fullscreen : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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Dell  Iſtorie  di  Genoua,
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i  quali  scoperta  l'armata  Genouese  in  alto  mare,  che  veniua  contra  di  loro, -
  tirate  su  l'ancore  voltarono  subitamente  a  dietro,  è  con  frettolosa  fuga
si  ritirarono  nel  paeſe  loro;  si  che  tanto  grandi  sforzi  senza  fare,  ò  tentare
alcuna  impresa  riuscirono  voti  d'effetto,  e  in  brieue  tempo  suanirono:  e
Genouesi  lieti  dell'onore  d'hauer  posto  in  fuga  il  nimico  ritornandosene
a  dietro,  entrarono  nel  porto  di  Genoua  pieni  d'allegrezza;  e  perche  s'auuicinauano -
  le  vendemmie,  ed  era  passato  il  tempo  di  guerreggiare,  fù  dato -
  licenzia  a  galeotti,  e  a  marinari,  e  a  tutti  soldati,  che  andassero  alle  loro
faccende,  e  le  naui,  alle  quali  insino  a  quel  tempo  era  stato  proibito  il  nauigare -
  furono  laſciate  andare  ad  attendere  a  loro  priuati  traffichi;  e'l  rimanente -
  di  quell'anno  si  stette  in  pace  senza  fare  altra  spedizione,  e  in
quell'anno  se  alcuno  farà  diligente  conto,  trouerrà  esser  vscite  fuori  del
porto  di  Genoua  ben  dugento  galee.  Alcuni  dicono,  che  quest'anno  fù
dato  principio  allo  ſmisurato  molo,  il  quale  scorrendo  da  terra  ferma  in
alto  mare  fa  il  porto,  e  riparando  le  naui  dall'impeto  del  mare  aperto,  fa
loro  ſicura  ſtanza,  opera  fra  l'altre  d'Italia  ammirabile  principalmente
per  la  marauigliosa  fabbrica,  i  cui  fondamenti  sono  fatti  di  scogli  di  smoderata -
  grandezza  interi,  e  groſsi,  quanto  si  ſtende  la  larghezza  di  tutta  la
fabbrica,  tratti  dalle  viſcere  de  monti,  ed  in  spazio  di  molti  anni  con  malageuoli, -
  e  faticose  maniere  colà  condotti,  e  ammassicciati  in  altezza  smisurata, -
  e  dipoi  dall'impeto  dell'onde  per  lo  spazio  di  molt'anni  congiunti
fra  loro,  come  in  soda  composizione,  e  quella  parte  dell'opera,  che  auanza -
  fuori  dell'acqua  è  tutta  fatta  di  sassi  quadri  molto  grossi,  e  d'un  pezzo,
e  a  pie  di  esso  dalla  parte  di  dentro  è  vn'altra  fabbrica  più  bassa,  per  potere -
  più  commodamente  riceuere  le  mercatanzie,  che  si  scaricano  delle  naui; -
  ma  il  lato  di  fuori  è  difeso  dall'impeto  dell'onde  marine  col  medesimo -
  ammaſſamento  di  ſmiſurati  ſcogli,  che  auanzano  fuori  dell'acqua,
dalla  quale  l'onde  rotte  percuotono  la  fabbrica  senza  verun  pericolo  di
rouina,  che  senza  questo  riparo  si  disfarebbe  al  fermo,  e  l'architettore  di
quest  opera  si  dice  essere  stato  Marino  Boccanegra.  Segue  l'anno  mille
dugent'ottanta  quattro,  il  quale  fù  più  memoreuole,  che  verun'altro;  che
correſse  in  tutto'l  tempo,  che  si  guerreggiò  co  Pisani,  e  per  più  chiara  vittoria -
  noteuole;  e  tutto  che  l'animo  s'affretti  a  scriuerla,  tuttauia  non  si  deono -
  intrala  ſciare  alcune  coſe  minori,  che  quell'anno  ne  seguirono  molte,  e
varie,  e  per  diuerse  opportunità  in  publico,  e'n  priuato.  Dunque  intorno
le  riuiere  di  Napoli  vna  naue  Genoueſe  di  Giouanni  Coronato,  fù  preſa
da  due  priuate  galee  di  Zono  Scornazano  Pisano,  à  cui  quella  preda  fece
mal  prò;  perche  le  medesime  galee  furon  prèse  da  cinque  galee  Genouesi, -
  che  andauano  in  Leuante  per  priuate  faccende.  Nel  medesimo  tempo
Matteo  de  Pazzi  ancor  esso  cittadino  Piſano,  spinto  dal  disiderio  di  vendicare -
  il  fratello,  che  nella  zuffa  seguita  al  porto  Felesi  era  stato  ammazzato -
  da  Genouesi,  armò  due  galee,  e  vn  galeone,  e  alle  Sanguinare  venuto -
  a  battaglia  con  due  Taride  Genouesi  (queste  erano  in  quei  tempi  galee
grosse,  che  oggi  ſi  nomano  Galeazze)  fù  finalmente  posto  in  fuga;  le  quali -
  pruoue  furon  tanto  grate  in  Genoua,  che  gli  huomini,  che  si  trouarono
a  combattere  tanto  nelle  galee  grosse,  quanto  nelle  cinque  galee  dette  di
sopra,  furon  fatti  esenti,  e  franchi  delle  grauezze,  e  d'alcuni  altri  cafichi.
Fù
            
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