Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Ottauo.
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della  Republica  Genoueſe,  ma  d'Andronico  Imperadore  facendo  sembiante -
  di  guerreggiare  a  ſuo  ſoldo  l'Iſola  di  Lemno  nomata  oggi  Stalimene, -
  la  quale  da  Viniziani  pochi  anni  innanzi  ſotto  preteſto  d'essere  ſta
ti  in  molti  modi  oltraggiati  da  Greci  abitatori  di  quellIsola,  era  ſtata  tol
ta  all'Imperio  di  Goſtantinopoli,  e  cheli  Genouesi  cresciuti  d'animo  per
questo  successo  ſi  ritirarono  a  Pera,  e  quiui  compierono  il  numerò  di  ven
ti  due  galee,  e  con  esse,  e  con  due  grosse  naui  tratte  del  porto  di  Gostantinopoli, -
  andarono  all'Isola  di  Tenedo,  ed  essendoui  presente  Andronico
vſando  il  medeſimo  preteſto  di  guerreggiare  per  lui  cominciarono  a  bat
tagliare  la  fortezza;  ma  limpreſa  riuſci  vana,  perche  i  Viniziani  ſi  dife
ſero  con  gran  franchezza.  In  queſto  mentre  in  Vinegia  fù  poſta  in  punto -
  vn'armata  di  quattordici  gulee,  e  spedita  contra  Genouesi  a  condotta -
  di  Vittor  Piſani,  il  quale  vſcito  fuori  del  golfo  di  Vinegia  costeggiando -
  le  riuiere  del  mare  sotto,  scorrendo  quasi  tutta  l'Italia  quanto  è  lunga
non  trouando  veruno  intoppo  voltatò  a  dietro  si  fermò  ad  Anzo,  e  Genoueſi -
  gli  mandarono  contra  Lodouico  del  Fiesco  con  dieci  galee.  Questi
più  cupido,  che  consigliato  mise  la  persona  sua,  e  la  Republica  in  graue
pericolo;  percioche  tutto  che  haueſſe  tanto  minori  forze,  tuttauia  hebbe
ardire  di  tentare  la  fortuna  della  battaglia,  la  quale  non  fù  lunga;  ma  fù
infelice  à  Genouesi,  che  i  nimici  presero  sei  loro  galee,  e  l'altre  quattro  si
ſottraſſero  dal  pericolo  fuggendo;  e  Lodouico  portò  le  pene  della  sua
follia;  perche  fù  preſo,  e  insieme  con  alcuni  de  principali  della  città  fù
mandato  a  Vinegia,  e  quiui  incarcerato.  Ma  le  quattro  galee,  che  scamparono -
  della  rotta,  furono  spacciatamente  rimesse  in  assetto,  e  guernite
di  tutte  le  coſe,  tre  delle  quali  a  condotta  di  Pietro  Picconi  huomo  di  valore, -
  e  di  grande  ſperienza,  e  nome  nelle  coſe  di  guerra  furono  mandate
nel  golfo  di  Vinegia  per  infestare  con  le  correrie,  e  saccheggiamenti  le
riuiere  de  Viniziani;  e  l'altra  fù  mandata  per  guardia  a  Famagoſta,  che
in  quel  tempo  era  combattuta,  e  stretta  con  feroci  assalti  dal  Re,  e  dalle
naui  Viniziane  mandate  là  per  altre  cagioni;  la  quale  istoria  soggiugnerò -
  poi,  quando  harò  esposto  alcune  cose,  che  ſeguirono  innanzi.  Percioche -
  nel  medesimo  tempo,  che  tra  Viniziani,  e  Genouesi  seguiuano  queste
coſe  per  mare,  il  dominio  di  queſti,  e  di  quelli  ardeua  di  guerra;  che  da
vna  parte  il  Carrara  con  le  genti  sue,  e  del  Re  Lodouico;  dall'altra  l'oste
del  Patriarcha  d'Aquileia  entrata  dentro  a  confini  de  Viniziani  riempieuano -
  ogni  coſa  d'arsioni,  e  di  rouine,  di  prede,  e  d'ammazzamenti  g  e  fra
tanto  il  dominio  de'  Genouesi  ancora  ſentiua  mali  non  punto  minori  di
questi;  perche  i  Marchesi  del  Carretto  a  persuasione  di  Bernabò,  e  de  Viniziani -
  occuparono  Caſtelfranco,  Noli,  e  Albenga,  la  qual  città  fù  loro
da  Bartolomeo  Visconti  ,  che  v'era  Podeſtà,  data  nelle  mani:  ma  egli  alcuni -
  anni  dipoi  pagò  le  pene  molto  graui  del  ſuo  tradimento,  che  presda -
  Genouesi  fù  con  tanaglie  rouenti  sbranato.  Ritorno  ora  ad  esporre
l'oppugnazione  di  Famagoſta,  e  le  cagioni  di  essa.  Bernabò  Visconti,  haueua -
  maritato  vna  figliuola  al  Re  Pietro,  la  quale  mandò  a  Vinegia  hauendo -
  ottenuto  da  Viniziani  ſei  galee,  perche  la  conducessero  in  Cipri;  e
per  questa  cagione  vennero  a  Vinegia  cinque  galee  Cipriane.  Gli  annali -
  Genoueſi  dicono,  che  le  galee  Viniziane  furono  sette,  e  altrettante  Catelane, -

            
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