Libro Nono.I
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brieue ſpazio di tempo era ſtato fortificato, ordinarono di combatterlo,
e s'apparecchiarono di ſpezzar le porte, e metterui fuoco, e da principio
le guardie fecero franca difeſa; ma finalmente, perche il numero de gli
assalitori ogni ora creſceua, il Doge conoſcendo di non potere contraſtare -
a tanta moltitudine, cedendo il palagio a gli auuersari, si ritirò per occulti -
tragetti nella Chieſa di S. Lorenzo, e poco ſtante montato ſopra vna
barchetta, s'uſci della città, lasciato quel prencipato, sotto l quale s'eran
fatte tante nobili impreſe. Ma la medeſima ambizione, che haueua vniti -
fra di loro i nimici del Guarco, e cacciato lui del prencipato, e della
patria gli fece venire a differenza, e quistione fra di loro; percioche occupato -
il palagio ſi diuisero in due parti, el Montaldo co principali del
popolo ſi riduſſe nella ſtanza da baſſo, che era aſſegnata per abitazione a
gli Abbati del popolo, e cominciò a trattare d'eleggere il nuouo Doge.
Ma l'Adorno occupata: la parte di sopra accompagnato da grandissimo
numero di ſeguaci, e d'huomini della baſſa plebe, che gridauano lui per
Doge, ſi poſe nella ſedia Ducale, e preſe lo ſcettro, e l'altre insegne del
prencipato; e'l Fregoso era d'accordo con lui, ò per all'ora non gli contradiceua, -
e la moltitudine tanto quella, che era nel palagio, quanto quella,
che discorreua per tutta la città, con gran gridi, e lieti plauſi; e suoni di
campane delle sagre Chiese, andaua gridando Doge Doge: ma quelli, -
che erano col Montaldo facendosi beffe dello strepito di questi tumulti, -
ammonito Antoniotto in vano, che veniſſe insieme con gli altri al consiglio -
conuocato per l'elezzione del Doge, elessero Federigo Pagana cittadino -
di buon esemplo, e quieto di natura. Ma Antoniotto vdita queſta -
coſa diſceſe a baſſo co ſuoi, minacciando di dare la morte à Federigo;
onde egli per ſottrarsi al furor loro rifiutato il prencipato si ritirò nelle
caſe ſue priuate, e'l simigliante fecero il Montaldo, e gli altri cittadini lasciato -
in possessione del palagio Antoniotto. Tuttauia il Montaldo non
s'abbandonò; ma come huomo forte, e di molta ſperienza, il giorno ſeguente -
accompagnato da vna ſceltà ſchiera di ſeſsanta huomini armati
entrò nella Chieſa di Santo Siro, e chiamati i principali cittadini a consiglio, -
i quali indotti dall'autorità di lui concorsero in gran numero, e stimolati -
dall'odio, che portauano all'Adorno; perche haueua hauuto ardimento -
d'occupare il prencipato senza l'ordine del consiglio per opporgli -
vn huomo, il cui animo fosse vguale a tanta altezza, elessero Doge il
medeſimo Montaldo, il quale non rifiutò tal dignità, ne ſe ne moſtrò pun
to ſchiuo; ma si protestò, che prendeua il prencipato per acchetare i tumulti, -
e per riformare la Republica; ma che quietate le cose, e ridotta la
città in tranquillo stato, non era per tenerlo più, che per lo spazio di sei
mesi, e furono mandati huomini a posta a ordinare ad Antoniotto da
parte del consiglio, che douesse cedere il prencipato al Montaldo, creato
Doge legittimamente. Non fù a gran pezzo in Antoniotto tanta oſtina
zione nel ritenere il prencipato, quanto era stato l'ardimento in occuparlo: -
percioche egli sprezzate le parole della moltitudine, che si sforzaua
di ritenerlo, s'attenne a consigli de gli amici graui,e prudenti, che lo consigliarono -
a cedere. Egli dunque cedè senza contrasto, di che in vn huomo -
di tal natura molti si marauigliarono; e al Doge Lionardo, il quale
venne