Dell'Istorie di Genoua,
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Serezzana furono poſti in possessione della città di Serezzana, e delle tere -
di Castel nuouo, di Falcinello , di S. Stefano, della fortezza di Sarza
nello, del Caſtello di ferma fede, pagato il prezzo de gli apparecchiamenti -
da guerra , che furono trouati nelle fortezze, e le douute paghe a
Caſtellani, e a soldati. Al dominio di Serezzana s'aggiunse ancora quel
di Liuorno donato dal Bonciart al comune, al quale nondi meno i Genouesi -
pagarono le ſpeſe fatte nel reſtaurare la terra, e nel guardarla, le
quali ascesero alla somma di venti ſei mila fiorini d'oro. Intorno al fine
del meſe d'Ottobre, cadde dal Cielo tanta copia d'acqua, che in molti
luoghi gittò per terra gran pezzi delle mura della città, e d'altri edifici, e
guaſtò ancora, e rouinò le cauerne, e condotti sotterranei, e le fogne.
Quell'anno fù ordinato il magistrato di San Giorgio, e introdotta in Genoua -
quasi vn altra Republica, e la cagione, el nascimento di tal cosa fù
questo. Perche era di bisogno fare continoue spese nelle guerre, e nelle
armate, che si spediuano, e in altre cose, che le bisogne della Repub. di
necessità richiedeuano, era di mestiero spesse fiate, perche il comune non
haueua danari, pigliarne in preſto da gl'huomini priuati, i quali erano
fatti cauti, e sicuri con dar loro in pegno l'entrate publiche; e delle medesime -
entrate si pagaua a creditori il frutto de' danari prestati, il quale
era vario , e'l capitale si diuideua in luoghi, o porzioni , le quali vollono,
che fuſſero di cento lire l'una, si che chi haueua prestato mille lire, hauesſe -
ſopra l'entrate dieci porzioni, e per ciascuna di esse riscoteua ogni anno -
certo interesse; e a ciascuna rendita impegnata era dal publico prepoſto -
certo numero di cittadini, che fatto il conto del credito, e de frutti
dell'entrate, pagaua ogn'anno a creditori il debito interesse fedelmente;
ma perche impegnandoſi di mano in mano l'una entrata ſopra l'altra
(che cosi era forza fare rispetto al bisogno del publico) la cosa crebbe in
infinito, e perche era di mestieri preporre certo numero di cittadini sopra
ciascuna entrata impegnata, e tanta moltitudine generaua confusione,
queste membra sparte furono raccolte insieme, e riunite in vn corpo, a
cui fù preposto vn magistrato d'ottò huomini; il quale lasciato i vecchi
nomi, co' quali erano distinte l'entrate fra di loro, fù chiamato di San
Giorgio ; e gli fù dato di più questa autorità, che non s'eleggesse più dal
publico, come s'era fatto per l'addietro, ma fusse creato ogni anno da cre
ditori solamente, e da partecipi dell'entrate impegnate, il quale non fusſe -
in coſa veruna soggetto a Rettori della città, e al palagio, ne dependeſſe -
da loro, ma haueſſe la sua ſtanza ſeparata, e suoi consigli separati
dalla Republica, e senza cercare il parere del consiglio vniuersale della
città, ma conuocato l'altro consiglio fatto solamente di partecipi, diliberaſſe -
delle coſe loro a ſuo arbitrio, e quello che fusse ordinato s'intendesse -
essere di ragione, e tutti partefici fussero tenuti osseruarlo; e li Rettori -
della città prima, che prendessero l'uficio fussero sforzati giurare (ilche
s'è osseruato sempre) di non toccare le cose di San Giorgio, ne diminuire
punto delle sue ragioni. E questo corpo de' participanti, nascendo ogni
di nuoue neceſsità l'una sopra l'altra d'impegnare i beni del publico, e
cresciuto in numero infinito, e la dignità, e potenza sua ha preso ogni di
maggiore vigore, perche gli è ſtato data la ſignoria dell'Isola di Corsica -