DellIſtorie di Genoua,
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della miſera città: la onde che non ſi doueua in verun modo rifiutare il
rimedio de mali, che non ſperauanò poter ritrouare fra loro, e però bi
sognaua proccurarlo di fuori, poiche era mandato loro per diuina ordinazione; -
ma che questo partito non era per hauer alcuno buon effetto, se
non si daua liberamente a quel sauio, e ottimo Prencipe la signoria di tutte -
le coſe, e'l reggimento della città; e che in niun'altra guiſa ſi poteuano
fermare le cose, che tendeuano alla rouina. Adunque i Genouesi stimando -
all'ora, che il ſeruaggio, il quale nelle ſtreme rouine suol essere l'ultimo
de mali, foſse sola rocca, e coionna della salute loro, gli diedero la lignoria
della città per vent anni, e'l popolo congregato nella piazza di Sarzano
giuro obbedienza all'Imperadore. Ed egli nel principio del seguente an¬1312 -
no duodecimo di quel secolo, lasciato suo Vicario in Genoua Vguccione
da Faggiuola huomo in quel tempo di gran nome nelle cose di guerra ripreſo -
l'incominciato cammino, e visitata prima la città di Pisa, e quiui
ancora riformate le coſe, che erano in disordine, paſsò a Roma, e riceuuta -
la corona, ritornò a Pisa, e facendo disegnoddi muouer guerra, al Re
Ruberto, e a gli altri rubelli dell'Imperio comandò a Pisani, e a Genouesi,
che mettessero in punto quanto maggior armatalpotessero. IGenouesi
furon pronti a obbedire, e creato Ammiraglio Lamba d'Oria chiaro per
la fresca vittoria di Curzola, cominciarono à prepararsi con gran diligenza; -
ma l'incominciato corso di cosi gran disegni fu interrotto dalla subita -
morte di quell'ottimo Prencipe: seguita in Buonconuento: el Faggiuola -
poco di poi ſe n'andò a Piſa chiamato da Piſani per Capitano della
guerra da muouersi contra Lucchesi. Per la morte d'Arrigo, la maiestà del
cui nome solamente baſtaua a raffrenare l'ingorde voglie, che si risentiuano -
delle pazze parti, e per la partita del Faggiuola, i Genouesi liberati
da ogni riſpetto tornarono à modi vſati; e rinouarono le contese, è le guer
re ciuili con maggiori mouimenti di prima, le quali indebolirono di sorte
le forze della miſera città, che per fatale rabbia correua alla propia rouina; -
e del potente popolo, che quelli, che haueuano disteſo la signoria
loro ne regni lontanissimi, e riuiere molto remote, e haueuano espugnato,
e difeso potenti città; e)Isole contra l'impeto de Prencipi grandissimi, e
haueuano poſto ſtretto aſſedio all'iſteſſa città di Vinegià lume chiarissimo -
d'Italia, e abbondante di ricchezze, e di potenza, d'antica fortuna, e
ridottala ad eſtremo pericolo, l'haueuan coſtretta a chiedere supplicemente -
la pace con quelle condizioni, che al vincitore parue d'imporle, a
tempo de padri nostri diffidandosi delle propie forze rifiutò la signoria
di Piſa città vicina, che gli era spontaneamente offerta. Il principio de
«313 tumulti nacque da Ghibellini, i quali l'anno seguente terzo decimo di
quel secolo, cacciati i Guelsi della città, occuparono il principato di essa,
e ne diedero il gonerno a ventiquattro huomini della parte loro scegliendone -
dodici del corpo della nobiltà, e altrettanti del popolo. Tolto via
questo impedimento, la famiglia d' Oria, e la Spinola capi de Ghibellini
riuoltarono l'arme fra di loro, essendo fatta pace fra di esse per virtù, e diligenza -
di Saracino Mantouano chiamato per Podeſtà ſecondo luſanza
de gli antichi, e dipoi rotta. Il naſcimento; e la cagione di questo mouimento -
diriuò da quei dalla Torre, eida Marchioni due famiglie di Kapallo -