Libro Nonol l
347
che Antoniotto huomo di natura diuerſa dal Montaldo, non fosse seco pei
molte cagioni adirato nel tempo della ſua creazione ſi vſci della città;
el Marcheſe del Finale lo ritenne per cammino, e nel principio dell'anno -
seguente per acquistarsi la grazia del gouernante con maluagio esem 1385
plo lo diede nelle mani all'Adorno, ed egli lo rinchiuſe nella carcere della -
rocca a Lerici. Era Antoniotto huomo di grand'animo, e dedito a gran
di impreſe, e molto disideroſo d'allargare la fama del ſuo nome, alla
qual cosa diede opportunità Vrbano seſto Papa aſſediato in Nocera da
Carlo Re di Napoli. Egli dunque riuolse il viuace ingegno, e nimico
dell'ozio, che allora era grandissimo in Genoua, che era del tutto libera
da mouimenti ciuili; e dalle ſpedizioni ſtraniere, à vn pensiero di gran
28
difficoltà, e di grande splendore di liberare il Pontefice dalle mani del
Re Carlo, ſperando oltre la gloria, e la lode della pietà d'hauer liberato
il Santo Vicario di Criſto delle mani del fierissimo nimico, conseguirne
doppio frutto, e di arricchire la città con tirare in essa la corte Romana,
e teneruela ad abitare lungamente, ed essersi intramesso, come arbitro insieme -
con altri grand'huomini à tor via lo ſciſma, dal quale all'ora le coſe -
della Chieſa erano molto trauagliate, la qual cosa gli sarebbe stata orreuole, -
e glorioſa. Per tal cagione dunque mandò nel regno di Napoli
dieci galee guernite di turte le coſe sotto'l gouerno di Clemente di Fazio,
il quale con l'aiuto de gli Orsini, famiglia molto potente liberato dalle
mani de gli aſſediatori il Pontefice con gran parte de Cardinali, e della
corte Romana, lo condusse sano, e saluo a Genoua, e con esso ancora furon -
condotti sei Cardinali sciſmatici partecipi della congiura fatta contro -
al Pontefice, e fautori della parte contraria, cinque de quali per ordine -
del Pontefice rinchiusi,e legati in tanti sacchi furon con brutto, e miſerabile -
ſpettacolo ſommerſi in mare, e l'altro di nazione Ingleſe a prieghi -
de' nobili di quel Regno fù liberato. L'Adorno s'affaticò grandemente -
d'esser fatto vno de gli arbitri eletti ad assettare le coſe dello ſciſma, -
e perche non l'ottenne, nacque perciò sdegno fra di loro, e'l Pontefice -
intorno al fine del seguete anno ottantesimo sesto di quel secolo, per¬ 1386
che egli, e l'Adorno non si diceuano in coſa veruna, si parti da Genoua,
e n'ando per mare a Lucca, poiche fù dimorato in Genoua più d'un anno, -
ed hebbe pagato il debito, che egli haueua co Genouesi per le spese
fatte nell'armata, e per la cui cagione haueua dato loro in pegno la terra -
di Corneto con dare al comune in pagamento per la sourana ragione -
della ſacroſanta podeſtà ſopra beni della Chieſa il Caſtello, e la villa
della Pietra, la terra di Toirano, e alcune ville del Vescouado d'Albenga, -
la villa Berzezi, e la rocca del Veſcouado di Noli, la terra di Spotorno, -
e la fortezza, e alcune altre ville di nome scuro del Veſcouado di Sauona. -
Il comune in quei tempi aggiunse anche al dominio suo Lerma,
Caſtello, il quale comperò a contanti da Madonna Violante figliuola di
Branca Leone d'Oria, e moglie di Donino della medesima famiglia. Dop
po la partita del Pontefice nel principio dell'anno seguente ottantesimo 1387
settimo di quel secolo, si scoperse vna congiura fatta contro al Doge, il
quale insino a quel tempo non haueua hauuto nella città trauaglio veruno,e -
Francesco, Raffaello, e Lionardo Giustiniani fratelli di Garibaldo,
che