli della Gallia, che poi furono detti Burgundi, ò
Borgognoni chiamatò per Vescouo, fù riconosciuto da messi mandati a cer
care il forestiero dal mirac olo del bastone, che fiori, e con la gloria del martirio -
colmò lo splendore de' miracoli. Vengo adesso a raccontare per ordi
ne le cose fatte da Genouesi, alle quali no possiamo dare più chiaro comin
ciamento, che dalla guerra sacra, alla qual guerra quasi tutti Signori d'Eu
ropa concorsero con grandissima prontezza, evi si affaticarono con ardente -
ſtudio, incitati ſolamente da gli ſtimoli della religione, e della gloria. La
prima impreſa ſi fece ad Antiochia, l'eſpugnazione della qual città fù di
lunga fatica, e apportò molti, e graui pericoli , e costò à Christiani molto
sangue; essendo i noſtri tra doppio pericolo di dentro dal presidio potente
per generazione di gente,e per numero, il quale era a guardia di quella cit
ta grande, e forte per natura, e per arte di fuori da innumerabile oste di
Turchi, da quali furono spesse volte assaliti con feroci, e giuste battaglie.
Nella quale espugnazione, è gli altri capitani, e l'altre Christiane nazioni
fecero molte degne proue di fortezza, di coraggio, e di costanzia;ma princi
palmente la virtu, el consiglio de Guiscardi, e de soldati Italiani, che segui
tarono le loro insegne, apparsero in guisa, chè il principato della espugnata -
città grandissima, e di grandissimo nome, che sempre fù capo della Soria,
e per essere lontana dal mare dodici miglia senza più ha tante, e tanto gran
di opport unità di terra, e di mare, e insieme con lei la Signoria delle regioni, -
che gli sono d'intorno, che s'estendono largamente, fu datò a Boemondo -
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