Libro Primo.
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etano nomati consoli, il cui reggimento senza variar mai fuor di numero
durò circa 300. anni, sinò a che l'ambizione de cittadini, e le contese furono -
cagione di chiamare nella città vn podestà forastiero, come si vedrà a
suo luogo. Il primo Conte fù Ademaro, a cui da Pipino fù dato carico di
difendere le marine d'Italia dall'impeto, e rubbameti de' Saracini, che haueuano -
occupato l'Isole di Corsica , e di Sardigna, che sono poste in quel
mezo. Sotto la condotta, e gouerno di questo Conte, i Genouesi armarono -
vna grande, e potente armata, con la quale fecero vna gran prodezza, e
vna proua molto noteuole, perche cacciarono i Saracini di Corsica, e reca
rono quella Isola sotto la Signoria del popolo Genouese; e Pontefici Roma
ni dipoi, per hauerla acquistata con l'arme gli confermarono la possessione
di loro autorità. Ma l'anno 936. della Christiana salute fù a questa città
funesto, e doloroso; percioche i Saracini colto il tempo, che l'era quasi vota -
di difenditori, che erano vsciti armati a certa speditione, l'assalirono, la
presero, la poſero a ſacco, l'abbrucciarono, e la distrussero, e parte ammaz
zarono la gente disutile, parte menarono in cattiuità. Si dice, che tal cosa Di questa
fontana
fù prima pronosticata, perche apparue a Genoua vna fontana vicina al che gittò
sangue fa
mare, e al luogo, oue oggi è fatto il molo, la qual pochi giorni innanzi git- menzione
il Malespitò -
tanta copia di sangue, che traboccando sopra le riue inondò le piazze
ni, e Gio.
Villani.
vicine della città. Il volgo s'e compiaciuto sempre di cotali miracoli, à me
non fa di mistiero, ne confermarlo, ne derogargli fede . I Genouesi dipoi fecero -
aspra vendetta dell'ingiuria riceuuta, e della crudeltà de' barbari, per
che ritornati dall'espedizione, e ardendo di dolore della patria rouinata,
e delle mogli, e de figliuoli , e de padri ammazzati, e menati in seruitù, seguitarono -
l'orme de. Saracini, che ſe n'andauano, gli rigiunsero all'isole Bu
sinarie, dette oggi l'Asinara, non lontano dalle marine della Sardigna, gli
vinsero in battaglia; e sfogarono tutta la rabbia de gli animi loro; perche
molti pochi furon quelli, che scamparono dalle mani de' vincitori, e tutti
gli altri furono, come altrettante pecore ammazzati, sfogata adunque l'ira, -
e l'odio con la morte de barbari ritornarono nella patria, menandone
seco i legni de nimici presi insieme co' prigioni liberati. Fù anche molto no
tabile l'anno 50. del medesimo secolo, nel quale Berengario terzo, e Alber
to suo figliuolo, che eranò Re d'Italia per vn loro priuilegio dato in Pauia,
la qual città all'ora era la sedia delli Re, confermarono a Genouesi la posses
sione di tutti gli statije luoghi, che possedeuano, e insieme approua rono i
loro magiſtrati, le leggi, e gl'ordini. Fù molto memoreuole l'anno 15. sopra
il millesimo, nel quale i Genouesi, è Pisani congiunte l'arme insieme presero -
l'Isola di Sardigna , e fatto prigione Muſatto Re de' Saracini, che col rimanente -
della preda toccò a Genouesi, e lo mandarono a Cesare. Nel raccon
tare questa impresa sono molto differenti fra di loro gli annali nostri, e quei
de' Pisani: percioche quelli raccontando la cosa più largamente, dicono que
sta esser stata la quarta spedizione fatta in Sardigna contra al Re Musatto,
pigliando il cominciamento della Istoria dal quinto anno di quel secolo;
nel quale dicono, che i Pifani primieramente indotti dalla speranza di gran
dissimi premi, e dalle bolle del Pontefice Romano, per le quali esortaua i
popoli Chriſtiani, che haueuano forze maritime a cacciare i Saracini di
Sardigna col donar loro quella nobile Isola, assalirono la Sardigna; ma
che l'impreſa riuſci vana, perche i Piſani furono richiamati a caſa pe¬C -
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