Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Primo!
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ſtra  città,  ma  di  tutti  popoli,  che  attendeuano  alla  nauigazione.  Tutte
queste  cose  sono  scritte  tronche  ,  e  spezzate  da  rozzi  scrittori  di  quei  tem
pi,  i  quali  toccando  appena  le  cose  con  vna  parola  non  narrano,  ne  le  cagioni, -
  ne  i  successi,  e  fini  delle  guerre;  talche  essendo  tutte  le  cose  ,  come  ricoperte -
  da  foltissima  nebbia  d'ignoranza,  appena  appariscono,  e  appena
si  possono  scorgere  da  quelli,  che  le  risguardano  da  lontano,  come  da  vna
gran  distanza  d'antichita:  come  ancora  siamo  al  buio  di  quelle  cose,  le  quali -
  ſi  dicono  con  vna  sola  parola  delle  spedizioni  contro  l'Africa,  e  contra  la
città  di  Tortosa  fatte,  quella  l'anno  nouantesimo,  e  questa  l'anno  nouantesimo -
  terzo.  Seguita  poi  l'istoria  ordinata,  e  connessa  de'  tempi,  e  delle  cose
noſtre  pigliando  il  cominciameto  dell'anno  mille  nouansei  della  Christiana -
  salute,  la  quale  ora  comincierò  a  narrare,  se  prima  toccherò  brieuemen
te  quelle  cose,  che  s'appartengono  alla  religione  .  La  nostra  città  prese  la
vera  ce  fede,  e  credeza  di  Giesu  Christo,e  la  dottrina  Christiana  da  Naza
rio,  e  da  Celso,  i  quali  mandati  da  gli  Apostoli  a  predicare  la  legge  dell'hu
mana  ſalute  nella  Lombardia,  e  nelle  contrade  vicine,  sbarcati  su  la  marina -
  presso  a  Genoua,  a  meno  d'vn  miglio,  entrarono  nella  città  ,  e  dimorati
in  essa  alcuni  giorni  sparsero  i  semi  della  dottrina  celeste;  i  quali  in  brieue
nel  pio  popolo  produssero  abbondantissimi  frutti,  i  quali  furono  coltiuati
con  somma  diligenza,  e  sollecitudine  non  perdonante  a  verune  fatiche,  da
molti  sacri,  ed  eccellenti  Prelati;  tra  quali  fiorirono  Romulo,  Siro,  Felice,  e
Valentino,  i  quali  furono  chiari  per  miracoli,  che  mostrò  Iddio  per  loro,  e
per  lo  perpetuo  corso  di  vita  menato  con  innocenzia,  e  continenzia,  più  che
humana,  e  furono  innalzati  alle  sedie  celesti,  e  beate.  Risplende  grandemente -
  Deſiderio  nato  in  vna  villa  non  lontana  dalla  città,  e  per  diuina  ispi
razione  da  Lingoni  popoli  della  Gallia,  che  poi  furono  detti  Burgundi,  ò
Borgognoni  chiamatò  per  Vescouo,  fù  riconosciuto  da  messi  mandati  a  cer
care  il  forestiero  dal  mirac  olo  del  bastone,  che  fiori,  e  con  la  gloria  del  martirio -
  colmò  lo  splendore  de'  miracoli.  Vengo  adesso  a  raccontare  per  ordi
ne  le  cose  fatte  da  Genouesi,  alle  quali  no  possiamo  dare  più  chiaro  comin
ciamento,  che  dalla  guerra  sacra,  alla  qual  guerra  quasi  tutti  Signori  d'Eu
ropa  concorsero  con  grandissima  prontezza,  evi  si  affaticarono  con  ardente -
  ſtudio,  incitati  ſolamente  da  gli  ſtimoli  della  religione,  e  della  gloria.  La
prima  impreſa  ſi  fece  ad  Antiochia,  l'eſpugnazione  della  qual  città  fù  di
lunga  fatica,  e  apportò  molti,  e  graui  pericoli  ,  e  costò  à  Christiani  molto
sangue;  essendo  i  noſtri  tra  doppio  pericolo  di  dentro  dal  presidio  potente
per  generazione  di  gente,e  per  numero,  il  quale  era  a  guardia  di  quella  cit
ta  grande,  e  forte  per  natura,  e  per  arte  di  fuori  da  innumerabile  oste  di
Turchi,  da  quali  furono  spesse  volte  assaliti  con  feroci,  e  giuste  battaglie.
Nella  quale  espugnazione,  è  gli  altri  capitani,  e  l'altre  Christiane  nazioni
fecero  molte  degne  proue  di  fortezza,  di  coraggio,  e  di  costanzia;ma  princi
palmente  la  virtu,  el  consiglio  de  Guiscardi,  e  de  soldati  Italiani,  che  segui
tarono  le  loro  insegne,  apparsero  in  guisa,  chè  il  principato  della  espugnata -
  città  grandissima,  e  di  grandissimo  nome,  che  sempre  fù  capo  della  Soria,
e  per  essere  lontana  dal  mare  dodici  miglia  senza  più  ha  tante,  e  tanto  gran
di  opport  unità  di  terra,  e  di  mare,  e  insieme  con  lei  la  Signoria  delle  regioni, -
  che  gli  sono  d'intorno,  che  s'estendono  largamente,  fu  datò  a  Boemondo -

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