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DellIſtorie di Genoua.
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que i d'Ori, fingendo di prender sdegno della condizione loro, e incitandogli -
contra gli Spinoli, che aſpiraſſero al primo luogo di potenza, e
d'autorità nella città, e fossero più ſtimati, e tauoriti appreſſo al popolo,
la qual cosa diceuano essere loro brutta, e vergognosa, e da non soffrire in
verun modo ſe fossero huomini, e proferiuano loro largamente tutto'l poter -
loro, e de gli amici, ſe ſi ponessero vna volta in cuore di risuegliarsi, -
e racquiſtare il grado loro. Fù ageuol coſa con la ſperanza di cotali
aiuti dar la ſpinta a quelli, che già di lor volontà erano inchinati. Quei
del d'Oria dunque indotti da questi consigli, e insieme con loro i Grimaldi, -
e Fieſchi vniti con molte nobili famiglie, alle quali era parimente
odioſa la potenza , e l'orgoglio de gli Spinoli, cominciarono a congiurare -
occultamente fra di loro, e diedero principio dalle querele, che le leggi, -
e gli ordinamenti fossero più tosto accomodati alla potenza de gli
Spinoli, e a fauore della plebe, che era quasi tutta loro, che tendessero -
al ben publico, e all'utilità della città. Finalmente il di dell'Epifania -
preſe l'armi leuarono il romore; e gli Spinoli accompagnati dal¬¬la -
plebe s'oppoſero loro gagliardamente, e s'attaccò vn'aſpra battaglia,
la quale durò fino alla sera; e finalmente Obizo, e gli Spinoli furon vincitori, -
e'l di seguente Obizo con gran soddisfazzione quasi di tutto'l popolo -
fù creato Capitano , e Rettore della città con assoluta balia, e gli fù
dato per compagno Bernabò d'Oria. I capi della parte auuersa insieme
con la famiglia d'Oria cacciati della città non punto abbattuti per la battaglia -
ſeguita nella città, l'anno ſeguente ſettimo di quel secolo, poiche
non poteuano nella città, rinouarono il tumulto nel distretto , e raccolto
gran numero di caualli, e di fanti occuparono Taggia, e Oneglia grosse
terre: contra quali andarono l'istesso Bernabò d'Oria vno de Capitani, e
Rinaldo Spinola insieme col Podeſtà della città; il qual magistrato ancora -
regnando i Capitani non si tralasciaua, ed era sopra le cose ciuili
e giudizi, i quali fermatisi a Porto Morizzo cominciarono a trattar la
pace, la quale finalmente fù condotta ad effetto, non douendo durar
lungamente, e tutti capi de mouimenti furon rimessi, e nel fine dell'anno -
ritornati nella citta giurarono obbedienza a Capitani, e all'Abba¬¬te -
del popolo huomo del corpo della plebe. I Capitani rinouando l'antico -
costume haueuano aggiunto anche quel magistrato, per alleggerire -
il biasimo, e per mantenersi gli animi, e la volontà della plebe, come -
ſe haueſsero comunicato con essa il sommo luogo, e reggimen-¬to -
della città, tutto che egli tenesse solamente l'ombra del principato,
e tutta l'autorità fosse de Capitani. Questa pace di vero potè acchetare -
i tumulti per piccolo tempo; ma non potè mitigare gli arden¬¬ti -
odi, e gli abbomineuoli ſtudi delle parti, i quali non essendo ancora -
ben ſazi delle conteſe, delle riſſe, de tumulti, delle ſedizioni, del
ferro, del sangue, delle vicendeuoli occisioni, delle arsioni delle caſe, -
gli huomini inquieti; e ſempre bramosi di nouità, ritrouauano nuoue -
ſette, e nuoue parti, quaſi moltiplicassero ſtudiosamente le cagioni -
delle discordie. La troppo grande autorità, e'l souerchio orgoglio
d'Obizo era odiato non ſolamente dalla parte auuersa; ma da suoi ancora, -
e