Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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DellIſtorie  di  Genoua.
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que  i  d'Ori,  fingendo  di  prender  sdegno  della  condizione  loro,  e  incitandogli -
  contra  gli  Spinoli,  che  aſpiraſſero  al  primo  luogo  di  potenza,  e
d'autorità  nella  città,  e  fossero  più  ſtimati,  e  tauoriti  appreſſo  al  popolo,
la  qual  cosa  diceuano  essere  loro  brutta,  e  vergognosa,  e  da  non  soffrire  in
verun  modo  ſe  fossero  huomini,  e  proferiuano  loro  largamente  tutto'l  poter -
  loro,  e  de  gli  amici,  ſe  ſi  ponessero  vna  volta  in  cuore  di  risuegliarsi, -
  e  racquiſtare  il  grado  loro.  Fù  ageuol  coſa  con  la  ſperanza  di  cotali
aiuti  dar  la  ſpinta  a  quelli,  che  già  di  lor  volontà  erano  inchinati.  Quei
del  d'Oria  dunque  indotti  da  questi  consigli,  e  insieme  con  loro  i  Grimaldi, -
  e  Fieſchi  vniti  con  molte  nobili  famiglie,  alle  quali  era  parimente
odioſa  la  potenza  ,  e  l'orgoglio  de  gli  Spinoli,  cominciarono  a  congiurare -
  occultamente  fra  di  loro,  e  diedero  principio  dalle  querele,  che  le  leggi, -
  e  gli  ordinamenti  fossero  più  tosto  accomodati  alla  potenza  de  gli
Spinoli,  e  a  fauore  della  plebe,  che  era  quasi  tutta  loro,  che  tendessero -
  al  ben  publico,  e  all'utilità  della  città.  Finalmente  il  di  dell'Epifania -
  preſe  l'armi  leuarono  il  romore;  e  gli  Spinoli  accompagnati  dal¬¬la -
  plebe  s'oppoſero  loro  gagliardamente,  e  s'attaccò  vn'aſpra  battaglia,
la  quale  durò  fino  alla  sera;  e  finalmente  Obizo,  e  gli  Spinoli  furon  vincitori, -
  e'l  di  seguente  Obizo  con  gran  soddisfazzione  quasi  di  tutto'l  popolo -
  fù  creato  Capitano  ,  e  Rettore  della  città  con  assoluta  balia,  e  gli  fù
dato  per  compagno  Bernabò  d'Oria.  I  capi  della  parte  auuersa  insieme
con  la  famiglia  d'Oria  cacciati  della  città  non  punto  abbattuti  per  la  battaglia -
  ſeguita  nella  città,  l'anno  ſeguente  ſettimo  di  quel  secolo,  poiche
non  poteuano  nella  città,  rinouarono  il  tumulto  nel  distretto  ,  e  raccolto
gran  numero  di  caualli,  e  di  fanti  occuparono  Taggia,  e  Oneglia  grosse
terre:  contra  quali  andarono  l'istesso  Bernabò  d'Oria  vno  de  Capitani,  e
Rinaldo  Spinola  insieme  col  Podeſtà  della  città;  il  qual  magistrato  ancora -
  regnando  i  Capitani  non  si  tralasciaua,  ed  era  sopra  le  cose  ciuili
e  giudizi,  i  quali  fermatisi  a  Porto  Morizzo  cominciarono  a  trattar  la
pace,  la  quale  finalmente  fù  condotta  ad  effetto,  non  douendo  durar
lungamente,  e  tutti  capi  de  mouimenti  furon  rimessi,  e  nel  fine  dell'anno -
  ritornati  nella  citta  giurarono  obbedienza  a  Capitani,  e  all'Abba¬¬te -
  del  popolo  huomo  del  corpo  della  plebe.  I  Capitani  rinouando  l'antico -
  costume  haueuano  aggiunto  anche  quel  magistrato,  per  alleggerire -
  il  biasimo,  e  per  mantenersi  gli  animi,  e  la  volontà  della  plebe,  come -
  ſe  haueſsero  comunicato  con  essa  il  sommo  luogo,  e  reggimen-¬to -
  della  città,  tutto  che  egli  tenesse  solamente  l'ombra  del  principato,
e  tutta  l'autorità  fosse  de  Capitani.  Questa  pace  di  vero  potè  acchetare -
  i  tumulti  per  piccolo  tempo;  ma  non  potè  mitigare  gli  arden¬¬ti -
  odi,  e  gli  abbomineuoli  ſtudi  delle  parti,  i  quali  non  essendo  ancora -
  ben  ſazi  delle  conteſe,  delle  riſſe,  de  tumulti,  delle  ſedizioni,  del
ferro,  del  sangue,  delle  vicendeuoli  occisioni,  delle  arsioni  delle  caſe, -
  gli  huomini  inquieti;  e  ſempre  bramosi  di  nouità,  ritrouauano  nuoue -
  ſette,  e  nuoue  parti,  quaſi  moltiplicassero  ſtudiosamente  le  cagioni -
  delle  discordie.  La  troppo  grande  autorità,  e'l  souerchio  orgoglio
d'Obizo  era  odiato  non  ſolamente  dalla  parte  auuersa;  ma  da  suoi  ancora, -
  e
            
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