Full text : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Nono.
395
i  Pisani  ſi  leuarono  con  gran  romore  contra  Gabbriello  Visconti,  e  lo
cacciarono  della  signoria  della  città,  tutto  che  non  potessero  hauere  le
fortezze.  La  qual  coſa  conoscendo  il  Bonciart  douere  essere  molto  graue, -
  enoioſa  al  suo  Re,  che  teneua  protezione  del  Viſconte,  ſe  n'andò  ſubitamente -
  a  Liuorno  con  vna  galea,  e  vna  galeotta,  ed  esortò  i  Pisani  a
richiamare  Gabbriello  nella  città,  e  riconoscerlo  per  loro  signore;  e  perche -
  essi  non  vollero  consentire,  il  Bonciart  perciò  sdegnato  mise  mano  a
impedire  loro  le  vettouaglie;  la  quale  impresa  gli  costò  cara,  che  la  sua
galea,  che  per  tal  cagione  era  entrata  nel  fiume  d'Arno,  fù  da  Pisani  prela -
  insieme  con  vn  figliuolo  d'un  suo  fratello,  e  alcuni  Genouesi  de  principali -
  della  città,  onde  il  Vicario  istigato  da  questo  successo  indusse  il  Vi
sconte  a  vendere  la  città  di  Pisa  a  Fiorentini,  e  dare  a  lui  la  terra  di  Liuorno, -
  e  a  Fiorentini  fu  dal  Visconte  data  la  fortezza;  ma  essi  furono  si
mal  curanti  nel  guardarla,  che  con  gran  marauiglia  di  tutti,  sei  giorni
doppo  ne  furono  da  Pisani  cacciati.  Il  Vicario  veggendo  di  non  fare  alcun -
  frutto  se  ne  tornò  a  Genoua,  e  trouò  la  città  da  gran  peste  afflitta,  e
perche  la  incrudeliua  ogni  di  più,  egli  e'l  Pontefice  furono  sforzati  vscirsi
di  Genoua,  e  cittadini  ancora  abbandonata  la  città  s'erano  alle  lor  ville
ridotti.  Il  Pontefice  andò  a  Sauona,  e  quindi  al  Finale,  e  dipoi  a  Monaco, -
  e  a  Nizza,  e  finalmente  ſe  ne  tornò  a  Marsilia  essendo  dimorato  alcuni -
  giorni  in  tutti  questi  luoghi.  In  questo  mezzo  i  Fiorentiui  strinsero  la
città  di  Pisa  con  forte  assedio,  e  vn  mese  doppo  che  furono  cacciati  della
fortezza  hebbero  la  città  per  tradimento  per  opera  di  Giouanni  Gambacorta -
  Gouernatore  de  Pisani  corrotto  da  loro  con  prezzo  di  cinquanta -
  mila  ſcudi,  che  introdusse  dentro  l'esercito  loro,  ed  hebbero  tutte  le
fortezze  de'  Pisani,  fuor  che  Liuorno,  che  sempre  fù  tenuto  dal  Bonciart,
che  l'haueua  hauuto  dal  Visconte.  Questo  anno  mori  in  Roma  Innocen
zio,  l'uno  de  Papi,  nel  cui  luogo  successe  Agnolo  Cornaro  Viniziano  durando -
  ancora  nella  Chieſa  lo  ſciſma,  che  all'ora  vegghiaua  più  che  mai,
e  l'uno,  e  l'altro  Pontefice  fingeua  d'hauere  disiderio,  che  le  cose  s'assettassero; -
  e  per  questa  cagione  si  mostrauano  pronti  a  parole  di  rinunziare
il  Pontificato,  ma  in  effetto  l'uno,  e  l'altro  era  lontanissimo  da  tal  pensiero. -
  L'anno  settimo  di  quel  secolo,  è  molto  memorabile  perdue  cose,  che  1407
s'accrebbe  l'Imperio,  e  s'allargarono  i  confini  de'  Genouesi,  e  fù  ordinato -
  il  magiſtrato  di  San  Giorgio.  I  Serezzanesi  vedendo,  che  Gabbriello
Visconti  loro  signore  non  haueua  forze  sufficienti  a  difendergli  da  Fiorentini, -
  il  cui  nome  non  poteuano  sentire,  ottennero  di  poter  prouuedere
a  ſe  ſteſsi  ,  e  alle  coſe  loro,  e  rimaſti  padroni  di  se  stessi  diliberarono  di
darsi  in  protezzione,  e  sotto  il  dominio  de  Genouesi,  e  per  tal  cagione  i
Genoueſi  mandarono  a  Serezzana  Franceſco  Giuſtiniano  huomo  di
grande,  e  suegliato  ingegno,  e  fra  lui,  e  Serezzanesi  (intraponendosi  Antonio -
  Marcheſe  di  Mulazzo,  come  arbitro,  e  amico  comune)  si  conchiuse
l'accordo,  che  essi  si  sottoponessero  alla  signoria  de  Genouesi,  e  per  pigliare -
  la  possessione  di  questa  città  andarono  subito  da  Genoua  Guglielmo -
  Medullio  Franceſe  Capitano  della  riuiera  di  Leuante,  e'l  medesimo
Franceſco  Giuſtiniano,  che  haueua  pattuito  co'  Serezzaneſi,  e  Carlo  Lomellino, -
  i  quali  da  M.  lacopo  Mercante  Dottore  in  Legge  Podestà  di
Serez-
            
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