Full text : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'Istorie  di  Genoua,
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maluagio,  e  duro  proponimento,  offerendo  tali  condizioni  di  pace,  che
furono  rifiutate  da  gli  orecchi  di  tutti,  perche  toglieuano  a  Viniziani
ogni  coſa  eccetto  la  vita  ,  e  quella  anche  voleuano  ,  che  riconoscessero
dalla  benignità  lorò.  Ma  quanto  sia  al  vero  simigliante,  che  i  Viniziani
perduta  Chioggia,  e  afflitti  da  tante  rouine,  e  sopraſtando  loro  di  più
tanti  spauenti  per  mare  ,  e  per  terra  ,  e  oltre  a  ciò  essendo  loro  impedita
ogni  via  d'hauere  vettouaglie,  non  piegassero  gli  animi  a  chiedere  la  pace, -
  il  che  i  medesimi  Viniziani  hanno  fatto  alcune  altre  volte  per  più  leg
gieri  cagioni  ,  lo  lascio  giudicare  a  gli  altri  :  e  questo  ancora  non  è  meno
discordante  dalla  verita,  che  i  Viniziani  s'arrischiassero  a  rimettere  vna
coſa  di  tanta  importanza  nell'arbitrio  d'un  Re  nimico,  che  battagliaua,  e
loro,  e  la  città  loro  ;  e  col  quale  haueuano  tante  cagioni  di  nimicizie  per
le  tante  ingiurie  fatte  si  fra  loro  in  ogni  tempo,  e  per  tante  città  toltesi
l'un  l'altro  a  vicenda  :  si  come  questo  ancora  è  alieno  dalla  ragione,  che'l
Re  non  disideraſſe  più  toſto,  che  i  Viniziani  per  le  cagioni  ,  che  habbiamo -
  dette,  fossero  da  cotanti  mali  oppressi  :  accioche  essendo  consumati,
e  indeboliti,  egli  poi  potesse  più  ageuolmente  abbattergli  ,  e  sforzargli  a
rendere  alla  corona  d'Vngheria  i  luoghi,  che  teneua  no  ,  che  hauere  cercato -
  di  solleuargli  ,  e  di  sottrargli  da  tanti  pericoli.  I  Viniziani  dunque,
perche  le  coſe  loro  afflitte,  e  rouinate  richiedeuano  vn'huomo,  in  cui
fosse  l'animo  vguale  a  tanto  peso,  non  hauendo  verun'altro  più  acconcio
che  Vittor  Pisani,  cedendo  l'inuidia,e  le  mormorazioni  a  bisogni  del  comune, -
  trattolo  di  prigione  lo  crearono  Capitano  Generale  con  marauigliosa -
  letizia  del  popolo;  al  quale  si  dice  essere  stato  tanto  caro,  e  accetto, -
  che  essendo  egli  ancora  in  carcere  molti  citati  non  voleuano  comparire -
  a  farsi  scriuere  soldati  ,  e  diceuano  palesemente,  che  non  erano  mai
per  sostenere  d'andare  alla  guerra  sotto  altro  Capitano.  Oltre  a  questo
mandarono  ambaſciadori  à  Bernabò  Prencipe  di  Milano  a  pregarlo,  che
in  questi  loro  suenturati  accidenti  volesse  soccorrergli,  e  come  essi  arriuarono -
  a  Milano  intromeſsi  a  Bernabò,  ſi  dice,  chel  capo  loro  parlò  in
„questa  forma.  Noi  condotti  oggi  allo  stremo,  e  da  terra,  e  da  mare  con
„ſtretto  assedio  circondati,  essendoci  chiusa  ogni  via  d'hauer  vettoua-„glie -
  da  mare,  e  da  terra  ,  e  quasi  prese  dal  nimico  le  mura  istesse  di  Vi-„negia -
  (percioche  la  noſtra  città  non  ha  altre  mura,  che  l'argine,  che  gli
„è  dinanzi,  e  propugnacoli,  e  baſtioni  da  noi  vltimamente  in  esso  fatti,
„tra  quali  il  più  gagliardo  è  Chioggia  ora  da  nostri  nimici  espugnata,
„noi  dunque  da  tante  afflizzioni  oppressi  ricorriamo  all'aiuto,  e  alla  mi¬„sericordia -
  di  voi,  dignissimo  Prencipe,  la  qual  sola  puo  trarci  di  gola
„del  fierissimo  nimico,  e  saluarci  dalla  vicina  morte;  il  quale  aiuto  li  chie
„deremmo  con  maggiore  rispetto,  se  nel  porgerlo,o  nel  negarlo  n'andas-„ſe -
  meno  della  fede,  della  tama,  e  della  riputazione,  e  finalmente  del-„l'utilità -
  voſtra,  che  della  ſalute  noſtra:  percioche  noi  ſoli  non  ci  ſarem¬„mo -
  ſottomeſsi  a  tanto  carico,  se  non  fidati  nella  ſperanza  de  gli  aiuti,  e
„della  compagnia  voſtra  confermata  con  patti,  e  con  solenne  giuramen
„to,  e  oltre  a  questo  offertaci  da  voi  tanto  amoreuolmente  ,  e  con  tanta
„larghezza,  quando  vedeuamo,  che  i  Genouesi  nostri  perpetui  nimici
„haueuano  congiunto  l'arme  co  Prencipi  potentiſsimi  noſtri  vicini,  e
harem¬
            
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