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la Citta fatte dalla Porta a S. Friano sino al Fiume,
Ma di queste Suore parleremo à lungo nella Storia
di S. Piero in Monticelli, dove esse passarono, cedendo -
per un baratto il Convento loro a’ Monaci Guglielmiti, -
de' quali parla la lapida.
IV. E ſarà la noſtra terza osservazione: Abbatiae
Santti Guillelmi eiusque Ordini in Grossetana Dioecesi
postea adsignatum; che a ben dichiararsi fa d' uopo
che paſsiamo col ragionamento a non pochi luoghi
Terre, e Città del Ducato di Siena, dove nell’ antico
fiorirono i Guglielmiti. Riconoscono questi l'origine
loro nella Diocesi di Grosseto da un luogo non molto
lontano da Castiglione della Pescaia detto di Malavalle, -
ed in latino Stabulum Rbodis. Colà S. Guglielmo
si riparò nel 1155. 0 in quel torno a menare gl’ultimi -
santi anni di sua vita, che pure in esso luogo
santamente terminò nel 1157. E questo Santo riconosciuto -
essendo per Fondatore de' suddetti Monaci, fu
perciò tal Convento tenuto sempre per capo dell Ordine. -
Onde solevano gli Abati Generali tarvi il suo
soggiorno ordinario, e molti erano i Monasterj donati, -
o fondati a si venerabile Religione, che tutti annovera -
Girolamo Gigli nel suo Diario alla Parte 2.
pag. 690. e tra essi leggesi la celebre Abbazia di S.
Antimo fondata da Carlo Magno a' Benedettini, passata -
poscia a' Guglielmiti nel 1302. per Bolla di Bonifazio -
VIII. con tutte le Castella, Terre, e Luoghi
che erano di jurisdizione dell' Abate. Nè disdice qui
una grazioſa notizia sopra i tributi, e censi, che nel
di 11. di Maggio festa di S. Antimo ricevevano gli Abati -
da' loro Vaſsalli, tra i quali tributi, giusta il suddetto -
Gigli Parte I. pag. 153. uno ne avea, che in
ridicola forma mandavasi da un Castello: un Uccellino -
cioè legato sopra due stanghe su Muli: ed altro,
che preſentavaſi da una Chieſa, era un sacco di piatti
di terra, e dicea il Vassallo, io porto il tribato di
cento Piatti, e rispondendo il Ricevitore: cento Piatti
questi non sono; replicava il Mandato: se non sono, si
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