Libro Nono.
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i Pisani ſi leuarono con gran romore contra Gabbriello Visconti, e lo
cacciarono della signoria della città, tutto che non potessero hauere le
fortezze. La qual coſa conoscendo il Bonciart douere essere molto graue, -
enoioſa al suo Re, che teneua protezione del Viſconte, ſe n'andò ſubitamente -
a Liuorno con vna galea, e vna galeotta, ed esortò i Pisani a
richiamare Gabbriello nella città, e riconoscerlo per loro signore; e perche -
essi non vollero consentire, il Bonciart perciò sdegnato mise mano a
impedire loro le vettouaglie; la quale impresa gli costò cara, che la sua
galea, che per tal cagione era entrata nel fiume d'Arno, fù da Pisani prela -
insieme con vn figliuolo d'un suo fratello, e alcuni Genouesi de principali -
della città, onde il Vicario istigato da questo successo indusse il Vi
sconte a vendere la città di Pisa a Fiorentini, e dare a lui la terra di Liuorno, -
e a Fiorentini fu dal Visconte data la fortezza; ma essi furono si
mal curanti nel guardarla, che con gran marauiglia di tutti, sei giorni
doppo ne furono da Pisani cacciati. Il Vicario veggendo di non fare alcun -
frutto se ne tornò a Genoua, e trouò la città da gran peste afflitta, e
perche la incrudeliua ogni di più, egli e'l Pontefice furono sforzati vscirsi
di Genoua, e cittadini ancora abbandonata la città s'erano alle lor ville
ridotti. Il Pontefice andò a Sauona, e quindi al Finale, e dipoi a Monaco, -
e a Nizza, e finalmente ſe ne tornò a Marsilia essendo dimorato alcuni -
giorni in tutti questi luoghi. In questo mezzo i Fiorentiui strinsero la
città di Pisa con forte assedio, e vn mese doppo che furono cacciati della
fortezza hebbero la città per tradimento per opera di Giouanni Gambacorta -
Gouernatore de Pisani corrotto da loro con prezzo di cinquanta -
mila ſcudi, che introdusse dentro l'esercito loro, ed hebbero tutte le
fortezze de' Pisani, fuor che Liuorno, che sempre fù tenuto dal Bonciart,
che l'haueua hauuto dal Visconte. Questo anno mori in Roma Innocen
zio, l'uno de Papi, nel cui luogo successe Agnolo Cornaro Viniziano durando -
ancora nella Chieſa lo ſciſma, che all'ora vegghiaua più che mai,
e l'uno, e l'altro Pontefice fingeua d'hauere disiderio, che le cose s'assettassero; -
e per questa cagione si mostrauano pronti a parole di rinunziare
il Pontificato, ma in effetto l'uno, e l'altro era lontanissimo da tal pensiero. -
L'anno settimo di quel secolo, è molto memorabile perdue cose, che 1407
s'accrebbe l'Imperio, e s'allargarono i confini de' Genouesi, e fù ordinato -
il magiſtrato di San Giorgio. I Serezzanesi vedendo, che Gabbriello
Visconti loro signore non haueua forze sufficienti a difendergli da Fiorentini, -
il cui nome non poteuano sentire, ottennero di poter prouuedere
a ſe ſteſsi , e alle coſe loro, e rimaſti padroni di se stessi diliberarono di
darsi in protezzione, e sotto il dominio de Genouesi, e per tal cagione i
Genoueſi mandarono a Serezzana Franceſco Giuſtiniano huomo di
grande, e suegliato ingegno, e fra lui, e Serezzanesi (intraponendosi Antonio -
Marcheſe di Mulazzo, come arbitro, e amico comune) si conchiuse
l'accordo, che essi si sottoponessero alla signoria de Genouesi, e per pigliare -
la possessione di questa città andarono subito da Genoua Guglielmo -
Medullio Franceſe Capitano della riuiera di Leuante, e'l medesimo
Franceſco Giuſtiniano, che haueua pattuito co' Serezzaneſi, e Carlo Lomellino, -
i quali da M. lacopo Mercante Dottore in Legge Podestà di
Serez-